
Dopo un primo contatto con i giocatori top del prossimo draft è il momento di affrontare un argomento spinoso come i QB del 2022.
Spinoso perché questa classe è stata considerata, fin dall’inizio del processo, come cattiva. Non come mediocre, leggera o altre parole bensì proprio "bad", con paragoni con il temuto 2013 in cui il top fu EJ Manuel, che è tutto dire.
Ora, non troverete più tanto spesso questa definizione in giro specie nei mock dei media nazionali ma più che altro perché c’è da costruire l’hype per l’evento (e nulla vende di più di un QB nuovo fiammante) e c’è da mettere le pezze giustificative per i sicuri overdraft di questo Aprile.
In più ci sono i cultisti dei vari QB da tenere buoni e far scannare su twitter per generare visualizzazioni.
Ma mentre sentite in giro, tenete presente questo: si diceva a Febbraio che se il QB1 del 2022 fosse stato presente al draft dello scorso anno, sicuramente sarebbe stato scelto dopo Mac Jones. Qualcuno diceva anche dopo David Mills (terzo giro) ma mi sembra una cattiveria.
Non che non ci siano giocatori interessanti o con del potenziale (anzi) ma il combinato mette i ragazzi del 2022 dietro i big four dello scorso anno e la strada per il successo non sarà semplice per loro.
Per tutti questi motivi, penso che il punto ideale quest’anno per gettarsi su un QB (se ritenuto necessario) sia, eventualmente, la trentadue. Ci sarebbe un risparmio economico notevole rispetto alla due, la possibilità di sfruttare l’opzione per il quinto anno rispetto alla 34 e, soprattutto, molta meno pressione mediatica sul prospetto e pure su Jared Goff.
Dopo tutta questa pappardella, un’avvertenza fondamentale: qualora Brad Holmes & co. dovessero scegliere un QB alla 32 o anche alla 2, avrebbero tutta la mia fiducia. Ho molta piu fiducia nelle sue analisi che in quelle dei giornalisti, dei fanalyst di internet e (soprattutto) delle mie.
(NB: Per pura statistica, sappiate che qualcuno diventerà un QB notevole. Ma, personalmente, non ho idea di chi sarà.)
Ma vediamo i prospetti, partendo da quello il cui nome viene accostato più spesso ai Lions, cioè Malik Willis, da Liberty (si, è un college. In Virginia, per la precisione. Sì, ho usato un motore di ricerca. Non, non ho scritto "googlato" perché non uso google, se posso).
E i motivi per vederlo in blue ed argento ci sarebbero: in primis, Willis è probabilmente il giocatore con più potenziale nel suo ruolo. Ha un cannone nel braccio e, se venisse scelto, diventerebbe immediatamente il secondo corridore più pericoloso della squadra. Inoltre, è carismatico ed estremamente piacevole da ascoltare. Sa di dover percorrere molta strada ed è disposto ad essere allenato anche duramente. Al Senior Bowl i Lions hanno avuto occasione di lavorarci a stretto contatto e risultano essere stati molto ben impressionati da Willis. Pare che Mark Brunell (che aveva uno stile simile) abbia detto che, se gli danno in mano uno in particolare dei tre QB avuti al Senior Bowl, in tre anni lo spedisce al Pro Bowl. Nessuno ha dubitato di chi stesse parlando. Se andate in giro vedrete un sacco di fanalyst Lions che difendono la possibilità con un fervore quasi religioso.
Quali sono i problemi che rendono la sua selezione un’incognita, quindi?
In primis, viene da un college con un attacco molto semplice e, allo stato delle cose, è un classico QB "read and run": se la sua lettura non è disponibile, molto probabilmente uscirà dalla tasca e cercherà di fare qualcosa. Questo può essere efficace contro degli avversari non eccelsi come quelli del suo college ma sarebbe un invito a nozze per le difese NFL. In più, può essere mandato fuori giri dalla pressione, con conseguenti intercetti.
