Quando la coppia scoppia: Jared Goff e Sean McVay

In quello che è probabilmente l’articolo da leggere della settimana, l’inviata di NFL Lindsay Thiry che copre i Rams per l’emittente americana (con l’aiuto del noto Mike Rothstein per la sponda in Michigan della storia), racconta come la relazione di Jared Goff con Sean McVay si sia deteriorata negli ultimi due anni, passando da quella che sembrava una bella partnership ad un disastro, con relativa cacciata del primo fino a Detroit.

L’articolo, che vi invito a leggere nella sua interezza, parte dalla 12° giornata della stagione 2020 quando Sean McVay provvide a demolire il suo QB titolare al chiuso dello spogliatoio, prima di continuare l’opera pubblicamente davanti ai microfoni della stampa.

Goff aveva avuto una prestazione da quattro turnover che aveva contribuito decisamente alla sconfitta per 23 a 20 contro i 49 guidati dal backup Nick Mullens al centro. Una prestazione che era stata la proverbiale goccia: da quel giorno, malgrado alcune buone prestazioni di Goff, i Rams mostrarono di aver perso decisamente la fiducia nel proprio starter che era stato esteso solo due anni prima.

Il processo, secondo la giornalista che cita un sacco di fonti anonime nell’organizzazione californiana, risale al 2019, subito dopo la maxiestensione che la squadra dette a Goff (il quale, bontà sua, dichiarò che “sarebbe stato un bel matrimonio).

I Patriots (ed i Lions prima di loro) avevano fornito alla NFL un piano su come rallentare l’attacco dei Rams. A questo si accoppiò che il gioco di corsa nel 2019 regredì per i cambi di personale della linea d’attacco e per i problemi al ginocchio di Todd Gurley.

A peggiorare le cose, in assenza di un vero OC (Matt LaFleur era diventato allenatore dei Packers, come ben sappiamo) si tolse un filtro, rivelatosi a posteriori necessario, tra le diverso personalità dei due.

“Sean is an amped-up guy; Jared was always calm and collected,” a team source said. “I thought they balanced each other out.” But as the 2019 season progressed without the desired results, McVay began to coach Goff more directly and their dynamic began to slowly unravel. “Sean got more involved, was tougher on Jared and didn’t realize that he wasn’t building him back up,” a league source said.

Sean è un tipo eccitato, Jared era sempre calmo e racolto,” dice una fonte nella squadra. “Pensavo che si bilanciassero a vicenda.” Ma mentre la stagione 2019 procedeva senza i risultati desiderati, McVay iniziò ad occuparsi di Goff più direttamente e la loro dinamica iniziò lentamente a guastarsi. “Sean era più coinvolto, era più duro con Jared e non si accorgeva che non gli dava sostegno.” dice una fonte della Lega

I due non riuscirono a trovare un modo di chiarirsi e le reprimende, anche a bordo campo diventarono comuni. Ad un certo punto, Mcvay non sempre tornava indietro per scusarsi della sparata e Goff si sentiva sempre meno legittimato.

Il punto su cui verteva di più l’astio di McVay era la costanza, che per l’allenatore è la miglior misura della performance: Goff, invece, anche nel 2020 ha alternato prestazioni buone o anche ottime con altre davvero pessime.

Come ho sentito affermare in stagione (scusate se non ricordo chi scriveva o parlava) , è stato raro dire “Goff ha avuto una prestazione decente, solida”. O metteva su i numeri per la sua squadra o per gli avversari.

Secondo una fonte, i limiti di Goff erano emersi sotto pressione: malgrado il lavoro settimanale,

Goff struggled to recognize coverage disguises and didn’t consistently identify coverage post snap as the play developed. When a defense ran Cover Zero with no safeties deep, his decision-making process often didn’t happen quickly enough to hit the big play.

Goff aveva problemi a riconoscere le coperture camuffate e non identificava costantemente la copertura post snap mentre la giocata si sviluppava. Quando una difesa usava la cover zero senza safety in profondità, il suo processo decisionale spesso non era abbastanza rapida da colpire la big play.

