
Si sta per aprire il training camp ed i Lions, come molte delle squadre in questa situazione, mandano le prime comunicazioni sugli infortuni della stagione.
La cosa che spicca subito è la presenza di Austin Bryant nella lista dei Physically Unable to Perform. Bryant aveva rimediato un problema fisico durante il minicamp che DC aveva definito minore, aggiungendo che sarebbe stato presumibilmente pronto per il training camp ed, invece, è ancora al palo.
Anche se dalla PUP si può uscire, durante la preseason, con zero preavviso, la carriera di Bryant è stata un susseguirsi di infortuni fin dal momento in cui è stato scelto al draft e, con un nuovo staff in città e molta più concorrenza degli anni scorsi, è probabile che la fine della sua avventura a Detroit (se non direttamente nel mondo del football professionale) tendano alla fine, specie se non potrà tornare in azione in tempo.
Un’altra doverosa conferma che il modo di Bob Quinn di risolvere i problemi della linea difensiva draftando nei giri inferiori e affidandosi a Matt Patricia ed al suo genio non era soddisfacente.
In più i Lions hanno messo in NFI (Infortuni non legati al football, quindi qualsiasi cosa tu non abbia rimediato in allenamento) il promettente ricevitore UDFA da Notre Dame (anche qui: se non dovesse tornare presto, rischierebbe di perdere preziose opportunità per arrivare in rosa o Practice Squad); in più, Evan Heim in COVID-list rende più difficile la valutazione del seconda anno da Minnesota State, promettente anche se undrafted.
Specie se si considera la situazione dei Lions nella linea d’attacco dietro i big five.
La presenza di Heim in covid-list dà da pensare anche sulla situazione vaccini e prevenzione nello spogliatoio ed in particolare in certi reparti ma vedremo come si evolverà la situazione.
Intanto, tutti i coach erano già vaccinati da questo Giugno.
Domani si parte ed i veterani troveranno ad attenderli Jared Goff che ha anticipato i tempi e si è presentato con i rookie. So che molti hanno dubbi su Goff e pensano che portarlo in blu ed argento sia stata una brutta scelta ma, per adesso, ha detto e fatto tutto il possibile per farci stare dalla sua parte e sperare che possa diventare l’uomo del futuro a Detroit.
Sicuramente l’impegno che ci ha messo lo rende un QB1 credibile.
- in una nota correlata i problemi del reparto ricevitore, oggi Golden Tate ha pubblicato alcune storie instagram con vecchio materiale riguardante la sua permanenza a Detroit. A prezzo ridotto, perché no anche se la minestra riscaldata spesso non è buona.
A presto, la situazione si sta per scaldare!
One pride!