
Il training camp inizia tra meno di una settimana e, come tutti gli anni, è il momento di di cercare di individuare le storyline più succose che ci accompagneranno in queste settimane. Anche se probabilmente la presenza di Hard Knocks ci darà un’inflazione della roba di interesse umano, nella forma di questo giocatore che suona la chitarra o di quel coach che risulta tanto simpatico, l’accento per il football giocato resta su alcune storie e personaggi che possono sembrare più noiosi ma da cui passa il successo della prossima stagione.
In attesa di scoprire cosa ci sarà sul menu di HBO, vediamo di concentrarci su questi.
1 Come stanno gli infortunati
A costo di sembrare ripetitivo ma la situazione dell’infermeria sarà o dovrebbe essere la prima preoccupazione dei Lions e dei loro tifosi entrando nel training camp. Tre pick di quest’anno non hanno giocato uno snap per tutta l’off season e non parliamo di nomi secondari. Per Jameson Williams la cosa era più che prevista ed è molto più importante di dargli il tempo di recuperare al 101% che buttarlo nella mischia in anticipo per un bersaglio (o anche una vittoria in più) e sono totalmente concorde con l’idea di posticipare il debutto almeno fino a week 7.
Si può fare lo stesso ragionamento per James Mitchell che si sapeva fosse convalescente fin dal momento del draft e che potrebbe rientrare per il training camp; sarebbe il caso vista la situazione pessima del reparto ma per un TE debuttante la NFL è molto dura da affrontare e, senza aver giocato tutta la sessione di allenamenti primaverile, questo vale doppio.
Al contrario, lo stesso non vale per Josh Paschal che continua a soffrire i postumi di un infortunio pregresso alle parti inferiori; Pashal è stato scelto molto in alto e i Lions contano molto (o dicono di contare) sulla sua presenza e la sua leadership nella linea difensiva.
Se dovesse saltare un congrua parte del camp, non sarebbe un buon segno per la difesa di Aaron Glenn che conta molto su un aumento della pressione sul quarterback per coprire una secondaria ricca di punti interrogativi visto che due possibili CB titolari stanno rientrando da un brutto infortunio. Sia la situazione di Jeff Okudah che di Jerry Jacobs saranno tenuti decisamente sotto osservazione: il primo potrebbe aver già perso il posto di CB1 a scapito di Amani Oruwariye e potrebbe trovarsi spostato nello slot. Questo qualora abbia recuperato abbastanza e riesca a stare in campo, altrimenti la sua permanenza a Detroit potrebbe essere solo marginalmente più lunga di quella di Teez Tabor (vi ho sbloccato un ricordo? Avreste fatto volentieri a meno?).
Jacobs è stato una piacevole sorpresa (tutti amiamo un underdog che spunta e dà il massimo quando nessuno crede in lui) ma anche lui deve rientrare in tempo e mostrare che può mantenere lo standard di gioco del 2021 e possibilmente superarlo.
Romeo Okwara era uno dei pezzi pregiati della difesa nonché una della basi individuate per iniziare il rebuild già lo scorso anno ma le voci sulla sua salute non sono confortanti. Ci sono stati innesti nel pass rush e buone scoperte (C. Harris) ma la sua presenza sarebbe benvenuta.
In più, abbiamo tutti grandi speranze per la linea d’attacco ma lo scorso anno i titolari non hanno giocato uno snap assieme che sia uno. Prima di alzare troppo l’asticella delle speranze vediamo cosa ci porta Agosto che, storicamente, non ha portato molta fortuna.
2 D’Andre Swift dimostrerà di essere speciale?
Restando in attacco e prendendo le mosse dal discorso appena fatto, lo scorso anno il gioco di corsa dei Lions è stato davvero una delle poche note positive della squadra, grazie anche ad una stanza ricca e varia di talento. In questa situazione, tutti aspettavamo che il chiaro leader in portate e iarde fosse D’Andre Swift ma la realtà è stata che Swift e Jamaal Williams si sono divisi quasi equamente i compiti (151 vs 153 portate, 617 vs 601). Swift ha aggiunto molto con il gioco di passaggi (prevedibile) mala sua relativa inefficacia tra i tackle potrebbe finire per renderlo una copia più costosa di Theo Riddick: un’arma efficace che, però, rende prevedibile l’attacco in certe situazioni.
