Mock draft 1: la versione ovvia, almeno in apparenza.

Jalen Carter

Eccoci giunti ad uno dei periodi dell’anno da me più temuti. La stagione dei Mock draft.

Ne escono a migliaia, un sacco uguali, qualcuno divertente, alcun che provano a predire cosa accadrà ed altri che ci spiegano cosa dovrebbe accadere secondo la superiore scienza dell’estensore.

Per quel che mi riguarda, i mock possono essere un esercizio divertente a patto che non vengano considerati predittivi e non diventino una semplice wishlist di giocatori che piacciono.

Per come la vedo io, i mock sono un modo per far conoscenza con i giocatori che saranno disponibili e vedere alcuni scenari possibili, con la consapevolezza che una semplice trade può far saltare il meccanismo che avevamo accuratamente costruito nella nostra testa ma che non aveva ancora nessun fondamento nella realtà.

Questo anche considerato che di media, oltre ai grossi nomi, la media dei nomi azzeccati o anche solo citati nei miei mock sono al massimo due/tre per anno.

Dopo questa necessaria, almeno per la mia tranquillità spirituale, pappardella vediamo un primo mock.

Viene usata la macchina di Pro Football Network che resta gratuita e disponibile (caso che diventa sempre più raro).

Per questo esercizio, anche se possibili per la macchina e probabili conoscendo Brad Holmes, non mi sono permesso trade.

6. Jalen Carter, DT, Georgia

La scelta più ovvia dopo la corsa ai QB (con l’eccezione di Will Levis) e la sparizione di Will Anderson ai Seahawks.

Cioè, ovvia almeno sulla carta.

Jalen Carter è sul campo il miglior DT disponibile per distacco, in grado di difendere contro le corse, generare pressione dall’interno e chi più ne ha e più ne metta. Il famoso pacchetto completo.

Sicuramente titolare da Settembre, potrebbe diventare il DT dominante che manca a Detroit dalla partenza di Suh nonché uno dei pezzi forte di una difesa giovane e del tutto diversa da quella degli ultimi due anni.

Purtroppo, ci sono diversi segnali di pericolo fuori dal campo a partire dal suo coinvolgimento in un incidente stradale con vittime che lo ha portato ad arresto, rilascio si cauzione. Questo incidente era stato preceduto da un fermo per guida pericolosa e pare che diverse squadre lo abbiano tolto dalla propria board per questi motivi.

La valutazione caratteriale sarà fondamentale per un’organizzazione che ha sempre dato un’importanza fondamentale agli elementi intangibili di un giocatore; qualora dovesse avere un esito positivo, Carter avrebbe le caratteristiche di una grande aggiunta.

18 Brian Branch, S/CB, Alabama.

Per qualcuno, Brian Branch è una safety che può giocare nello slot.

Per altri è uno slot corner che può giocare safety.

Più o meno lo stesso dibattito che può essere riferito al neo-arrivo in free agency Chauncey Gardner-Johnson con la differenza che Branch non sarà sotto contratto per il 2023 e poi vediamo se troviamo un accordo, ma per quattro anni con l’opzione del quinto.

Non fatevi ingannare dal profilo atletico così così, la sue capacità atletiche sono più che sufficienti per il ruolo che deve ricoprire (la safety, se date retta a me) e la sua intelligenza sul campo è fuori scala.

Nessuna debolezza conclamata in run support, il che è ottimo per Aaron Glenn e per ciò che chiede alla sua secondaria, in assenza di LB abbastanza numerosi.

Con Tracy Walker che deve rientrare e Kerby Joseph che deve confermarsi, l’unico problema che si potrebbe porre sarebbe avere tre Safety ottime nel medio futuro. Ed è un ottimo problema da dover risolvere (basta giocare Big Nickel).

48: Clark Phillips III, CB, Utah.

Anche dopo le aggiunte in free agency, l’unico corner sotto contratto dopo la stagione entrante è Cam Sutton quindi sarà il caso di non farsi trovare impreparati e, per fortuna, questa classe di corner è bella profonda e non c’è da andare in ambasce se i rinforzi non arrivano immediatamente visto che giocatori che lo scorso anno sarebbero stati al top di gamma o quasi, quest’anno possono essere trovati il secondo giorno.

L’esempio in questione è un giocatore i cui misurabili, nonché vari analisti, vorrebbero nello slot ma Clark Phillips da Utah gioca con un’intensità che mi ricorda Jerry Jacobs e che gli ha consentito, al college, di coprire un giocatore ben più alto di lui come Drake London, scelta nona al draft dello scorso anno, quello storico per i ricevitori.

Studente del gioco, fisico e affamato potrebbe starci benone nella secondaria di Glenn. Certo, a patto di non dover essere gettato subito nella mischia ma sappiamo bene che non deve essere così.

55: Cody Mauch, OT, North Dakota State.

Brad Holmes non ha certo paura di aggiungere ulteriori pezzi a reparti già forti e non credo esiterà di fronte ad un upgrade per la linea d’attacco qualora si presentasse l’occasione.

Nel caso particolare, l’occasione è Cody Mauch. Dotato di una personalità notevole (sembra pronto per interpretare un film sui Vikinghi, con quei due denti frontali davanti e la criniera fluente), Mauch fornirebbe un immediato miglioramento come Swing Tackle rispetto a Matt Nelson con la prospettiva di sostituire Sewell a tackle destro se questi dovrà sostituire Taylor Decker oppure spostarsi all’interno come guardia al posto di Big V. (o, Dio non voglia, Jonah Jackson) nel medio termine.

