
Con meno di una settimana al draft è il momento per ogni GM di esporsi per la tradizionale conferenza stampa preparatoria.
Molti di loro preferirebbero una visita dal dentista ma tant’è, la Lega chiede e la lega ottiene.
Pur senza arrivare alle vette di mutismo di Marshwn Lynch (“sono qui per non prendere una multa“), molti di loro hanno sviluppato un modo di parlare senza dire molto.
A quanto pare, Brad Holmes ricade in questa categoria, il che è un bene visto che aiuta in questi giorni pieni di voci a tenere le carte coperte.
Ed un male, perché non aiuta l’appassionato che è in noi a chiarire le intenzioni dei Lions sulle cui mosse nelle prime fasi del draft si continua a dire tutto ed il contrario di tutto.
Holmes ha spiegato che come front office hanno un gruppo di giocatori con cui sono tranquilli alla sette ma sono aperti anche a scendere nel draft ma pure a salire .
Riguardo ad una eventuale trade down, Holmes ha spiegato che non si è imposto un limite artificiale (tipo metà del primo giro) per non volersi “ancorare” o limitare. Secondo quanto detto dal nuovo GM, una cosa che ha appreso dalla scuola di Les Snead, suo boss ai Rams, è quella di
surrender to the results of the process
Arrendersi ai risultati del processo
Cioè, a quel che capisco, attenersi a quello che il processo di analisi ha prodotto, anche se l’impressione personale o la preferenza sarebbero altre, il che mi sembra una buona cosa visto che, ogni tanto, il personale pechant per una posizione ha spinto in direzioni non utili (ricordate i corner lentissimi dell’era Mahyem?).
- al riguardo, bisogna subito ricordare che per quanto l’idea di un trade up sembri fantascienza, Holmes viene da una scuola (i Los Angeles Rams, appunto) che non ha mai esitato a sparare i grossi calibri per un giocatore in cui credeva. Mi viene da aggiungere, d’impronta, che non possiamo nemmeno escludere una trade per dei giocatori che piacciono ad un certo punto del draft, visto l’approccio molto liberale di Les Snead ai draft pick.
- Cambiando argomento e passando ad uno dei temi caldi dell’anno, Holmes ha dichiarato che analizzare i giocatori che hanno deciso per l’opt-out è parte della mano servita quest’anno e che, per farlo, hanno scavato a fondo nel film più vecchio e parlato con quelle persone in contatto stretto con i giocatori. Sappiamo che almeno un team in top ten è molto tiepido sullo scegliere optanti (termine pessimo, si accettano suggerimenti) ma non sembra che sia Detroit. Inoltre, pare che i Lions non saranno troppo spaventati dall’incertezza aggiuntiva del 2020, non al punto di non usare gli asset che hanno quest’anno (avere un buon numero di pick in tasca per il 2022 aiuta).
- Quest’anno (ed in quelli futuri) il fit più importante sarà quello culturale, non quello schematico. Il che fa il paio con l’intenzione dichiarata della nuova leadership, compreso l’head coach, di voler adattare lo schema ai giocatori più che il contrario. Sono finiti i giorni in cui si stiracchiava la pick o si scartava un giocatore per un paio di chili in meno. O almeno si spera, visti i poveri risultati ottenuti.
- Per spiegare lo stato del roster: è stato chiesto a Brad Holmes se la squadra necessitava rinforzi in attacco e difesa. Lui ha risposto “Sì”. Praticamente, come faceva un mio amico quando al ristorante gli chiedevano se gradiva del vino bianco o rosso.
- Qualcuno avrà visto una foto del 2016 in cui la war room dei Rams sembrava la sala di controllo della NASA. Non aspettatevi lo stesso look in Detroit 2021: Holmes ha dichiarato che nella struttura ci saranno massimo dieci persone, la metà di quanto concesso dalla NFL. Mi par di capire che Holmes sta continuando a puntare sullo smart working in varie forme e questa può essere una conseguenza.
- Mentre a Detroit nevica ancora, i Rams faranno il draft sul mare (tanto hanno due pick).
Holmes ha fatto una videochiamata apposita per mostrare a Les Snead la differenza. Speriamo non si tolga il golfino.
Direi che più o meno ci siamo, qui sotto trovate la videoconferenza completa:
Sottotitoli ancora in lavorazione al momento, in cui scrivo. Magari quando lo leggete li hanno già aggiunti.