Minicamp 2021: molto lavoro fatto, molto di più da fare

Il minicamp è finito ed è consegnato agli archivi.

Sicuramente è stato un momento molto importante per una squadra che cresce tra lo scetticismo generale dei media (specie nazionali) e con un roster rivoluzionato in molti reparti, a partire da quelli più importanti.

Con queste premesse, non ci si poteva aspettare di viaggiare sul velluto ed infatti ci sono stati diversi problemi che si sono palesati in questo o quel reparto durante questi tre giorni.

Il primo giorno la difesa ha mostrato subito i denti mentre, il secondo giorno, l’attacco ha mostrato di avere delle frecce al suo arco. Il terzo giorno (ogni giorno è stato provato qualcosa di diverso) ha visto l’attacco titolare riuscire in quella che è probabilmente la situazione più complicata per una squadra (sotto di quattro punti con due minuti sul cronometro e 80 iarde da coprire) ma solo grazie ad una prestazione maiuscola di TJ Hockenson (non ha caso messo ad aprire l’articolo) ed alla connessione che sta sviluppando con Jared Goff.

Dan the Man ha dichiarato che pensa che la squadra sia in anticipo sulla tabella di marcia, ma rispetto a quello che sarebbe successo se avessero dovuto iniziare la preparazione rispetto a questo agosto, quindi permettetemi che è un po’ un GAC, tuttavia la squadra ha installato il nucleo del sistema, sia in attacco che in difesa il che fa ben sperare che il lavoro futuro possa procedere nella giusta direzione.

Ma si parla di lavoro senza protezioni basato fondamentalmente su confronti uno contro uno (che tendono ad essere enormemente sbilanciati da una parte o dall’altra) o da azioni 7 contro 7 in assenza di contatto che tolgono dall’equazione le linee: quindi, in attacco, una delle unità più attese della stagione ed tutta la sezione della play action , mentre per la difesa, sparisce una delle unità che sta subendo uno dei cambiamenti schematici più importanti.

I primi ritorni sono interessanti e lo è anche il fatto che nessuna delle due unità abbia fin qui mostrato una netta superiorità: dopo che la campagna 2020 era stata davvero disastrosa per la difesa, vedere che c’è vita anche su quel lato della palla era importante.

Restano tuttavia un sacco di perplessità (almeno al sottoscritto) sulla qualità complessiva della squadra, dubbi che possono essere risolti solo con il tempo, magari nemmeno al training camp ma quando i nuovi Lions inizieranno a scontrarsi con altre squadre.

Dopo questo fervorino generale, passiamo ad osservazioni desunte da quello che è stato osservato in questi giorni dai soliti noti (nella fattispecie, Pride of Detroit, Lionswire, TheAthletic e SI Lions).

Tutti amano il nuovo staff

L’abbiamo già detto e ripetuto ma va giova continuare a battere il tasto. Il nuovo ambiente di lavoro sta ottenendo delle recensioni ultrapositive: non si tratta solo dell’approccio molto da CEO di Campbell (che continuo a pensare si sia più che lietamente dipinto un grosso bersaglio sulla schiena per proteggere staff e giocatori), un approccio in cui il nostro sa di non avere tutte le risposte ma di avere a disposizione un gruppo molto esperto e di talento, nonché la volontà di continuare a crescere e progredire nel suo ruolo.

Does that mean I’m going to hit something that I have not seen or may not be ready for? No. It’ll happen. You’re right. But, I think you draw off the experiences (from) those around you and those men that you trust. That, to me, is step No. 1, Step No. 2 is you just continue to grow, man. Look, I’m not going to sit here and kid you; you think I’ve got all the answers? I don’t have all the answers. I’m not going to tell you that But, I know, and I’m very comfortable in my own ability and those around me. And, I know what it takes to win. I do. But, that doesn’t mean I’m going to stop growing and learning and working.

Questo vuol dire che mi troverò alle prese con qualcosa che non ho mai visto o che posso non essere pronto per qualcosa? No. Succederà. Avete ragione. Ma, io penso che attingi dalle esperienze di quelli attorno a te e di quegli uomini di cui ti fidi. Questo per me, è il primo passo, il secondo passo è solo continuare a crescere. Non vi dirò così ma, lo so, sono molto a mo agio con le mie capacità e con quelle di quelli attorno a me. E, so cosa serve per vincere, lo so. Ma, questo non vuol dire che smettere di crescere e imparare e lavorare.

Ancora più importante è la capacità dei vari coach di non solo spiegare le varie tecniche ma di essere pronti praticamente ad invadere un esercizio per mostrare cosa vogliano ottenere ed in generale “risuonare”, per così dire, con i propri giocatori. Secondo più o meno tutti, questo livello di attenzione potrebbe portare a benefici importanti per il futuro.

In generale, il clima più rilassato ed i continui scambi tra i vari reparti e giocatori sembrano davvero indicare un livello di sana competizione, anche questo fomentato dai coach a tutti i livelli.

Jared Goff va bene. Ma deve progredire ancora.