Prima che sia pronto per un ruolo da titolare, ci vorrà almeno un anno. Ad essere ottimisti. Ora, la presenza di Jared Goff assicura questa possibilità ma la pressione mediatica per farlo giocare e vedere "cosa sa fare il ragazzo" sarebbe un affar serio per una tifoseria assetata di risultati e di un salvatore. Specie se si considera che Willis non arriverà mai nemmeno vicino alla trentadue e dovrebbe essere scelto alla seconda assoluta o con una trade up importante (non va sicuramente oltre gli Steelers, forse si ferma a Carolina).
In più, c’è anche la possibilità che le sue abitudini siano ormai troppo consolidate e non riesca a padroneggiare completamente la situazione e quando Aaron Donald gli arriva di fronte nella tasca (esempio), esca in scramble invece di proseguire nelle progressioni, salendo nella tasca.
È un progetto da affrontare. Potrebbe portare ad un nuovo fenomeno in campo o ad un prematuro licenziamento dell’intero brain trust.
(Auguri con la valutazione, gente).

Un nome che non vedo quasi mai accostato ai Lions è, invece, quello del QB di Pitt Kenny Pickett, il che onestamente è un po’ sorprendente per me. Pickett è quanto di più simile questo draft possa offrire di simile a Jared Goff ed i Lions hanno il più grande fan di Goff a prender le decisioni ultime. Diamine, ha anche gli stessi problemi che aveva Goff entrando nel draft (mani piccole, notasi i guanti, e problemi di fumble)!
A differenza di Goff, però, ha giocato in un attacco più pro style il che potrebbe favorirne la transizione (probabilmente è l’unico QB dell’annata che potresti mettere al centro questo Settembre senza la certezza di un disastro immediato) ma una stagione completa ed una off season pedagogica non gli farebbe certo male, anzi, visto che deve migliorare la sua precisione ed il suo timing.
Buon braccio e una buona mobilità, quello che lo danneggia è che per molti, il suo potenziale è quello di diventare proprio un nuovo Goff o giù di lì. Ma mettiamo che cada alla trentadue (come ho visto accadere già in un paio di mock che ho provato per tastare le acque). Siamo davvero sicuri che Holmes non provi a vedere cosa succederebbe con Goff 2.0? E siamo sicuri che sarebbe un male? L’attacco verticale di Dan Campbell e Ben Johnson sembra abbia preso l’aire nel finale di stagione con Goff al timone, siamo certi che smontare tutto per saltare sul carro del "QB atletico che può estendere la giocata" sia la strada giusta?
Il problema è che può essere davvero solo una copia di Jared Goff, ancora più tendente al fumble e con problemi a fidarsi della protezione per i problemi avuti al college. E, poi, quei due guanti non si possono vedere.

Un altro giocatore con un sacco di potenziale ma che ha bisogno di tempo e pazienza è il QB di Missippi Matt Corral. Corrall viene da un sistema spread che aiuta molto i QB, fornendogli letture veloci e definite con tiri preparati. Spesso, come nello spread che Goff ha giocato con i Cal Bears, il QB deve leggere solo metà del campo in modo da facilitare l’analisi del campo di tiro. Tutti vantaggi che Corral dovrà scordarsi tra i pro.
A complicare le cose, il fatto che Corral è in grado di muoversi più che e lasciare la tasca, in caso di necessità ma la sua accuratezza cala rapidamente se gli viene chiesto di creare fuori struttura, il che limita il vantaggio che potrebbe derivare dal suo atletismo. Inoltre non ha la struttura ideale del QB tipico (un paragone che ho sentito per lui è Baker Mayfield), ergo deve fare attenzione durante gli scramble o prepararsi a ricevere una dose notevoli di colpi dolorosi.
Ha mostrato una notevole maturazione nel 2021, tagliando incredibilmente i turnover fino a solo quattro e questo promette bene sul suo futuro. Probabilmente, chi lo sceglierà questo aprile farà bene ad inserire una robusta quantità di RPO nello schema, per facilitare la transizione ed usare le sue doti atletiche in modo corretto.
Altro giocatore che non vedrei male, qualora arrivasse alla 32 e si volesse un QB. È più vicino ad essere messo in campo che Willis, anche se forse il suo potenziale è inferiore. Il fatto che l’intera struttura dell’attacco dovrebbe essere modificata e che potrebbe essere solo un buon QB e non "the Guy" potrebbe far pendere la bilancia in un’altra direzione anche se vi fosse la possibilità.