Non quello che uno si aspetta quando spende un secondo giro così in alto.
Swift ha decisamente i mezzi per fare il salto di qualità nel suo terzo anno tra i pro e diventare un RB completo in grado di dominare in campo (e di guadagnarsi un secondo contratto con la squadra che lo ha scelto) ma deve superare i suoi limiti tra i tackle cercando meglio il contatto e, magari, decidendo di giocare malgrado alcuni acciacchi che sono fisiologici in quella posizione. Lo staff dei Lions sta cercando di spingerlo in questa direzione, vedremo se il prossimo anno sarà quello del definitiva maturazione o se bisognerà dare una lunga ed interessata occhiata alla classe del draft.
3.Ci saranno dei leader in difesa? E chi?
I Lions sono una squadra decisamente giovane, con il solo Michael Brockers sopra i trent’anni e questo si riflette decisamente anche in campo dove spesso la squadra ha sbandato e si è fatta trovare in balia delle onde durante le partite o tra le settimane.
Una parte di questo è dato anche dalla mancanza di giocatori di esperienza in grado di "set the tone" ed indicare la strada ed il modus operandi corretto nei momenti di difficoltà. Molto si dice dello staff ma, in campo, nello huddle ci vanno i giocatori e una direzione in cui voltare lo sguardo quando le cose vanno storte e nulla sembra funzionare per trovare nuova determinazione serve eccome.
In attacco, il ruolo di leader è affidato ai veterani Frank Ragnow e Taylor Decker ed, in misura minore a quanto si vede dall’esterno, a Jared Goff in più ci sono vari giocatori di esperienza a vari livelli.
Sull’altro lato della palla la situazione è molto più complicata: oltre al suddetto Brockers il cui patrimonio di esperienza non si è trasformato molto in risultati sul campo, non è chiaro chi potrebbe assumersi il ruolo di leader vocale dello spogliatoio. Un ruolo prominente, anche per l’etica e la credibilità della sua storia, sembrava averlo Romeo Okwara che è infortunato e con uno status incerto (vedi sopra); nella linea resta Aidan Hutchinson, che è un rookie e che dovrà guadagnarsi sul campo (e con i sack) il ruolo che aveva a Michigan University, ed una serie di secondo anno o giocatori sulla bolla del roster.
Alex Anzalone è un altro veterano che, però, potrebbe essere a rischio panchina in una sezione (i LB) molto giovane.
Nella secondaria, lo scorso anno Jeff Okudah aveva iniziato a distinguersi in questo ruolo ma l’infortunio lo ha costretto a concentrarsi su un altro ruolo. L’unico nome che ha una certo notorietà nella secondaria come leader vocale è Tracy Walker che ha l’esperienza ed il gioco richieste ma servono più voci per uno spogliatoio funzionale.
Vedremo se e chi farà un passo avanti in questi giorni.
4. come si svilupperà la situazione dei ricevitori.
Siamo tutti carichi per l’attacco di Ben Johnson e Dan Campbell (ma, nessuno me lo leva dalla testa, più di ben Johnson) dopo la conclusione della scorsa stagione in netto rialzo ed uno dei motivi è la situazione dei ricevitori.
Lasciata alle spalle (ed ai Bears) la palma di peggior corpo di ricevitori della Lega, i Lions hanno diverse decisioni da prendere in quella che è una delle posizioni più visibili del gioco.
Mentre aspettiamo Jameson Williams (vedi punto 1), i tre titolari sono praticamente scritti: DJ Chark, Amon-Ra St.Brown (che molti sembrano scordarsi) e Josh Reynolds il cui rapporto con Jared Goff non deve essere sottovalutato.
Dietro c’è molta concorrenza e molta competizione: Kalif Raymond ha il valore aggiunto del return man (ed il contratto è su quella linea), Trinity Benson sta avendo una buona off season che lo potrebbe riportare nei giochi, Quintez Cephus stava vivendo un buon inizio di stagione prima dell’infortunio ed è abituato a farsi spazio.
Aggiungo Tom Kennedy che ha avuto la funzione di slot di riserva affidabile anche se senza guizzi e gli UDFA guidati dal prodotto locale Kalil Pimpleton visto che, ogni anno, un giovanotto arriva a vivacizzare la preseason.
