
Come riportato già questo pomeriggio, Brad Holmes ha spiegato che le celebrazioni mostrate dai network dopo la decisione di scegliere Penei Sewell erano anche per la soddisfazione di aver fatto la scelta giusta nel rifiutare una trade “solida” e che avrebbe potuto (con un po’ di fortuna) permettere di selezionare lo stesso giocatore più tardi nel draft.
A questo punto, può essere divertente mettersi il cappello da investigatore e cercar di capire chi potesse aver offerto per salire alla settima.
Ovviamente, se l’offerta doveva contenere una seppur minima possibilità di puntare su Sewell in un secondo momento, il possibile partner non poteva essere troppo in basso. Questo esclude, per esempio, i Bears (poi effettivamente saliti alla undici, il che è importante per altri motivi) giù alla venti.
Carolina (ottava) potrebbe stata forse interessata ma il compenso non sarebbe stato molto elevato ed il bersaglio sarebbe stato probabilmente proprio Sewell. Breer non si fa problemi a scrivere che Sewell non sarebbe sceso più della otto in ogni caso, quindi l’offerta non sarebbe stata molto notevole o interessante.
I Broncos (noni), secondo Benjamin Allbright, non avevano intenzione di salire e non hanno selezionato Justin Fields quando ne hanno avuto l’opportunità (e sono sistemati meglio di altri come tackle), quindi li scarterei come possibili partner.
Alla decima ci sono i Cowboys che avrebbero molto, molto senso: erano tra le squadre che volevano un top corner e potevano sospettare, giustamente a quanto pare, che nessuno tra Jaycee Horn e Patrick Surtain sarebbe caduto fino alla decima quindi avevano tutto l’interesse a fare un proposta a Brad Holmes. Trattandosi di 3 spot, probabilmente Holmes avrebbe messo in carniere un buon terzo giro o addirittura un secondo e avrebbe dovuto pregare semplicemente che Sewell resistesse due chiamate in più (improbabile, come detto sopra) .
Ma c’è un altro indizio: quando i due corneback sono spariti dalla board, i Cowboys non hanno esitato a scambiare la decima con le Eagles in una trade intradivisionale (evento molto raro) passando dalla loro decima alla dodicesima, con una mossa che ha fatto perdere le staffe a Dave Gettleman dei Giants.
Questi avevano notoriamente nel mirino Devonta Smith, che le Eagles gli hanno soffiato con la trade subito prima della loro alla undici.
Secondo questa ricostruzione ipotetica, la decisione dei Lions di non scambiare il pick potrebbe aver spinto, in ultima analisi, lo stesso Gettleman per la prima volta nella carriera del GM, alla trade down. Una trade down avvenuta tra tutti con i Bears che hanno approfittato per frenare la caduta di Justin Fields.
Se ho azzeccato, la scelta di puntare su Sewell ha creato un effetto domino tale da determinare le scelte successive fino almeno alla dodicesima, quando i Cowboys hanno ripiegato su Micah Parsons.
Vedremo cosa riserverà il futuro ma, per il momento, la decisione pare sensata visto che Sewell viene considerato un prospetto ottimo ed era, a quel punto, la prima scelta della dirigenza.