
Se volete trovare qualcuno stupito dall’indiscrezione che i Lions starebbero seriamente considerando Ahmad Sauce Gardner come primissimo loro pick di questo draft, non dovrete fare molta strada perché proprio non me lo aspettavo.
È il caso, quindi, di vedere senza por tempo in mezzo a cosa potrebbe assomigliare un draft in cui la seconda scelta assoluta dei Lions sia il notevole (sia ben chiaro) corner da Cincinnati.
Non ne troverete molti in giro ma è sempre bene essere avanti sui tempi.
Stavolta ho usato l’altra mia mock machine preferita, quella di Pro Football Network che permette anche le trade. Ma, spoiler, non ne ho trovata nessuna realistica/interessante.
Iniziamo subito dalla nostra star indiscussa:
Pick 2: Ahmad "Sauce" Gardner CB, Cincinnati.
Non decidi di abbandonare il nome di battesimo in cambio di un soprannome impegnativo come "Sauce/Salsa" se non hai il carattere per essere un CB1 e dei risultati che lo giustifichino.
Ahmad Gardner lo sa benissimo ma con i misurabili che si ritrova e la tecnica di cui è in possesso combinanti con un certo caratterino è più che in grado di tener fede al suo impegno di speziare la difesa. Non ha ancora finito la sua maturazione (in particolare deve stare attento a come completa i tackle, visto in NFL le bandierine per i corner volano con facilità) ma è un raro caso in cui potresti far giocare un corner da rookie. Non ha raccattato molti intercetti al college (tre) ma questo perché gli avversari hanno imparato che è molto, molto meglio lanciare altrove.
La secondaria dei Lions è in flusso con due giocatori che devono rientrare da un ACL e molti punti interrogativi. Gardner potrebbe solidificare lo spot opposto ad Amani O. e consentire ad almeno uno tra Okudah e Ifeatu Melifonwu di assumere il ruolo di safety e/o di nickel corner.
In ogni caso, come abbiamo visto gli scorsi anno, non puoi avere troppi buoni corner in una passing league come le NFL degli anni 2020. Bonus: Gardner è proprio di Detroit e, come Hutchinson, la sua presenza avrebbe le potenzialità di risvegliare un interesse locale che, durante le ultime stagioni, è latitato, chissà poi perché.
Spero che il motivo principale non sia questo ma sicuramente anche questo aspetto potrebbe essere considerato ai piani alti.
Non sono sicuro che concorderei con la scelta di mettere un nuovo record per il CB selezionato più in alto della storia, specie così poco tempo dopo Okudah, ma riuscirei a digerirla con poco impegno.
Pick 32: Perrion Winfrey, DT, Oklahoma
Continuano, inevitabilmente, i lavori in difesa con Perrion Winfrey. Il ragazzo da Oklahoma non è perfetto ma è estremamente versatile e può essere schierato un po’ dappertutto da NT a 5-tech, anche se il suo ruolo naturale tra i pro dovrebbe essere il 3T.
Con una presenza atletica notevole ed uno staff in grado di motivarlo e correggere i suoi problemi, Winfrey dovrebbe stare in campo da subito come pezzo della rotazione difensiva e guadagnare sempre più tempo di gioco, proprio per la sua capacità di trovare differenti ruoli.
Lo so, lo scorso anno Holmes ha investito pesantemente nella posizione con Levi e Alim McNeil ma la squadra non sembra avere intenzione di riportare a Detroit Nick Williams (almeno qualcuno non viene riconfermato, dico) e la carriera di Michael Brockers è nella parte discendente della china. Non è per nulla il caso di lasciare scoperta la posizione.
Pick 34: Boye Mafe, DE, Minnesota
Qualcuno potrebbe preferire il prodotto locale David Ojabo ma l’infortunio al suo pro day ne ha fatto calare le quotazioni ed i Lions hanno davvero bisogno di aiuto nel reparto Pass Rush. Romeo Okwara deve rientrare pure lui da un ACL rotto mentre suo fratello Julian è ancora confinato a buoni lampi ma senza continuità. Charles Harris ha avuto un buon 2021, anzi diciamo ottimo ma prima di gridare al miracolo meglio aspettare conferme in questa stagione. In questo quadro, inserire un prodigio atletico (RAS: 9,91) con un potenziale altissimo potrebbe pagare notevoli dividendi, specie con uno staff in grado di continuarne lo sviluppo come quello che hanno i Lions. Mafe ha caratteristiche più adatte ad uno schema 3-4 che 4-3, il che potrebbe cozzare con la volontà dichiarata di privilegiare questi ultimi look nella nuova stagione ma non ci sono dubbi che Glenn non dovrebbe avere difficoltà a mettere Mafe nella condizione di mettere a segno una dose notevole di sack. Sack che da troppo tempo mancano a Detroit in quantità.