Un altro nome intrigante per la 32 o giù di lì: dai Cincinnati Bearcats, Desmond Ridder. Ridder non è un atleta eccezionale né ha un cannone nel braccio: è solo un QB dannatamente efficiente (ed io rispetto sempre l’efficienza, è più forte di me) che può effettuare tutti i tiri e correre come e quando richiesto. In più, nelle sue quattro stagioni da starter, ha mostrato leadership e capacità di reagire alle difficoltà (quindi, non si dovrebbe scomporre troppo qualora non si trovasse nelle condizioni di vincere il Super Bowl in due anni).
In aggiunta e se vi interessa, Ridder è già papà ed ha parlato recentemente della motivazione che ti dà avere una figlia a cui provvedere. Sicuramente, una nota importante di maturità.
I suoi problemi più grossi sono sul piano mentale con decisioni discutibili con la palla in mano (tende ad essere troppo aggressivo) e da un piazzamento dell’ovale non sempre accurato, per usare un eufemismo. Tanto per continuare il refrain, quindi, avrebbe bisogno di un annetto buono di apprendistato dietro un QB che non si fa problemi ad insegnare il mestieri, magari in una squadra con un buon attacco di corsa ed una buona infrastruttura di sostegno a livello di coach. Vi viene in mente qualcuno in particolare?
In aggiunta, i Lions lo hanno potuto osservare da vicino al Senior Bowl (anche se era nella squadra allenata dai Jets) il che vuol dire che dovrebbero avere una buona, ottima idea delle sue potenzialità.

In un eccesso di bontà, mi dilungo un po’ anche su Sam Howell. Howell è il classico caso di QB atletico, con la capacità di estendere le giocate, di correre come un QB dual threat e tante altre cose che lo rendono entusiasmante fino a che non si nota un footwork completamente da reinventare, problemi di accuratezza ed un movimento di tiro un po’ così.
Va fatto crescere almeno un annetto dietro un veterano (ma va!) e protetto con lo schema dandogli la possibilità di correre quando possibile e di cercare le giocate lunghe che ama, limitando la quantità di lanci a corta/media distanza per non far sfruttare i suoi limiti con il tocco, tenendo pure presente che correre nella NFL non è semplice come al college (in particolare, molte lezioni di slide sono obbligatorie).
I Lions lo hanno allenato direttamente al Senior Bowl e mi rimetto al loro giudizio ma non lo sceglierei prima del secondo giro e non all’inizio.
Veniamo agli altri nomi da tenere in considerazione:
- Bayley Zappe, Western Kentucky. Il terzo dei QB allenati dai Lions al Senior Bowl. Mi piace come backup di qualità futuro e potrebbe guadagnarsi una lunga carriera alternando quel ruolo a quello di low end starter (tipo Teddy o Tyrod Taylor). Con il pick 97, potrebbe essere interessante.
- Carson Strong, Nevada: Se non fosse zoppo, non staremmo qui a lamentarci che manca il talento nella posizione. Ma, purtroppo, il suo ginocchio ricostruito gli ha tolto quasi completamente mobilità e potrebbe accorciargli decisamente la carriera. Se qualcuno decidesse il me la rischio ed avesse il roster per massimizzarlo, potrebbe essere un’esperienza breve ma intensa.
- Jack Coan, Notre Dame: se volete un pocket passer classico, affidabile, efficiente e senza guizzi, Coan è il vostro uomo. Un altro backup a vita (ruolo degno e importante, ricordatelo) a meno di sorprese.
- Kaleb Eleby, Western Michigan: ve lo segnalo perché, come prodotto locale, lo potrete trovare associato ai Lions come "potenziale sorpresa" in qualche mock di fan o giornalista del posto. Con un po’ di fortuna, può diventare un backup decente ma è più probabile che finisca in practice squad da qualche parte o nella XFL il prossimo anno.
In definitiva, un sacco di prospetti con l’etichetta "bust or boom" più in evidenza del solito. Non mi lamenterei se Holmes decidesse di passare la mano per quest’anno ma la possibilità di scegliere il prospetto giusto al momento giusto non va mai scartata a priori. Mai.
3 thoughts on “Guida rapida al draft 2022: i QB, istruzioni per l’uso.”