Mock draft 4: go big or go home.

Ultimo (o penultimo) mock dell’anno con uno scenario che non prevede trade (usando la macchina di thedraftnetwork, scusate la poca fantasia ma quella di PFF proprio non capisco se ci è o ci fa) e che va in una direzione diversa dal solito.

Stavolta mi si è materializzato uno scenario che volevo analizzare da un pezzo: cosa succede se i Lions alla sette vanno per quella che è una scelta poco spettacolare ma storicamente sicura e selezionano un OL di Vaglia? Da lì, la cosa ha preso una piega un po’ particolare che vedremo.

Iniziamo subito:

Pick 7: Rashawn Slater, OT, Northwestern

La scelta era tra lui, Penei Sewell o Trey Lance. Premesso che a Lance avrebbe fatto bene un altro annetto al college, visto il mio indirizzo la scelta era tra Slater e Sewell. Ho scelto il secondo perché volevo parlare di un prospetto un po’ sottovalutato ma che, a modo suo, potrebbe tranquillamente giustificare la settima selezione assoluta. Slater riceve poco amore perché ha le braccia troppo corte (più o meno come Taylor Decker) ma ripara con un ottimo gioco di piedi e di mani. È, in pratica, estremamente tecnico (più o meno come Taylor Decker) e può giocare davvero in qualsiasi posizione nella linea offensiva, al punto che qualche esperto lo proietta come tackle sinistro dominante, qualcuno come ottimo centro. Per i Lions, la sua presenza aiuta un po’ tutti: Goff (che non apprezza la pressione come il 99% dei QB), Swift (che potrà correre anche sulla destra), TJ Hockenson e tutti i ricevitori. (N.B. Questo discorso vale fondamentalmente anche per Sewell, sia pure con sfumature diverse).

Pick 41: Payton Turner, EDGE, Houston

Ve l’avevo detto che si andava in una direzione strana, vero?

Niente WR al secondo giro stavolta ma ci prendiamo Payton Turner, un pass rusher estremamente atletico (RAS 9.74) e molto, molto versatile. Se avete visto un po’ la difesa che Dennis Allen ha creato per i Saints e pensate che Aaron Glenn mutuerà qualche almeno un po’ di concetti da là , Turner può dire la sua sia in qualsiasi allineamento sia dal punto di vista atletico che da quello intellettuale. Non è un pass rusher eccellente o naturale, non è un IDL puro, non è un OLB ma può fare tutto ad un livello da titolare tra i pro. Un’ottima pietra fondante per una difesa che deve trovare la sua forma definitiva.

Pick 72 Jamar Johnson, Safety, Indiana

La suddetta difesa ha bisogno di ulteriore aiuto e Johnson è quello che ha ordinato il dottore. Lo sarebbe stato anche Josh Allen ma è andato via un paio di pick prima e non siamo qui a piangere sul latte versato, specie se l’alternativa è questa. Johnson è fondamentalmente tutto quello che BQ voleva trovare in Will Harris senza riuscirci: può tenersi la sua metà campo in cover 2, essere una strong safety più classica se in cover 3 e stare in campo in un set con tre safety. Si prende il posto in squadra, prima del bye ( che tanto sarà prestissimo).

Pick 101: Tyler Shelvin, IDL, LSU

Non è forse il giocatore più adatto ad uno schema in cui si vada a portare pressione, invece di aspettare nel proprio gap ma Tyler Shelvin è ugualmente un ottimo giocatore contro la corsa con una impressionante bull-rush ed una buona tecnica. In più, viene ritenuto abbastanza versatile da giocare in schemi pari e dispari il che non è da sottovalutare per un vero gigante (160 kg, 190 cm) con un ottimo ancoraggio. Ha bisogno di tenere la testa sul football e Dan Campbell può essere la persona giusta.

Pick 112: Simi Fehoko, WR, Stanford

Ed eccolo, l’obbligatorio ricevitore nel draft 2021. Fehoko è un ricevitore esterno, il che vuol dire che siamo bloccati con Cephus nello slot ma pace, il ragazzo non mi dispiace e si merita la sua chance. Simi Fehoko è un giocatore con un altissimo QI del gioco, i misurabili al posto giusto (9.17 RAS con un bel tempo sulle 40′) che ha mostrato diversi problemi di concentrazione (leggas: drop a caso) al college e probabilmente ha bisogno di un po’ di tough love per sfondare in NFL. Probabilmente, un WR3 nella Lega (pensate a TJ Jones) ma anche il draft 2022 è previsto strapieno di ricevitori e quest’anno c’è troppo da fare.

Pick 153: Shakur Brown, CB, Michigan State

Terminiamo con un prodotto a KM zero, Shakur Brown. A differenza degli altri, non è un prodigio atletico (RAS 2.17) e deve ripulire il gioco per depurarlo dalle penalità e dalle imprecisioni ma è uno a cui la dieta a base di rotule morsicate di Dab Campbell dovrebbe piacere (leggasi: competitor nato) e potrebbe diventare uno slot corner in un paio di stagioni. Proprio in tempo per quando il rebuild dovrebbe dare i suoi frutti.

Concludendo

Un mock decisamente diverso, non solo per la scelta di una OL così in alto. Di solito, i tackle sono giocatori molto ambiti nella NFL e la decisione dei Chiefs di spendere praticamente un tardo primo giro per Orlando Brown non depone a favore dei prospetti del secondo giorno. Prendere un tackle sarebbe praticamente una scelta di sicurezza per il nuovo regime, visto che il tasso di bust nella posizione è più basso che in altre (non nullo, ovvio).

Quello che cambia le carte è la scelta di privilegiare un edge rusher versatile con margini di crescita ed una safety a scapito di altre opzioni più spettacolari ma è conoscenza comune che non puoi avere troppi pass rusher in NFL (o rischi di non averne nessuno, tipo i Lions di Patricia) mentre la sezione safety è, ad oggi, popolata tipo deserto del Gobi.

Shelvin e Brown sono due fit culturali più che di schema ed il loro innesto potrebbe portare a dividendi inaspettati se riescono a trovare sintonia e spazio nel coaching.

Uscire dal draft con un prospetto particolare come Fehoko come unico skill player può essere insoddisfacente ma solidificare le trincee può fare la differenza ed avere un’unita (la OL) dominante ed una seconda (la DL) che si fa rispettare potrebbe aiutare ad invertire la tendenza e, forse soprattutto, la percezione già a stretto giro il che è quello che i Lions devono cercare essenzialmente di fare.


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