
Qualcuno ricorderà che, subito dopo la sconfitta con le Panthers lo scorso dicembre, i giocatori Lions si lamentarono immediatamente delle condizioni del terreno di gioco, assimilato direttamente al cemento.
Il Sindacato giocatori aveva immediatamente presentato un reclamo al riguardo e, nel corso dello scontro lega e Sindacato sulla pericolosità del terreno sintetico, l’associazione giocatori ha reso noto che il campo di Carolina non aveva passato il test previsto dalla NFL per l’agibilità prima del fischio di inizio ma che la NFL aveva costretto le squadre a giocare lo stesso.
I giocatori hanno segnalato che non riuscivano ad utilizzare le scarpe da gioco, perché non affondavano nell’erba sintetica.
Solo alla fine del primo tempo, il campo era tornato sopra la soglia della praticabilità secondo gli stessi parametri indicati dalla NFL stessa.
Ora, partiamo dalla figura cacina fatta da una lega che si preoccupa della saluta dei propri giocatori, tutti professionisti giova ricordare, solo quando gli fa comodo e quando non danneggia gli interessi della Lega stessa.
La partita, secondo le stesse regole imposte dalla stessa NFL, avrebbe dovuto essere posticipata invece è stato preferito non procurare problemi di palinsesto e/o di rimborsi piuttosto che prendersi cura della salute di chi il gioco lo pratica sul serio.
C’è poi l’aspetto sportivo con in Lions che hanno perso una partita che non sarebbe dovuta essere disputata in quelle condizioni, una partita che è risultata alla fine decisiva nel percorso stagionale.
Certo, non è detto che ad un rinvio sarebbe corrisposto un esito diverso ma resta forte la sensazione che la NFL riesca sempre a danneggiare i Lions e sempre in maniere differenti.