
Giugno è uno dei mesi morti della NFL, anche se Luglio quando giocatori e squadre hanno il loro summer break è pure peggio.
Uno dei modi migliori che possiamo usare per trascorrere questo periodo tra un aggiornamento e l’altro è andare in profondità su certi argomenti. Un soggetto decisamente interessante al riguardo è Jared Goff, visto che per la prima volta in dodici anni i Lions giocheranno senza Matthew Stafford al centro e il nuovo arrivo è conosciuto ma magari più per sommi capi e clamore giornalistico che in maniera ragionata.
Al riguardo, sono usciti oggi un paio di articoli interessanti: il primo esamina in quali condizioni Goff abbia performato meglio statisticamente durante le partite, anche rispetto al suo illustre predecessore; premesso che molte differenze derivano (come viene notato) dall’aver giocato in una squadra che tende ad arrivare al quarto periodo in testa, il che viene testimoniato da una produzione molto bassa nel quarto periodo quando si è trovato a gestire i vantaggi.
In compenso, la produzione nel terzo quarto è molto rassicurante, specie dopo i tristi ritorni in campo con tre e fuori a cui abbiamo assistito nell’ultimo decennio.
In più viene rilevato che Goff è stato pochissimo in situazioni di no Huddle (ancora, è una tecnica usata essenzialmente se sei in svantaggio) e che i Rams lo hanno pesantemente usato al centro in questi anni.
Come sappiamo, questo potrebbe cambiare in maniera radicale con l’inserimento dell’ex-Rams in uno spread attack.
Altra cosa che potrebbe. cambiare in maniera radicale è l’aggressività di Goff: lo scorso anno, secondo una metrica, è risultato il ventiseiesimo su trentadue QB come aggressività. Non è detto che sia un male visto che molto al riguardo viene deciso dalla situazione e da quello che l’attacco richiede al QB (sotto di lui trovate Russel Wilson e il Divo Aaronne, per dire) ma Goff ha anche mostrato un basso numero di iarde per lancio che testimonia una cautela eccessiva nell’attaccare lo spazio avversario.
Molto era dovuto alle scelte di McVay, già in crisi di fiducia con il suo QB, ed alla situazione sul campo che permetteva un attacco più conservativo.
Il prossimo anno gli verrà chiesto di dover prendere più spesso rischi per tenere la squadra a galla e dovrà imparare a farlo con quello che è probabilmente una delle peggiori unità di ricevitori della NFL.
Sarà sicuramente interessante. Fortunatamente Goff ha mostrato una costanza invidiabile e la capacità di non farsi trascinare dagli eventi perché queste due caratteristiche gli serviranno tutte.
- Secondo Tom Pelissero di NFL Network, ci sono buone possibilità che le modifiche alla IR ed alla practice squad introdotte lo scorso a causa dell’emergenza coronavirus vengano confermate anche quest’anno. Sia le squadre che i giocatori hanno apprezzato la maggiore flessibilità offerta ed è sicuramente una scelta intelligente. I tempi dei due giocatori in IR di cui uno solo poteva essere designato come rientrante resteranno probabilmente un ricordo degli anni 19 di questo secolo.
- Terminiamo con lo spazio “figure fantastiche e dove trovarne”: la NFL ha provato ad usare il race norming come condizione per non pagare i giocatori che hanno avuto la vita rovinata dalle concussion mentre la Lega continuava a fingere che queste non avessero conseguenze. Il Race Norming deriva direttamente dalla tesi secondo cui alcune razze (tipo gli afroamericani) siano di base meno intelligenti con tutto quello che ne consegue. Ne consegue tipo una bella shitstorm quando la cosa diventa risaputa e la decisione improvvisa di togliere questo tipo di requisito dalle varie cause. Complimenti agli avvocati coinvolti.