Post-minicamp: Evolversi restando gli stessi.

Con la fine del minicamp, il grosso del lavoro di offseason è terminato. Resta un ciclo di OTA che, però, saranno dedicate più che altro ai rookie ma per il grosso del roster iniziano i sei mesi di iato che porteranno al training camp.

Il momento è, quindi, ottimo per fare il punto della situazione anche perché il terzo giorno del minicamp è stato caratterizzato (oltre che da alcuni drill più seri) da diversi momenti da ultimo giorno di scuola come punt ricevuti da lineman, ex-QB ora coach che mostrano di avere ancora un certo braccio ed altri momenti di relax competitivo.

Quindi cosa ci portiamo via da questo minicamp?

Alcuni punti deboli sembrano diventati forti.

Alcuni dei reparti che lo scorso anno di questi tempi erano considerati ai minimi della NFL sembrano essere stranamente affollati. Prendiamo i ricevitori dove la lotta è per il posto di WR4 tra Quintez Cephus ed Trinity Benson potrebbe costringere ad un taglio o ingolosire qualcuno per una trade pre-tagli (non ci conterei). Questo con i primi tre posti nel roster occupati da DJ Chark, Josh Reynolds ed Amon-Ra St. Brown in attesa del via libera per Jameson Williams.

Altro esempio: la DL. Il rinnovo di Charles Harris e gli arrivi di Josh Paschal e Aidan Hutchinson, sommati ad Alim McNeil e Levi Onzuwurike nel loro secondo anno più un pletora di giocatori versatili pronti a contribuire alla rotazione (gli Okwara, Cominsky, Bryant e financo Jashon Cornell) fanno pensare che, forse, per la prima volta dal 2014 il pass rush dei Lions potrà avere davvero della zanne.

Un cambiamento davvero radicale rispetto allo scorso anno, dovuto agli sforzi di Brad Holmes ed al lavoro dello staff di Dan Campbell.

Tuttavia restano un sacco di punti interrogativi.

E tuttavia, i miracoli sono rari. Restano diversi settori della squadra in cui il roster è quantomeno misterioso o soffre di pesante leggerezza dopo le prime file.

Nei TE, in attesa di James Mitchell che dovrebbe (notasi il condizionale) rientrare durante il training camp, l’alternativa dietro a TJ Hockenson è Shane Zylstra, UDFA al secondo anno che si è ripreso bene da un brutto infortunio al ginocchio. Zylstra è fondamentalmente un pass catcher e, dietro di lui, pare non essersi distinto nessuno.

Stesso discorso per le safety: Tracy Walker è una garanzia ma DeShon Eliott ha, pur facendo gli scongiuri, una storia importante di infortuni. Kerby Joseph è un rookie che potrebbe soffrire per i primi tempi nell’adattarsi al gioco NFL. Per ora, dietro non è spuntata un’alternativa chiara (Brady Breeze ha giocato con la prima squadra in questi giorni. Non è una situazione rassicurante).

La secondaria, inoltre, è piena di giocatori che tornano da infortuni e, quindi, la rotazione a CB è largamente ipotetica.

Il gioco di corsa potrebbe essere davvero una risorsa

Lo scrivo dal 2016 (ho controllato) ma potrebbe essere la volta buona davvero (anche qui lo scrivo dal 2016, indi scongiuri come se piovesse).

Ieri per la prima volta dal 2021, la linea titolare ha giocato alcuni snap insieme. Generalmente, una buona linea è già un buon modo per correre, molto più di un buon running back. Il fatto che i Lions abbiano un gruppo di running back ottimo, in cui il RB3 (Craig Reynolds) probabilmente sarebbe RB1 in alcune squadre aggiunge alle speranze e lo stessa fa una linea che potrebbe essere stabilmente tra le prime dieci della lega.

L’osservato speciale è DeAndre Swift che entra nel terzo anno di contratto, molto importate, con la sensazione di poter diventare uno dei rari RB su cui investire con un secondo contratto. Ma deve dimostrarlo, giocando al massimo e possibilmente per il 17 giornate (o più). In questo il tutoraggio di Duce Staley potrebbe diventare inestimabile, visto che i due sembrano aver trovato un rapporto notevole per quanto Staley solleciti fortemente Swift.

Siamo più avanti dello scorso anno

Secondo tutti gli osservatori (nonché lo stesso DC, come già segnalato), la situazione è molto migliore dello scorso anno. C’è, in generale, più fiducia e la sensazione di star appoggiando su una base solida che già è stata costruita dallo scorso anno, nei fuochi di una stagione durissima ma affrontata sempre a testa alta. Qualcosa del team disposto a sputare sangue in cerca di una vittoria che non arrivava mai è probabilmente rimasta dentro e aiuta a definire un’identità che fuisce dai veterani ai nuovi (probabilmente questo aspetto ha aiutato Brad Holmes a non voler snaturare troppo il roster almeno per quest’anno).

Anche i cambiamenti, che pure sono numerosi, a partire dal nuovo OC e dalla decisione di cambiare radicalmente il fronte difensivo di base, con il conseguente impatto sul personale, stanno venendo assorbiti come evoluzioni e non come ripartenze da zero.

In particolare, tutti i commentatori notano la differenza tra Jared Goff nel 2021 e quello di quest’anno non solo sul piano del puro gioco (lanci più precisi e più veloci, minori esitazioni) ma, in generale, anche nell’atteggiamento generale: più che discutere con i coach su come implementare questo o quel gioco, Goff è regolarmente impegnato con i suoi skill player, discutendo con loro di questo o quel dettaglio necessario per un miglior risultato. Questo se non confabula tranquillamente con Ben Johnson cercando ulteriori correttivi.

Vedremo cosa porterà in autunno ma se il miglior livello di talento (innegabile, credo) si mischia con la stessa determinazione del 2021, non credo che i menischi di nessuno saranno al sicuro.

Il possibile è stato fatto ma moltissimo resta da fare. Vi consiglio di non bearvi troppo dei peana dei media estivi che vogliono i Lions già lanciati verso nuovi traguardi, il cui lavoro è generare aspettative sullo stile del "prima lo illudo poi lo deludo". Il training camp ed il lavoro con le pad sarà la prima fermata per valutare quanti di questi progressi siano apparenti e quanti reali.

Per adesso, restiamo soddisfatti che la direzione pare quella giusta.


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