Non c’è mai stato alcun dubbio sulla capacità di lanciare di Goff: malgrado l’involuzione del 2020, il braccio era noto. Magari non sarà Stafford (pochi sono a quel livello) ma sa dosare potenza e precisione nelle 30 iarde dell’albero di tracce standard. Alcuni tiri che ha messo a segno sono riferiti come davvero buoni. Tuttavia ha mostrato alcune imprecisioni, specie il primo giorno quando ha lanciato lungo per tre volte di fila ed ha subito un intercetto. Ma anche nel secondo giorno, ha avuto bisogno di tempo per scaldarsi ed entrare in ritmo. Il lavoro con Marc Brunell, molto focalizzato sulle piccole cose e sul footwork, dovrebbe aiutare. E dovrebbe aiutare anche quando arriveranno le protezioni e inizierà a salire la pressione, da sempre il punto debole di Goff quando si tratta di leggere il campo.

TJ leader?

Con un parco ricevitori nuovo e non di prima fascia, TJ Hockenson sta preparandosi ad un ennesimo salto di qualità dopo quello che ha segnato il suo secondo anno rispetto al primo. È stato praticamente inguardabile durante l’ultimo 2 minutes drill (30 iarde più TD) e non perde occasione per lavorare con Goff, anche durante le pause o mentre la squadra si occupa di special team. C’è chimica tra i due, una chimica che potrebbe esplodere questo settembre. Un altra risorsa importante per TJ si sta rivelando l’appena tornato Darren Fells, sia come compagno di reparto che come voce dell’esperienza. Ed anche come una valvola di sfogo per non sentire troppo la tensione. Se giocate al fantasy, compratelo.

Dubbi tra i WR

L’ho già scritto: il reparto non spaventa nessuno: T. Williams è un ottimo WR2 da scoprire come WR1; Perriman è un drop possibile in ogni ricezione (ma è veloce). Chepus e Saint Brown sono due artisti della traccia con un atletismo limitato. Gli altri sembrano avere ruoli specialistici. Si parla di una bella crescita di Victor Boden, ma non sempre impressionare a Giugno ti trasforma in un fenomeno a Settembre. Per fortuna, sia DeAndre Swift che Jamaal Williams sembrano davvero essere a loro agio nel gioco di passaggi fuori dai tackle, aumentando ulteriormente la loro importanza per la squadra.

La secondaria può sorprendere

Realmente. Jeff Okudah ha perso un paio di giorni per un infortunio alla testa (per noi mortali sarebbe un possibile trauma cerebrale, nella NFL DC si limita a dire che ha “battuto la zucca. Mah.) ma sembra un altro giocatore rispetto al 2020 come gioco e come atteggiamento (“è uno dei giocatori più rumorosi del reparto” secondo un report. Leggasi “un leader”). Le aggiunge di Quinton Dunbar e Corn Elder hanno alzato il tasso di atletismo e di competizione ma i veterani Mike Ford ed Amani O. si rifiutano di cedere il passo. Le safety mi preoccupano ancora ma Tracy Walker sembra molto più a suo agio nel sistema con due split safeties rispetto allo scorso anno (e anche l’atteggiamento è diverso). E, incredibilmente, anche Will Harris si è distinto in positivo.

Se questi progressi fossero confermati nel futuro e se gli investimenti nella linea difensiva pagano a breve, la difesa Lions potrebbe essere sorprendentemente competitiva, se non ci aspettiamo miracoli.

Le linee lavorano

Non ci può essere contatto ma le linee lavorano per conto loro per trovare coesione. In attacco è facile, per la continuità con gli scorsi anni (e Sewell sembra stia prendendo agevolmente le misure sulla destra). In difesa, ci sono diversi cambiamenti da affrontare: lo schema di Aaron Glenn richiede notevoli trasformazioni ad alcuni giocatori; in particolare Trey Flowers e Romeo Okwara stanno spostandosi verso essere puri OLB che vanno a cercare il QB. Tutto bello, solo che questo, la pass rush, non è mai stata il punto di forza del primo. Ha talento in quantità e può sopportare agevolmente la transizione ma, ugualmente, è un cambio forte che sembra mettere lo schema davanti al giocatore. Ovviamente, è molto probabile che mi sbagli ma non riesco ad essere tranquillo al riguardo. Certo, avere uno schema più attivo di quello di Patricia potrebbe e dovrebbe aiutare in ogni qual caso.

Torno a dirlo, c’è lo spazio per essere ottimisti per il futuro specie se consideriamo che Dan Campbell e soci stanno davver creando un nucleo, non solo come sistema di gioco ma, anche e soprattutto, come ambiente e come stile. E formando un core giovane di giocatore attorno a cui costruire il futuro.

Il risultato di questo lavoro non dovrà essere valutato in ottica 2021 ma soprattutto in ottica 22/23. Come ha detto sempre Campbell, quello che dobbiamo voler vedere è una squadra che è cresciuta la 18° settimana rispetto a quella che ha iniziato il campionato a Settembre. Anche se la colonna delle vittorie dovesse essere molto, molto spoglia.


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