
Il primo giorno di OTA con presenza dei media è un buon momento per valutare i cambiamenti da uno anno ad un altro, specie quelli che sembrano più eclatanti.
Iniziamo, quindi, Jared Goff decisamente più a suo agio dello scorso anno: come ha sottolineato da Chris Burke di TheAthletic (non linko causa paywall ma è uno dei siti che merita), lo scorso anno Goff sembrava al primo giorno in una nuova scuola. A 5000km di distanza. Quest’anno, invece, sembra essere il collega che conosce tutte le scorciatoie per arrivare al lavoro.
Un diverso grado di tranquillità che tornerà utile, dovuto magari anche ad un diverso feeling con il coordinatore offensivo.
Il che ci porta a Ben Johnson, il quale secondo il sempre affidabile Dave Birkett, si è occupato di chiamare i giochi durante le sessioni 11-contro-11 dell’allenamento, con Dan Campbell tornato a dirigere le operazioni della squadra in veste di CEO, con il fido fischietto alla mano.
Uno sviluppo che pare presupporre un cambio di responsabilità che mi trova consenziente. Chiariamoci: il lavoro svolto da Campbell come play caller nel 2021 è stato decisamente lodevole e notevole ma in questo modo può seguire al meglio tutte le componenti della squadra senza dare la priorità all’attacco. In più, se questo è l’attacco della RockStar Johnson, è giusto che la sua responsabilità si estenda anche al playcalling.
Le presenze sono state molto elevate (le OTA sono volontarie, giova ricordare); l’unica inattesa è stata quella di TJ Hockenson, indisposto, che ha messo in evidenza come, in sua assenza e con James Mitchell ancora convalescente, non ci sono molti giocatori disponibili.
(A proposito, Decker ha un problema al piede, non alla mano come ho scritto ieri. Mi spiace).
Cambi di posizione in difesa
Saranno anche gli infortuni (Okudah e Jacobs non sono ancora disponibili) e la tendenza di Aaron Glenn ed Aubrey Pleasant ad allenare i giocatori in posizione multiple ma la secondaria ha visto alcuni spostamenti di rilievo.
Opposto ad Amani Oruwariye, come CB2, è stato schierato a lungo Will Harris che aveva occupato il ruolo nel finale di stagione con lodevole impegno ma alterne fortune. Harris dovrebbe vedere più snap come CB rispetto agli anni scorsi (e più in generale, dove servirà) ma probabilmente non sarà in quella posizione nella depth chart quando si arriverà al dunque.
Al contrario, Ifeatu Melifonwu ha speso una sostanziosa dose del suo tempo giocando da safety; per lui, già si vociferava lo scorso anno di un eventuale cambio di posizione ma probabilmente gli infortuni ed un desiderio di non mettere troppa carne al fuoco durante l’anno di esordio hanno consigliato di aspettare quest’anno; anche nel suo caso si prevede un futuro da CB/S.
Riguardo i Linebacker, da sottolineare che ci sarà molto competizione per i posti disponibili ed un nome da tenere sott’occhio è Malcolm Rodriguez che sembra essere più che in grado di compensare i suoi limiti fisici con un altissimo QI; Kelvin Sheppard lo ha definito uno dei giovani giocatori più intelligenti che abbia mai visto. Consideratevi avveriti.
Hutchinson in ascesa rapida
Una delle consuetudini più inveterate della NFL è quella di farti guadagnare gli allenamenti con la prima squadra e Aidan Hutchinson sta seguendo questa trafila ma non so per quanto tempo potrà durare.
Ieri durante gli one minute drill( conclusi con zero punti per l’attacco, per chi tiene i conti), Hutchinson ha letteralmente seppellito in povero David Blough con tre sack consecutivi, demolendo il povero UDFA che gli era davanti.
Molto presto sarà il momento delle battaglie con Penei Sewell e Taylor Decker.
Scherzi tra compagni (o screzi?)
La competitività interna è una bellissima cosa ma i posti in squadra sono limitati ed i giocatori sono i primi a saperli, per quanto possano collaborare per spirito di corpo; in più gli animi tra i due diversi lati del pallone possono scaldarsi, specie se gli allenatori sono i primi a scaldarsi e cerebrale platealmente i risultati (per esempio, con un tentativo di breakdance. Citofonare Glenn).
Quindi si inizia a cavalcare una linea sottile dove la sana competizione può sfociare in momenti di aggressività; ieri scozzo tra Bruce Hector (DL) e Logan Stenberg, con la partecipazione di Penei Sewell subito recatosi sul posto perché "non voleva perdersi qualche battuta".
A proposito di Sewell, la settima scelta assoluta dello scorso anno ha dichiarato di aver guadagnato più forza (se possibile) rispetto allo scorso anno, ma sembra essere ugualmente agile agli osservatori. Anche qui, consideratevi avvertiti.
Un altro paio di nomi da ricordare più osservazioni
In difesa, Jashon Cornell sta sfruttando il passaggio al nuovo fronte mentre il LB Anthony Pittman sta tenendo "un seminario" nelle parole di Sheppard.
In attacco, resta in spolvero Kalil Pimpleton che potrebbe farsi spazio negli special team anche se Kalif Raymond è un fit così perfetto, sul campo ed in allenamento, che scalzarlo non sarà facile.
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DeAndre Swift pare aver messo su massa muscolare pure lui. Per lui si tratta dell’anno decisivo probabilmente.
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Brady Breeze potrebbe usare la sua capacità negli special team per restare in circolazione.
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Jarrad Davis potrebbe lavorare molto come pass rusher nella sua seconda tornata a Detroit.
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DJ Chark lavora già con i titolari il che depone a favore della sua preparazione e del suo fit nell’attacco di Ben Johnson. A tal proposito va ricordato che l’attacco del 2022 sarà molto diverso dal 2021, a partire proprio dal ruolo dei ricevitori: mentre lo scorso anno Perriman e Williams correvano essenzialmente tracce profonde, quest’anno i ruoli saranno molto più intercambiabili, questo a partire proprio da Chark.
Direi che c’è abbastanza da rimuginare. Ma prima di salutarsi:
Enjoy!