Prepararsi al futuro: il cap 2022 e le mosse interne di Free Agency.

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Grazie alla vittoria contro i Vikings possiamo avviarci verso la naturale conclusione della stagione 2021 ed osservare quello che ci aspetta nei prossimi mesi con il cuore un po’ più leggero.

Gli occhi di tutti sono sul draft ma, prima di Aprile, ci sono molte cose importanti da sistemare in una seconda off season molto, molto importante per il futuro della squadra. Infatti, lo scorso anno è stata scelta una nuova leadership che ha deciso di disfare rapidamente la vecchia struttura. Questo ha aperto prospettive per il futuro ma a patto di ridurre il talento del roster per liberarsi di giocatori non interessanti in prospettiva futura, al punto che arrivata al draft era chiara la percezione che non c’era una scelta veramente sbagliata in quella situazione.

Quest’anno, però, Holmes e Campbell dovranno mostrarci di più su cosa vogliano effettivamente fare e proporre un prodotto più competitivo.

A riprova di questo approccio aggressivo alle finanze, quest’anno i Lions sono stati ai vertici della spiacevole classifica della dead money, e si sono praticamente trovati a pagare Matthew Stafford, Justin Coleman, Jamie Collins (e molti altri) per giocare altrove.

Ma in questo modo è stato liberato spazio per il 2022, quando pure il cap riprenderà a salire dopo la stretta del 2021.

Ad oggi, fonti attendibili riportano che sarà 208,2 milioni di dollari, il massimo della forbice concordata tra Lega e Sindacato giocatori lo scorso anno e un balzo di oltre 20 milioni da quello della stagione in corso.

Allo stato delle cose, Theathletic.com assegna ai Lions 39,8 milioni di spazio sotto il cap, buoni per una quattordicesima posizione in classifica il che non è male ma nemmeno benissimo.

Come tutti gli anni, prima ancora della Free Agency a marzo, potrebbe essere necessario rifirmare alcuni giocatori e tagliarne altri per fare ulteriore spazio sotto il cap sotto il cap.

Partiamo da eventuali tagli, visto che il discorso è semplice: da un punto di vista finanziario ci sono solo due contratti la cui terminazione anticipata porterebbe un vantaggio economico: Will Harris (900.000$) e Trey Flowers (più di 12 milioni).

Flowers è il più importante sia sul campo che nel portafoglio. Per il fatto che abbia giocato solo 14 partite negli ultimi due anni per problemi di infortuni e perché è stato portato dal precedente regime con un investimento notevole per non dire esagerato, ci sono forti probabilità che venga scambiato o tagliato durante l’offseason.

Will Harris potrebbe essere trattenuto come depth, malgrado gli stenti e per la conoscenza ottenuta nello schema di Aaron Glenn. (Solo, per favore, titolare un altro anno no, via.)

Malgrado gli umori bellicosi di parte della tifoseria (quella parte che ha sempre umori bellicosi), tagliare Jared Goff è fuori discussione, visto il colpo tremendo che sarebbe per le finanze della squadra ma questo era già sicuro dalla ristrutturazione di questo marzo, anche per i scettici.

L’unico modo per togliere dal cap i trenta milioni di dead money legati a Goff nel 2022 sarebbe una trade, molto improbabile a meno di sorprese.

Del resto, se Goff gioca queste ultime partite male o ad un livello medio, nessuno avrà interesse a spendere capitale per lui e per il suo contratto.

Se, invece, giocherà ad un livello tale da giustificare una trade, perché i Lions non dovrebbero tenerselo loro per il 2022 come chioccia per un rookie o starter temporaneo in un roster meno pietoso?

(Ricordo che nel 2023 una separazione diventa decisamente più gestibile.)

Passiamo, poi, a considerare eventuali conferme dal roster attuale: probabilmente il giocatore a roster che richiederebbe l’esborso maggiore è Tracy Walker. La safety è uno dei larder dello spogliatoio ed ha avuto un buon anno nella difesa implementata da Aaron Glenn. Non ha messo a segno (ad oggi) intercetti ed ha avuto alcune alcune prestazioni non buonissime, assieme al resto del reparto, il che rende la sua valutazione un po’ problematica ma, sicuramente, un ritorno non avrebbe un prezzo stellare.

Per il resto, alcuni degli arrivi di quest’anno potrebbero valere la spesa di un rinnovo qualora ci fosse interesse reciproco (e per reciproco intendo essenzialmente dei giocatori verso la squadra) ed un prezzo accettabile per entrambe le parti. Penso come primi candidatia Kalif Raymond, Josh Reynolds, Alex Anzalone, Charles Harris.

In ogni caso ed al prezzo di essere impopolare, spero che i Lions non spendano eccessivamente questo marzo.

Ovviamente, vanno benissimo giocatori bravi a prezzo conveniente ma senza strapagare come hanno fatto Quinn e Patricia che erano limitati a giocatori di una data scuola, per di più.

Purtroppo, attirare Free Agent di qualità a Detroit è sempre stato molto difficile sia per la storia della squadra che per la fama delle varie gestioni che per motivi prettamente geografici e climatici. E lo abbiamo visto anche quest’anno con Troy Hill che preferisce ritirarsi che trasferirsi, Josh Reynolds che prima che seguire Goff a Detroit opta per i Titans e altro.

Preferirei che il grosso del lavoro venga fatto via draft, con il capitale risparmiato destinato alle estensioni dei prodotti sviluppati in loco.

Anche se, sicuramente, un altro draft non sarà sufficiente per sistemare i danni lasciati in eredità. Il che vuol dire: ben vengano i free agent (con moderazione).

Sicuramente, con finalmente dello spazio sotto il cap e molte scelte discutibili già esorcizzate non dovremo aspettare il draft per farci alcune idee su cosa ci aspetti nel 2022.


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