Un paio di pensieri sulle sospensioni.

La notizia che ha rovinato la nostra preparazione ad un draft che si preannuncia incerto come non mai è arrivata questo pomeriggio sotto forma della sospensione a tempo indeterminato di CJ Moore e Quintez Cephus, subito tagliati dalla squadra, e per sei giornate di Stanley Berryhill ma soprattutto di Jameson Williams.

Tutte le informazioni, compresa la non proprio entusiasta ma comprensibile reazione di Brad Holmes, sono più o meno disponibili ed è il caso di ricordare che due cose possono non essere in contraddizione e vere allo stesso tempio.

La prima è che Williams e gli han violato delle regole, regole chiare e note visto che solo pochi mesi fa Calvin Ridley era rientrato da una lunga sospensione proprio per aver infranto il disciplinare sulle scommesse.

Non ci sono scuse per aver ignorato un simile precedente e non ci sono spazi per appelli o altro, specialmente perché molto probabilmente le infrazioni sono state riportate proprio dalla squadra, molto interessata ad evitare ulteriori, pesanti sanzioni qualora qualcosa fosse venuta fuori e non fosse state riportata (sanzioni tipo grossa perdita di scelte nei prossimi draft per dirne una).

Ovviamente, ci sono anche meno scuse per un primo giro pagato molto caro come prezzo di acquisizione e con un occhio al suo uso futuro.

Ci si aspetterebbe una maggior attenzione, vista la fiducia che è stata accordata.

D’altro canto, e premesso ancora che la sanzione è meritata, stiamo parlando di una stupidaggine. Se Williams e gli altri invece di usare la WiFi di Allen Park, avessero usato i dati del telefono nessuno probabilmente si sarebbe accorto di nulla.

Peggio ancora, se Jamo avesse aspettato di tornare a casa o di aver varcato i cancelli dell’edificio sociale, non avrebbe infranto alcuna regola.

Ma, in ogni caso, una Lega che ti punisce con 6 giornate di squalifica perché hai scommesso su un altro sport nel posto sbagliato e infligge solo 11 giornate ad un giocatore che patteggia 25 casi di molestie o protegge fino alla fine dei proprietari accusati delle peggio nefandezze mostra chiaramente le sue priorità.

Che non sono quelle che sbandiera ma la protezione dei profitti, proteggendo le stelle quando possibile con mille scuse, ma punendo senza pietà quei reati che potrebbero danneggiare i propri partner di affari.

Una brutta ipocrisia che non assolve i giocatori ma che non va dimenticata.

Sia Williams che gli altri non si sono dopati e non hanno infranto nessuna legge. Non hanno nemmeno cercato di alterare i risultati delle partite.

Hanno scommesso in un ambiente che sta spingendo le scommesse ed il fantasy football come non mai, al punto che i centri scommesse potranno restare aperti negli stadi NFL durante le partite.

Non gettiamo la croce addosso, per favore.

Ha fatto una cavolata, sconterà la squalifica e vedremo se riuscirà a giustificare una buona volta la fiducia che gli è stata data.

Il che vale anche per gli altri nomi coinvolti. In una NFL che giustifica ben di peggio, errori simili non dovrebbero né esporti al pubblico ludibrio né rovinarti la carriera senza appello.

Capisco l’amarezza ma, ripeto, sarei molto, molto più deluso e arrabbiato se fosse stata un’accusa di PED o di violenza domestica.

Dal punto di vista delle implicazioni al draft, non credo che cambi molto: sei giornate non sono tantissime sul medio periodo. Può essere che venga posto l’accento su un ricevitore X nei giri bassi ma il reparto ha una sua profondità.

Anche l’assenza di CJ Moore negli special team dovrebbe poter essere lenita, anche se dispiace.

La cosa peggiore sarà gestire la cosa dal punto di vista delle pubbliche relazioni e nello spogliatoio ma una parte di me pensa che un simile incidente, con coda di polemiche prese in giro, potrebbe anche servire a dare pepe ad un gruppo che tutti davano fin troppo favorito prima ancora di aver giocato uno snap

Comunque, rinnovo la mia fiducia nella dirigenza e nello staff per guidare la squadra in queste acque improvvisamente tornate infide.


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