Ho fatto un sogno questo pomeriggio, quando mi sono addormentato un attimo: ero in casa ed era tutto abbastanza tranquillo, c’era una buona aria e si sentiva che non c’era più della Patriots Way in giro.
C’era un foglio che doveva essere il roster dei Lions, almeno dai colori solo che era scritto in un alfabeto che non capivo (Klingon? Goto?), poi subito dopo riuscivo a capirli i nomi (che stupido che ero stato!) solo che non avevano senso.
Poi mi sono svegliato, ho dato un’occhiata ai movimenti di free agency per tirare qualche somma e ho concluso che, come sogno, tutto sommato è stato abbastanza realistico.
Nel mondo reale, restano diversi nomi che conoscevo già ma, in definitiva, la rosa è stata del tutto sconvolta dalla prima settimana di free agency.
Onestamente, il grosso è stato un vero esodo con cui la nuova gestione al grido di “cosa fatta capo ha” si è liberata dei contratti pesanti di quei giocatori che avevano sottoperformato senza cercare di limitare le perdite in qualche maniera, per esempio supplicando trade in giro per la Lega.
In questo modo, il sollievo finanziario immediato è stato più limitato ma ci sarà più spazio di manovra per il 2022.
Facciamo due conti per quanto è rimasto da pagare per giocatori non più in rosa:
- Matthew Stafford $19,000,000
- Justin Coleman $6,087,000
- Desmond Trufant $6,000,000
- Jesse James $4,287,000
- Christian Jones $2,185,442
- Chase Daniel $1,500,000
- Danny Shelton $1,250,000
- Romeo Okwara $901,668
- Joe Dahl $250,000
- Jason Huntley $217,734 (nemmeno un snap giocato per i Lions, giova ricordarl o)
Per un totale di ben $41,821,791.
Con 182,5 milioni di cap è una bella fetta (lo so, c’è pure il rollover dello scorso anno ma il concetto rimane).
La cosa più spiacevole è che quasi tutti questi giocatori hanno trovato rapidamente posto (magari a stipendi minori, vedasi Justin Coleman come caso limite) in NFL e lo stesso han fatto molti altri non rinnovati per scelta tecnica e/o finanziaria.
Prendiamo Golladay e Marvin Jones, entrambi impiegati ad un prezzo superiore rispetto a quanto percepito negli scorsi anni a Detroit. Golladay si è meritato il contratto più ricco della Free Agency nel suo ruolo (perfettamente meritato, datemi retta e non ascoltate lemalelingue) ed anche Marvinio ha avuto un boost per fare da chioccia ad un gruppo talentuoso di ricevitore e fornire un veterano affidabile per quello che viene definito il prospetto migliore tra i QB degli ultimi anni.
Perché questo è spiacevole? Perché vuol dire che talento nel roster c’era ma che per qualche motivo non riusciva a espermersi sul campo e, quindi, che molto talento si è perso nella transizione dalla Patriots Way al qualcosa di diverso che si vuole creare.
Esclusa per la minaccia di rivolta popolare o peggio totale perdita di interesse della tifoseria, la possibilità di restare nel solco della Boston Schooll, importando per esempio Nick Caserio o un qualsiasi altro assistente di Belichick o anche qualcuno che avesse avuto un qualche rapporto con lui e Patricia, la purga era purtroppo inevitabile.
A questo si è aggiunta un approccio soprendentemente tranquillo alla Free agency: fatto il grosso con la trade di Stafford, tutti eravamo a compilare liste di possibili free agent in entrata con connessioni con Campbell, Lynn e Holmes (del resto, un modo per fare spazio sotto il cap si trova, no?).
Invece, la notizia più grossa è stata la conferma di Okwara (ottima per rapporto qualità/prezzo), seguita da un buon running back come Jaamal Williams, un progetto di recupero nel reparto WR (Perriman) affiancato ad una vecchia conoscenza di Anthony Lynn come Tyrrell Williams (a saldo perché ha saltato la stagione scorsa).
Giusta la trade per Michael Brockers ha suscitato interesse più che altro per il fatto che i Rams hanno praticamente dato in comodato un giocatore e per le dichiarazioni di alcune settimane prima (in pratica, visto l’importo delle stesse perché altrimenti i giornalisti non avevano nulla da scrivere).
A questo stadio, il roster è palesemente incompleto: il giocatore più a lungo nel roster (escludendo Don “highlander” Muhlbach) è Taylor Decker (draft 2016), i corner sono di 23 e 25 anni mentre l’unico è che potrebbe fare da slot, attualmente, è Mike Ford. Di ricevitori, ne manca almeno uno anche dopo che ho fatto uno sforzo di memoria e ho realizzato che Geronimo Allison è ancora in squadra. .
Di Linebacker ne abbiamo tanti ma credo che nessuno si senta sicuro di voler rivivere la Jhalani Tavai Experience (e io che l’ho anche difeso quel pick. Asino.).
E tuttavia, non sono del tutto rassegnato. In primis, perché c’è ancora un sacco di talento in giro.
Non credo che i Lions si prenderanno improvvisamente Sammy Watkins ma il fatto che sia ancora libero testimonia che il mercato non è privo di buoni giocatori disponibili. Certo, bisogna cercare bene e sperare che i possibili giocatori siano interessati ad unirsi ad un rebuiild (John Johnson III ha rifiutato diverse offerte più importanti pur di andare ai Browns. Il che è un frase che non avrei mai pensato di scrivere due anni fa).
In secondo luogo, perché i giocatori che sono arrivati testimoniano un cambio di passo: che sia l’allegria contagiosa di Jamaal WIlliams (che ha iniziato la conferenza stampa di presentazione dando giudizi sull’aspetto fisico dei giornalisti) o di Brockers, dispostissimo a prendersi in giro dopo la battuta di HCDC sul martello di Thor, il nuovo regime pare aperto e disposto a tollerare, se non pronto ad incoraggiare, la personalità ad ogni livello e la trasparenza a livello manageriale.
Il che, per una squadra che si prepara a postare l’ennesimo record negativo, è oro perché mantiene i tifosi connessi, suscita interesse e genuina partecipazione.
Questa è l’intervista a Jaamal Williams che vi dicevo prima:
Davvero qualcuno vuole che quest’uomo vada 0-17 per avere una posizione migliore al draft?
Io no. Non ci riuscirei nemmeno se mi assicurassero che in cambio avrei Joe Montana tornato ai 25 anni.
Ed è una sensazione che stavamo scordando e che possiamo apprezzare, questo desiderio di vedere i ragazzi riuscire.
C’è qualcosa di contagioso che mi arriva dall’altro lato dell’Atlantico e che mi spinge a pensare che stiamo andando alla fine nel verso giusto.
Quindi, perdonatemi se il mio ottimismo non ha basi razionali ma preparatevi a tirare fuori cappelli e magliette: non sarà un’annata semplice ma questa squadra non sarà brutta come la dipingono.
La free agency non è finita qui ed il draft sarà interessante, visto che nessuno sa cosa aspettarsi, me compreso.
E mi piace.
LFG.