Visto che è impossibile pagare tutti in un reparto e che il tempo macina tutti prima o poi, meglio farsi trovare pronti per evitare noiose e complesse rifondazioni.

81: Tank Bigsby, RB, Auburn.

Altro esempio di come ci sia vita oltre il primo giro di un draft, i Lions si assicurano un aiuto nel backfield aspettando il terzo giro.

Il buon Tank Bigsby fa onore al suo nome nell’essere un corridore "puro" in grado di farsi strada nei Tackle e di supplire a qualche blocco saltato di troppo, questo più per la capacità di tagliare improvvisamente e con efficacia che per la pura potenza.

Paga alcuni problemi di fumble e la perdita di potenza dovuta allo stile con cui si corre, troppo alto per generare molta spinta ma sarebbe un ottimo compare per David Montgomery.

Unico dubbio, una velocità sulle 40 non troppo elevata che si vede in campo (viene spesso recuperato dai difensori avversari) ma non tutti possono essere un cacciatore di home run come Swift.

Da notare che, in assenza di veri fenomeni, la parte inferiore del terzo round è abbastanza tranquilla per un ruolo che tende a non avere vita lunga in NFL.

152: Colby Wooden, DL, Auburn.

Quando si arriva al quinto giro del draft si inizia a spostare l’obbiettivo su giocatori con del potenziale su cui scommettere oppure giocatori con un percorso chiaro nella rotazione anche se con prospettive limitate.

Colby Wooden appartiene di più alla seconda categoria che alla prima.

Dotato di ottimo football character, facile da allenare non dovrebbe avere problemi ad adattarsi ad un ambiente che cerca inannzi tutto football player; versatile può portare pressione sia dall’interno che dall’esterno. Ha dei limiti evidenti ad ancorarsi contro la corsa ma un giocatore che può giocare sia 5T che 3T pescato al quinto giro non è mai da sottovalutare, specie se è in grado di trovare posto in ogni fronte difensivo, sia pari che dispari.

Sicuramente, dovrà mettere su massa muscolare ma un off season in NFL fa miracoli sotto questo punto di vista.

183: Jason Haselwood, WR, Arkansas

Passiamo ad un investimento decisamente più azzardato in Jason Haselwood. Big slot con il frame per vincere le prese contestate e nessuna paura a sfruttarlo, il giocatore di Arkansas avrebbe fondamentalmente il ruolo di bersaglio in redzone e valvola di sicurezza, un po’ come un TE aggiuntivo; il suo potenziale come blocker è evidente anche se la sua applicazione nella materia varia a seconda dell’analista che interroghi.

Il suo limite più grande non è la mancanza di velocità di punta, che pure è importante, e neppure la produzione limitata rispetto alle aspettative con cui entrava al college (prospetto a cinque stelle) quanto la mancanza di esperienza negli special team, che potrebbe limitare il suo destino immediato alla practice squad.

194: Aidan O’Connell, QB, Purdue.

Se C.J. Stroud può essere paragonato ad un Jared Goff potenzianto, O’Connell potrebbe esserne la versione light: preciso, con una buona spirale ma un braccio inferiore, mobilità nella media e molta esperienza ma senza molta capacità di improvvisare fuori struttura.

Certo, ha quasi 26 anni che per un rookie sono tantini ed il ceiling è limitato ma se i Lions vogliono cercare la loro versione di Brock Purdy, O’Connell dovrebbe essere in grado di gestire l’attacco Dan Johnson senza troppi guizzi ma senza distribuire intercetti in giro come il ramato nei campi. In aggiunta, O’Connel ha una storia che risuona molto con la filosofia dei Lions di questa era, avendo nuotato un sacco controcorrente anche solo per essere considerato un prospetto non dico degno della NFL ma anche delle big ten.

Concludendo.

Non abbiamo scelto un TE ma con James Mitchell che deve giocare la sua prima vera stagione in NFL, anche amen. Vista la produzione ottenuta con due UDFA come Brock Wright e Shane Zylstra, amen al quadrato.

In compenso, ci sono tre building block per la difesa, sperando che l’influenza di uno staff così carismatico e di dei compagni molto di carattere aiuti Carter ad essere il giocatore (e l’uomo) che può diventare.

Branch può essere una aggiunta importante per la secondaria immediatamente, mentre Phillips, male che vada, può andare nello slot a mordere polpacci.

Per l’attacco arriva un nuovo elemento per la OL, molto utile in prospettiva, ed un RB senza problemi pregressi di infortuni che può inserirsi agevolmente nel backfield.

A questi si aggiungono un paio di giovani di belle speranze ed un QB giovane in grado di entrare nel sistema e crescerci dentro, cosa che non capita da non so quanto tempo a Detroit (credo da un’era geologica).

Con il classico occhio al futuro, direi che ci sarebbe molto da apprezzare se le cose dovessero prendere una cosa simile.

Certo, il grosso ""se" è Jalen Carter: se la valutazione di Holmes sarà negativa, tutta la dinamica potrebbe essere molto diversa. Ma parleremo anche delle alternative alla sesta (e non solo) molto presto, comprese alcune trade in entrambe le direzioni.


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