Con la penuria di Tight End si potrebbe anche rischiare di partire con sei ricevitori e vedere chi tagliare al momento del rientro di Williams. Del resto, lo scorso anno si partì con sette (se non sbaglio) WR a roster.
5. i linebacker sono all’altezza
Lo so, lo so. Lo schema di Aaron Glenn non mette l’accento sulla posizione di Linebacker e, per la maggior parte del tempo, i Lions ne giocheranno due.
Tuttavia, un livello di gioco decente è richiesto come dimostrato dal cambiamento effettuato lo scorso dopo la cacciata di Jamie Collins, notoriamente inadatto alle squadre che non hanno altre prospettive che non siano "giocare duro e fargliela sudare".
Quest’anno i Lions hanno riportato in blue ed argento Alex Anzalone che è stato più utile nello spogliatoio e come regista della difesa che in campo e recuperato dal mucchio degli scarti Jarrad Davis il quale avrà un ruolo sperabilmente limitato qualora arrivi in rosa, visto che i limiti in copertura sono tristemente noti in Motown.
Derrick Barnes era stato scelto al quarto giro con buon dispendio di risorse ma il 2021 è stato molto altalenante con buone giocate alternate troppo spesso a momenti di buio che danno da pensare. Il 2022 dovrebbe essere l’anno del grande salto per lui ma il fatto che Chris Board, un import da Baltimore di belle speranze ma esperienza limitata abbia trovato spazio al fianco di Anzalone per buona parte della primavera non depone a favore di uno sviluppo soddisfacente, almeno per ora.
Restano in organico Anthony Pittman prodotto locale che non sembra avere un ceiling particolarmente alto e Shaun Dion Hamilton che potrebbe essere, con un tot di fortuna, l’X-factor della posizione nel 2022.
Hamilton stava avendo un buon programma di offseason lo scorso anno prima che un classico infortunio ne chiudesse la stagione; i Lions lo hanno tenuto in squadra e probabilmente contano che possa riprendere il passo da dove aveva interrotto ma anche qui non c’è niente di certo.
La carrellata si conclude con il nuovo arrivato Malcolm Rodriguez* di cui sono noti i limiti fisici ma anche l’estremo QI in campo e la fisicità con sui ha supplito durante il college. Se avete l’abbonamento a The Athletic, il suo profilo è stato approfondito qui e c’è molto da gradire ma resta, come succede con i sesti giri, una scommessa in difesa tra i pro dove il livello di atletismo e di sfida sale.
Campbell dice di apprezzare il misto di esperienza e gioventù della posizione e che la competizione per assicurarsi il posto sarà un bagno di sangue.
La cosa importante è che il bagno non si trascini durante la stagione, tra un tackle non concluso ed una copertura in ritardo.
Il nuovo schema dovrebbe liberare i linebacker e facilitare loro la vita ma selezionare i talenti giusti sarà un compito importante e avverrà in queste settimane.
Bonus: Hard Knocks!
Inutile negarlo, Hard Knocks darà la possibilità di guardare a lungo sotto il cofano dei Lions. Alcuni anni fa, lo show di HBO aiutò a mettere a fuoco le storture dello staff dei Browns che, poco dopo, esplose in giochi pirotecnici degni di una festa nazionale portando alla promozione di Freddie Kitchens. Nel 2016, mise sotto il naso di tutti quanto i Rams di Jeff Fisher fossero fuori tempo come come stile di allenamento e di relazione con i giocatori attuali, anche rispetto alla mancanza di attenzione allo sviluppo di Jared Goff.
I Lions stanno vendendo a palate la loro nuova cultura ed il lavoro fatto dallo staff di DC, nonché l’immagine di squadra in crescita. Tutti gli indizi sembrano indicare che non sia solo fumo ma che ci sia molto buon arrosto sotto ma l’opportunità di vedere i cuochi al lavoro sarà impagabile per capire quanto possiamo permetterci di sognare quest’anno ma anche in ottica futura.
Un sacco di carne al fuoco e di situazioni da tenere sott’occhio in queste settimane. Faremo il possibile per seguire il tutto al meglio.