Per quanto la stampa nazionale abbia un’attrazione fatale per Dan Campbell (anche se potrebbe risparmiarsela, viste certe cose che si leggono in giro), forse anche più importante per i destini della franchigia potrebbe essere Brad Holmes, il nuovo GM proveniente dai Rams. Per quanto le mosse fatte in questi mesi parlino (e parlino bene), le informazioni sull’uomo Holmes erano scarse: si sapeva solo che, pur lavorando con i Rams, viveva ad Atlanta con la famiglia.
In questa settimana, diversi giornalisti locali hanno avuto l’opportunità di approfondire la loro conoscenza con lui.
Detroit News ha pubblicato un’intervista in due parti in cui vengono affrontati diversi argomenti importanti, tra cui il coinvolgimento di SFH nelle operazioni, la cui presenza sarebbe stata richiesta inizialmente proprio da Holmes e Campbell (“È praticamente il contrario di quello che è stato diffuso”) ed un sacco di aspetti della sua filosofia.
Purtroppo, è tutto molto interessante ma dietro paywall ( io l’ho scoperto solo dopo averlo potuto leggere grazie ad un bug di twitter mobile su firefox); una delle cose che Holmes conferma nell’intervista è che è molto offeso per il trattamento che sta ricevendo Dan Campbell da parte di certa stampa, che si concentra più su aspetti secondari (come la famosa citazione dei menischi o l’idea di presentarsi con il casco da pilota alcuni giorni fa) che sugli aspetti eccellenti del suo lavoro come la sua capacità di comunicare e di lavorare in squadra. Decisamente, concordo.
In un articolo correlato, Holmes ricorda il suo recupero dopo un’incidente stradale al college i cui postumi lo spedirono in coma per una settimana e da cui non era nemmeno detto potesse riprendere una vita normale, figuriamoci tornare al football universitario. Invece, grazie all’impegno ed alla costanza messe nel recupero, Holmes non solo tornò al suo ruolo di DT per North Carolina A&T ma arrivò in forma come non mai. Una storia che sicuramente può metterlo in sintonia con Dan Campbell e, bè, praticamente tutta la parte sportiva dell’organizzazione. L’articolo è appropriatamente intitolato “Cuor di leone“, praticamente un destino.
Su Mlive, invece troviamo una lunga chiaccherata centrata sull’uomo Holmes, su i suoi hobby, il suo interesse per Yoga e meditazione come modo per tenere la bussola in un lavoro ed un momento così stressante ma anche come ha comunicato alla sua famiglia che aveva ottenuto il posto di lavoro, l’impatto del temuto inverno del Michigan su un uomo del Sud e tante, tante cose interessanti.
Il contenuto prettamente sportivo è limitato ad una domanda su Goff ed una su come mai un uomo possa pensare di riuscire in un posto che ha visto 60 anni di fallimenti continui, la cui risposta riporto:
I have a lot of confidence in the process we have in place, and I think confidence is built from prior success and the experiences I’ve had in the past 18 years. You know, five head coaches, basically four GMs, I saw the right ways to do things, and maybe some things that weren’t right. I think those experiences shaped me, and especially the recent success that the Rams had, and the leadership that’s in place there have laid out a good blueprint, a good foundation, of how to do things. Couldn’t be more appreciative of what (Rams GM) Les Snead has taught me, and (Rams coach) Sean McVay, and I think bringing those things here and then putting my own spin and evolution on just the tweaks that I would do, I have a lot of confidence in that. I think the results have been good so far, but again, I know that we haven’t played a game yet. But hopefully, you know, the optimism leads to success.”
Ho un sacco di fiducia nel processo che abbiamo messo in atto e penso che la fiducia sia costruita sul successo precedente e le esperienze che ho avuto negli ultimi 18 annoi. Sapete, 5 HC, in pratica 4 GM, ho visto i modi giusti di fare le cose e forse alcune cose che giuste non lo erano. Penso che queste esperienze mi abbiano formato, e specialmente il recente successo avuto dai Rams, e la leadership che abbiamo creato qui abbiano posto una buona base, delle buone fondamenta, di come fare le cose. Non potrei essere più grato di quello che (il GM Rams) Les Snead mi ha insegnato e, e (l’HC dei Rams) Sean McVay e penso che portare queste cose qui e poi porci il mio tocco ed evolvere secondo i cambiamenti che pensavo, ho un sacco di fiducia in questo. Penso che i risultati siano stati buoni per ora, ma di nuovo, so che non abbiamo giocato nemmeno una partita ancora. Ma, sperabilmente, sapete, l’ottimismo porta al successo.
In ogni caso, un’intervista che merita di essere letta non solo per il ritratto di una persona aperta ed interessante ma anche per gli scambi tra GM e giornalista (quelli sui ristoranti e sull’orario della trade per Goff sono impagabili).
Non ci sono garanzie a questo punto del processo ma è rinfrescante vedere l’apertura e la spontaneità di Holmes nel relazionarsi con la stampa su tutti e sottolineo tutti gli argomenti (Kyle Meinke gli chiede come ha speso il suo primo stipendio da GM e lui non solo risponde ma ti strappa anche un paio di risate nel processo). Abbiamo avuto per anni l’atmosfera da country club degli amici dei Ford, poi la chiusura paranoide di BQ che, credo abbia pronunciato meno parole con la stampa e per i tifosi in cinque anni che Holmes in sei mesi.
Ora, almeno i Lions hanno personaggi e persone con cui possono rapportarsi e che possono supportare non solo perché lavorano per la loro squadra del cuore ma anche per questo motivo, tra gli altri.
(Ora, se facessero il colpo da novanta e si offrissero volontari per Hard Knocks… ma non sperateci).