Il miglioramento della difesa nel 2020 pose ulteriore pressione sull’attacco per stare al passo, il che portò ulteriore frizione tra i due con McVay che cercava di complicare continuamente l’attacco per stare un passo avanti agli avversari e Goff che si sentiva ipercontrollato (micromanaged).

McVay told people around him he felt as though he had to call every play perfectly for Goff. And Goff felt increasingly micromanaged as McVay continuously ramped up the complexity of his offense in an attempt to outscheme the defense, a league source said.

Ma soprattutto McVay diceva che sentiva di dover chiamare ogni giocata perfettamente per Goff, senza alcun margine di errore. Il che, forse è un tantino ingiusto nei confronti del suo QB che non sentiva per nulla la fiducia.

Alcune sconfitte (in particolare quella contro i Dolphins di Brian Flores) acuirono i problemi e peggiorarono ulteriormente la dinamica.

“Sean lost touch with how much he was breaking Jared down, but there’s got to be the build back up,” a league source said. “[McVay] was either unaware or disinterested in protecting Jared’s confidence.”

“Sean perse il contatto con quanto stava distruggendo Jared, ma deve esserci una carota”, dice una fonte della lega. “[Mcvay] era o ignaro o disinteressato a proteggere l’autostima di Jared.

Il patatrac definitivo è stato l’infortunio al dito di Goff che ha consentito a McVay di lavorare con John Wolford, UDFA più mobile di Goff ma soprattutto con un carattere molto più simile al suo (week 17 del 2020).

Goff ebbe una prestazione generosa contro i Seahawks, quando gli è stato preferito Wolford, è entrato in campo dopo 12 giorni di convalescenza quando questi si è infortunato ed ha trovato il modo di guidare la sua squadra alla vittoria. (Perché McVay non avesse tenuto attivo anche Blake Bortles è uno dei misteri della scorsa stagione).

“He’s addicted like McVay,” a team source said.

“È un drogato come Mcvay” dice una fonte del team [riguardo John Wolford e la sua ossessione per il football).

Ma Mcvay aveva già deciso che, se possibile, avrebbe schierato Wolford anche se il supporto per la scelta non era umanime.

Il resto è storia: Wolford non poté essere schierato contro Green Bay per l’infortunio al collo; Goff non giocò male ma la difesa (priva di Aaron Donald) fu dissezionata dal Divo Aaron e l’avventura ai Playoff dei Rams finì.

Iniziarono subito le dichiarazioni incrociate di McVay e Snead che facevano pensare che il destino di Goff ai Rams fosse in pericolo e, rapidamente, eccoci qui con Stafford nuovo esecutore dell’attacco di Mcvay e Goff nuovo QB titolare dei Lions.

L’opinione personale finale

Dopo avervi invitato ancora una volta a leggervi l’articolo per farvi un’opinione completa e perché merita, credo che, da quello che si legge, un cambio di passo possa essere davvero utile a Goff. Lavorare con qualcuno che palesemente non ti stima più è durissimo, specie se avevi creduto che quella persona fosse dalla tua parte e se quella persona è il tuo capo.

Il famoso “sassolino nella scarpa” (sulla spalla in america) da togliersi potrebbe aiutarlo a tirar fuori alcune risorse magari rimaste sopite e portare il suo gioco ad un livello successivo.

Certo, bisognerà vedere come la sua personalità si mescerà con quella di DC, altra persona che potrebbe fare “intenso” come secondo nome. Tuttavia, è stato riferito che lo stesso Campbell era un grande sostenitore di Goff durante il processo della trade (ed ha una fonte di notizie di primissima mano in Holmes).

Non credo che Goff avrà mai la costanza tanto cercata dal suo ex-allenatore e penso che avrà sempre un rendimento un po’ altalenante (prontissimo a rimangiarmi le parole, eh) ma qui non stiamo parlando di vincere il Super Bowl nel 2021 ma di creare delle fondamenta forti per il futuro. Alcuni limiti mostrati ci sono ma è più che possibile che, in un ambiente più rilassato, Goff recuperi decisione e piglio. Magari non subito ma questa squadra è fatta per crescere e non sarà un prodotto finito questo settembre.


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