Della vera importanza dei Pro Day.

Oggi è praticamente finito il giro dei Pro Day organizzati dai maggiori programmi universitari, gli eventi in cui le varie università mostrano i talenti locali tramite workout e sessioni atletiche.

Spesso queste occasioni sono importanti per gli atleti che non hanno potuto, per infortunio o per altri motivi, partecipare alla combine o per quelli che non sono stati invitati all’evento.

Per un mondo sempre più affamato di eventi, però, i pro day sono diventati un altro modo per generare Buzz, esaltando sopratutto i QB, sempre i QB in seguito ad un tiro particolarmente impressionante.

Del resto, i Pro Day servono proprio a mettere in mostra i prospetti, a essere onesti a venderli al livello superiore per prestigio, visibilità e chi più ne ha più ne metta.

Quindi si lancia a ricevitori che si conoscono bene, senza pressione addosso se non simulata quando ci si prende il disturbo. I cronometristi fermano l’orologio quel millesimo prima, il trainer dà quell’aiutino nel sollevamento.

I movimenti e gli esercizi provati e riprovati

Tutte queste cose.

Ora, non fraintendetemi.

Non sto dicendo che i Pro Day non contino niente.

Dico solo che avere un bel Pro Day è una non-notizia, al massimo la conferma di quanto è già noto.

Quello che vi deve far drizzare le orecchie è quando un prospetto molto stimato non ha un bel Pro Day.

Proprio in questo casi bisogna analizzare con molta attenzione quello che è successo, le possibili cause (magari un altro position coach stava gestendo il pro day? Sta ancora smaltendo un’operazione?), se ci sono stayi altri campanelli d’allarme nel processo fino a tornare a rivedere tutta la carriera scolastica.

Quest’anno un simile processo potrebbe essere necessario (è necessario) per Jalen Carter che si è presentato al pro day con lievemente più peso di quanto aveva alla combine e non è riuscito a finire lo workout previsto.

Ci sono nel caso delle attenuanti: Carter aveva un’udienza prevista per il giorno successivo, ha giocato spesso con peso più alto di quanto misurato al pro day ed un coach esterno specializzato in DB dirigeva il Pro Day, il che può aver portato a dei problemi aerobici.

Tuttavia anche questo aspetto sicuramente non ha giovato al suo stock in vista di Aprile.

Una squadra che voglia selezionarlo (a chi mai starò pensando? Chissà. ) dovrà fare ulteriori compiti a casa prima di investire una scelta importante questa fine Aprile.

D’altro canto, innamorarsi follemente di un lancio al Pro Day potrebbe bloccare una franchigia con un prospetto deludente, costringendo poi a cercare disperatamente una trade per QB sul viale del tramonto con un ego ipertrofico e che pare più interessato ai podcast che a cercare un altro anello.

Ogni riferimento a fatti e persone che stanno caratterizzando questa off season non è per nulla casuale.


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