Pick 66: Jalen Tolbert, WR, South Alabama
Immessa un po’ di energia in tutti e tre i livelli della difesa, vediamo di accontentare Antwaan Randle El che voleva un po’ di aiuto nel comparto ricevitori. I pezzi da novanta sono spariti ma, nelle varie simulazioni, ho notato che intorno alla 66 c’è spesso un gruppo di ricevitori interessanti. Stavolta non ha fatto eccezioni ed ho aggiunto al mazzo Jalen Tolbert, un versatile ricevitore con buone dimensioni e la possibilità di diventare un X/Z. Gli mancano un po’ di rifiniture, specie nella lettura delle tracce ma ha la possibilità di diventare un pericolo sul profondo ed anche di aggiungere notevoli iarde dopo la presa, se raggiunto senza rompere la corsa il che dovrebbe essere una specialità di Jared Goff. Non ci dovrebbe essere bisogno di dargli subito un ruolo da titolare ma probabilmente potrebbe avere subito la sua, sana, dose di ricezioni.
Pick 97: Verone McKinley, S, Oregon
La pick compensativa per la partenza di Kenny G. si trasforma in una safety che potrebbe ricordare Quandre Diggs, in quanto i misurabili molto poco tranquillizzanti (in particolare, le dimensioni delle braccia) sono compensati da un notevole IQ sul campo e dalla capacità istintiva di gestire angoli e situazioni.
Indubbiamente, a questo punto del draft, McKinley è un rischio ma la sua capacità di giocare come seconda split safety accanto a Travis Walker, fornendo assistenza contro la corsa ed il suo spiccato playmaking non vanno assolutamente sottovalutati. Specie se non vogliamo affidarci a Bradley Breeze per periodi di tempo prolungati.
Pick 177: Tyquan Torthon, WR, Baylor
Di solito, evito di scegliere troppo spesso un giocatore durante i Mock ma mi sono permesso di fare un’eccezione per Thornton, un possibile X receiver di alto livello ma con molto da lavorare. Vista la relativa forza del comparto ricevitori (almeno rispetto allo scorso anno), i Lions potrebbero avere il tempo di farlo crescere tranquillamente in previsione di uso più importante nel 2023.
Pick 181: Mike Rose, LB, Iowa State
È il momento del LB. I Lions sembrano contenti del loro gruppo, bontà loro, ma Rose porterebbe in dote una notevole prestanza fisica e la capacità di giocare contro le corse senza essere troppo disutile in copertura (non a uomo, dove tende ad essere battuto). In più, il "prodotto" di Iowa State ha un carattere in linea con quello che i Lions cercano in questo periodo. Non ha la mobilità sufficiente per giocare fuori della tackle box ma sicuramente potrebbe contribuire.
Pick 217: Cordell Volson, OT, North Dakota State
Se anche hai giocato Tackle al college, questo non vuol dire che lo sarai anche tra i professionisti. Volson è un caso esemplare, visto che molto probabilmente potrebbe avere molto più successo all’interno che come Tackle nella NFL e questo solo dopo un buon lavoro di adattamento e ripulitura (in particolare, l’altezza molto elevata potrebbe essere un limite da superare). Come sempre, si prende un biglietto della lotteria e si spera che sia quello vincente.
Pick 234: Daniel Bellinger, TE, San Diego State
Finiamo con Daniel Bellinger, TE bloccatore che potrebbe coprire una necessità molto importante a fianco (o dietro TJ Hockenson). Non offre tantissimo come ricevitore ma insomma, nessuno è perfetto specie al settimo giro. I Lions lo hanno visto da vicino al Senior Bowl e potrebbero aver concluso che è proprio quello che il dottore gli ha ordinato per il problema.
Concludendo
In conclusione, abbiamo sistemato quello che era la fonte primaria di preoccupazione per l’anno, cioè la difesa rafforzando tutti e tre i livelli. L’attacco riceve meno attenzioni immediate ma, grazie alla profondità della classe dei ricevitori, non è che manchi del potenziale per i prossimi anni e l’aggiunta di Bellinger nei bassifondi del draft allevia notevolmente un problema che sta diventando sistemico per i Lions.
Non sono sicuro che scegliere un CB alla seconda assoluta sia davvero la cosa da fare ma una volpe come George Paton, GM dei Broncos e vecchia conoscenza per la lunga permanenza in Minnesota, lo scorso anno ha selezionato Pat Surtain dicendo che "è più semplice trovare un franchise QB che un cornerback elite". È stato irriso sul momento poi, quest’anno, si trova con Russel Wilson E Pat Surtain.
In generale, il valore posizionale percepito dalle squadre sta cambiando, adeguandosi mano a mano con quello che succede sul campo. Sia i cornerback che le secondarie tutte sicuramente necessitano di talento top grazie alle pessime regole che facilitano l’attacco in maniera folle.
Il draft e le prime posizioni dello stesso in particolare sono il modo migliore per fare incetta di talento di prima qualità, quindi, in fondo perché no?