Analizziamo i contratti di DJ Chark e Charles Harris.

L’analisi potrebbe essere molto veloce essere riassunta in: Mike Disner è bravo, molto bravo nel suo lavoro.

Il cappologo (non so se si dice ma ora si dice, almeno qui) e testa organizzativa della triade dirigenziali Lions ha mostrato il suo valore nei contratti che ieri la squadra ha stipulato con il suo nuovo ricevitore e con il rientrante DE.

Veniamo al primo: grazie all’astuto uso degli anni fantasma (per il difficilmente traducibile void years, il ricevitore ex-Jaguars conterà solo 4 milioni sotto il cap 2021, mentre nel 2022 gli verranno versati i rimanenti 6 milioni (più eventuali bonus).

Del contratto di 14 milioni totali siglato con Charles Harris, addirittura, solo 3 milioni conteranno sotto il cap di quest’anno mentre il prezzo salirà nel 2023 ma senza troppi patemi qualora squadra e giocatore decidessero di percorrere strade diverse.

A questo punto, avrei gradito molto avere i dettagli del contratto di Kalif Raymond ma ho come la sensazione che la struttura non sia molto diversa e che dei "fino a 9 milioni", solo una piccola parte andrà a pesare sull’anno in corso.

Questo trucco contabile permette ai Lions di avere ancora risorse da investire al prezzo di pagare di più nel 2023. In particolare, può sembrare discutibile pagare di più Chark nel 2023 quando sarà un free agent che per l’annata in cui giocherà con i Lions ma i Lions potrebbero decidere di rinnovarlo, se l’annata andrà come si spera e rendere il punto in discussione lettera morta, in più nel 2023 il cap sarà cresciuto ulteriormente, quindi 6 milioni allora avranno un peso minore sulla cassa rispetto a 6 milioni oggi.

Per finire, i contratti NFL tendono di base a spingere in avanti il grosso dei soldi da versare (magari nascondendoli in signing bonus ed altre diavoleria) ed usando contratti così brevi gli anni fantasma sono l’unico modo disponibile per farlo in una certa misura.

Mettetemi quindi tra gli entusiasti di questo modo di fare affari.


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