Come sta andando Jared Goff?

Siamo alla sesta giornata in archivio e la prestazione contro i Bengals ha visto salire un po’ tutti sul banco degli accusati, a partire dall’head coach per arrivare credo all’ultima delle riserve ma un posto speciale è stato riservato a Jared Goff.

Dan Campbell ha invitato il suo QB a “impegnarsi di più, fare un passo” in una conferenza stampa in cui era lucido ma livido di rabbia (anche e soprattutto verso se stesso); DC, con l’usuale onestà, ha anche notato come la maggior parte delle iarde ottenute dalla squadra contro Cincinnati siano arrivate in pieno, pienissimo garbage time (il famoso stat padding di cui era accusato un altro QB di cui ora mi sfugge il nome).

Alcuni giornalisti di oltre oceano hanno accusato Campbell di essere troppo duro con Goff e di averlo buttato sotto il proverbiale tram. Anche alcuni tifosi nostrani sono dell’opinione che Goff non sia il problema.

Onestamente, direi che è il caso di approfondire, ringraziando il fatto che molto del lavoro viene fatto oltreoceano e premettendo che non sono mai stato aprioristicamente contrario all’idea di provare a far giocare Goff e ho speculato su come potesse svilupparsi un attacco funzionante in più occasioni usando numerosi byte.

Addentriamoci nella jungla partendo dalla domanda più immediata: come va statisticamente Goff ad oggi?

Justin Rogers ci rende edotti (ripeto solo nel caso che il tweet diventi indisponibile):

  • Passer rating: 22nd
  • PFF grade: 25esimo
  • Yards per tentativo: 29esimo
  • Profondità media del bersaglio: 31esimo
  • TD%: 28esimo
  • Intercetti: 10imo
  • tempo di lancio: 14esimo

Il che corrisponde più o meno con quello che risaltava all’occhio, specie sulle iarde per tentativo e per la distanza dei lanci.

Ovviamente, vi sento arguire questo ha a che vedere con la qualità dei ricevitori e del supporting cast in generale. Potrebbe essere.

Ma, ahimè, non è così (almenonon solo) e non è tutto qui. Il QB con il 16 ha anche avuto degli errori mentali spiacevoli specialmente in situazioni critiche, prendiamo il 4 down terminato con il lancio dello sferoide fuori dal campo e relativo regalo della palla ai Bengals in buona posizione.

In questa giocata ci sono almeno tre errori degni di un principiante:

  • Goff non vede Swift aperto sulla destra.
  • esce dalla tasca, spostandosi troppo indietro finendo dritto nella pressione il che costringe Sewell all’holding
  • Si dimentica che Cincinnati, in assenza di un guadagno, poteva declinare la penalità e lancia via la palla quando vede la bandiera.

(in aggiunta, consiglio l’articolo di Brandon Thorn su Sewell linkato nel primo tweet o la versione condensata su lionswire per capire come Sewell stia andando meglio di come viene spesso percepito, per colpa del disastro che ha intorno).

Questo in aggiunta ai lanci mancati (tipo Hockenson per quello che poteva essere un TD) o gli altri terzi e quarti down delle precedenti settimane.

Torniamo al secondo punto in lista per approfondire una cosa che non avevo subito notato in tempo reale ma che mi è parsa evidente dopo mi è stata indicata: quelli che all’inizio sembravano dei rollout programmati per alleggerire la pressione su Goff e lanciare sul TE/RB libero, assomigliano sempre di più a impauriti scramble all’indietro dovuti, forse, ad una fiducia zero nella linea.

La scarsa fiducia potrebbe giustificata dalle condizioni in cui versa la linea stessa ma la tendenza di Goff a sfuggire all’indietro dalla tasca, invece di risalirla come d’uso, peggiora la sua situazione più sì che no e rende anche più complicato il lavoro di quelli che dovrebbero proteggerlo. In pratica, un altro problema da risolvere per Anthony Lynn e Marc Brunell.

Ora riprendiamo un attimo la questione della separazione: ci credereste se vi dicessi che Kalif domenica aveva usualmente una iarda in più di separazione rispetto ai CB in copertura di quanto avevano Tee Higgins e Jamaar Chase? No, perché è proprio quello che indicano le nextgen stats.

Se da un lato questo indica la sorprendente qualità della secondaria ottenuta da Aaron Glenn e Aubrey Pleasant con un paio di UDFA e del nastro adesivo, dall’altro è un’ulteriore dimostrazione della difficoltà di Goff nel lanciare sulla media distanza con una certa affidabilità, anche perché spesso si limita a ripiegare immediatamente sul ricevitore più vicino.

Termino questa parte con un altro appunto preso dalla conferenza stampa di domenica sera (mi perdonerete se non trovo la citazione): secondo DC, spesso i ricevitori non erano nel posto assegnato loro e Goff non poteva lanciare loro. Problema serio, visto che i football è spesso un gioco di timing, ma il compito di tenere tutti sulla stessa nota è anche questo del QB, come leader e come fulcro dell’attacco.

A questo punto della stagione, per quanto tutto non sia immediatamente riconducibile ai problemi di Goff, questi non possono però essere ignorati, visto che stanno danneggiando la squadra.

So benissimo che qualcuno preferirebbe far giocare David Blough ma non c’è molto da guadagnare in questo scenario. I limiti di Blough sono noti, specie per l’intercetto facile, e fa il backup per una ragione. Può essere lievemente più eccitante, il che non è male ma, a lungo andare, non è per nulla detto che il suo rendimento sia superiore a quello di Goff.

La mia speranza è che i cambiamenti che Campbell ha annunciato per l’attacco, combinato ad un ritorno a casa, nella natia California e nello stadio super Hi-Tech in cui non ha mai potuto giocare con il pubblico, contro l’allenatore che prima lo ha unto e poi lo ha cacciato possano far ritrovare quel qualcosa che è sparito in Goff, costringendolo a giocare con troppa preoccupazione e un peso tremendo sulle spalle.

In aggiunta, potrebbe essere il caso di nascondere ulteriormente il QB spingendolo nello shotgun e rendendo l’attacco più simile a quello dei Cali Bears. Più limitato, sicuramente, visto che spesso viene letta solo una metà del campo ma forse è l’unico modo per permettere a Goff di leggere le progressioni con qualche successo.

Ma visti così sono tutti palliativi, buoni per poco tempo.

A meno di cambiamenti clamorosi in questi prossimi tre mesi, è molto probabile che la prossima offseason porti ancora novità al centro.


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