
Ebbene sì, i Lions, ed in particolare Brad Holmes e Dan Campbell, sono sotto i riflettori della stampa nazionale americana con Albert Breer di Sport Illustrated che gli dedica ampio spazio in apertura della sua colonna settimanale (come sempre, non so se sbatterete nel soft paywall della rivista americana) .
L’enfasi è sull’atmosfera diversa che si respira ad Allen Park e sul rapporto di collaborazione che si è instaurato tra Brad Holmes e Dan Campbell che, giova ricordarlo, non si conoscevano fino al momento dell’assunzione e che si sono subito trovati alla prova del fuoco (dell’incendio, per usare l’iperbole di Breer) quando appena assunti si sono dovuti subito trovati a gestire la trade richiesta da Matthew Stafford. “Ben arrivati ragazzi, dobbiamo scambiare il nostro franchise QB”.
Secondo HCDC è stato il momento in cui SSH e Rod Wood hanno mostrato di averg dato davvero le chiavi della franchigia ai due ed è stata una cosa immediata.
Brad Holmes:
You could’ve never told me in a million years that the third week on the job I would’ve been tasked with doing that, making that move, with my former boss [Rams GM Les Snead], I was still trying to recover from the text messages, congratulatory of getting the job. Hundreds and hundreds, I’m trying to get back to everybody. But then the trade’s made and then hundreds of more texts, now I’m going through hundreds of texts that were made from congratulations on getting the GM job to congrats on the trade
Non ti avrei mai creduto se mi avessi detto che nella terza settimana di lavoro, avrei dovuto fare questo, fare questa mossa, con il mio vecchio capo [il GM dei Rams Les Snead], dovevo ancora riprendermi dai messaggi di congratulazioni per il aver ottenuto il lavoro. Centinaia e centinaia, stavo cercando di rispondere a tutti, e d’un tratto, sto leggendo centinaia di messaggi di testo che passano dalle congratulazioni per il posto di GM a congratulazioni per lo scambio.
Il processo accelerato è stato molto utile per cementare la collaborazione tra le due parti, scouting e coaching, in modo che non ci fossero prospetti a cui viene detto “ci piaci ma l’altro settore ti detesta” ma che tutti fossero sulla stessa lunghezza d’onda.
Tutto questo processo che vi invito a leggere in prima persona perché è davvero interessante ha portato la dirigenza a convergere su Penei Sewell: spiega DC che l’emozione nella war room era reale e che per un GM, un simile risultato è come la prima vittoria per un nuovo coach, un momento particolare.
In più, Holmes rivela che l’eccitazione che abbiamo vista colta dalle telecamere era il secondo scoppio di esultanza: il primo si era avuto quando i Dolphins avevano bypassato Penell in favore di Jaylen Waddle, il secondo quando i Lions hanno effettivamente fatto la selezione dopo aver rifiutato un’offerta di trade che lo stesso GM definisce “solida” per prendersi il prospetto superiore.
(Nota: sapete tutti che io ero nel team trade down, tuttavia è molto più probabile che abbiano ragione loro. Sicuramente, Sewell è una volta di più il loro uomo).
Un altro aspetto sottolineato è che l’atmosfera sia di divertimento. Il football è uno sport, un gioco e trattarlo come il precedente regime, come un affare di stato non è forse la maniera migliore. Non c’è stata una decisione consapevole ma le cose si sono solo evolute in una certa direzione, una direzione che piace anche alla proprietà:
Sheila [Ford] Hamp came in one day and she was like, ‘Wow, it feels good in here, everybody’s having fun,’ “ Holmes said. “And this may have been in early February. And that’s just been an ongoing thing. It’s not something Dan and I have to force, have to write it down and look at it: Let’s make sure we’re having fun. Football should be fun. And we’re all passionate about it.
Sheila [Ford] Hamp è arrivata un giorno ed ha detto una cosa tipo “Wow, c’è una bella atmosfera qui, tutti si divertono’, ” ha detto Holmes, “E questo può esser stato ad inizio di Febbraio. E è stata una una cosa che è continuata. Non è qualcosa che io e Dan abbiamo dovuto forzare, abbiamo dovuto scrivere e riguardare: “dobbiamo divertirci”. Il Football dovrebbe essere divertente. E abbiamo tutti passione per questo.
La passione sarà messa a dura prova nei prossimi mesi ma per noi tifosi, già messi a dura prova da annate di coach speak (e non parlo solo di Patricia), di vantaggi competitivi farlocchi (sappiamo tutti che si è rotto una gamba, coach. Che segreto sarebbe?) e di un’organizzazione che se la tirava come prima ballerina della scala mentre, in realtà, ballava sul cubo ad Orbetello, l’apertura e l’entusiasmo mostrati dal nuovo staff e che stanno mano mano passando a vari livelli dell’organizzazione sono benvenuti e ci fanno tornare l’energia per affrontare la prossima stagione.
One Pride!
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