
In questi giorni si è svolta anche la conference call con la stampa di Daniel Jeremiah, analista capo di NFL.com per quel che riguarda il draft, una vera eminenza sull’argomento con contatti ed esperienza importantissimi sull’argomento.
Nella telefonata sono stati toccati un sacco di argomenti caldi (del resto sono 33 pagine di trascrizione).
Jeremiah considera lo scenario da sogno per Detroit quello in cui i quattro QB vengono scelti immediatamente, spingendo in basso i prospetti difensivi.
Certo, la variabile impazzita del 2023 è Houston della qualità DJ riconosce di "non avere idea" "di cosa diamine i Texans vogliamo fare alla due".
Qualora uno o più QB iniziassero a calare, secondo DJ non ci sarebbero trade per salire alla Sei immediatamente ma sarebbe più probabile che il punto caldo sia verso la zona 10/15, quella dove sono stati scelti anche Mahomes, Fields ed Watson.
Il guru NFL del draft ha anche affrontato l’argomento di come sostenere il successo in NFL, un argomento spinoso vista la difficoltà di conciliare le prospettive a breve e quelle a lungo termine. Jeremiah ha portato l’esempio dei Chiefs e della loro capacità di scovare giocatori in grado di dare apporto nel draft, il che è un po’ GAC ma nemmeno troppo perché l’azione dei Chiefs è stata sistematica in questi anni, a partire all’estensione monstre di Mahomes per anticipare lo sviluppo del mercato.
Richiesto di un’opinione su quale team potrebbe seguire le orme dei Chiefs nell’avere un successo sostenibile, DJ ha direttamente indicato i Detroit Lions.
Jeremiah ha aggiunto:
They’re in great shape. I don’t know if there’s many teams you’d rather be than them right now
Sono in una grande forma. Non so se ci sono quale altro team vorreste essere se non loro.
E, non questa dichiarazione non viene inficiata dai problemi recenti di Jameson Williams (e non solo).
Una sospensione di 6 giornate è una grana ma non varia le prospettive a medio/lungo termine e la perdita di uno special teamer è più una seccatura dal punto di vista economico che un reale intoppo, se il roster è già ad un punto tale che il draft può essere visto (come è) in funzione futura più che un modo per rattoppare un roster come poteva essere un paio di anni fa o durante la gestione precedente.
Sospensione o non sospensione, le prospettive non sono cambiate (e mi spiace per i nostri simpatici compagni di division) ed al draft restano cinque scelte nelle prime ottantuno, di cui sesta e diciottesima assoluta, il tutto senza scelte obbligate.
Questo era, questo resta.
Ovviamente, c’è da centrare i vari pick ma Holmes ha mostrato di avere già un certo occhio.
(Anche se il 100% è un obbiettivo mai raggiungibile da nessuno).
Non ci sono motivi per autoflagellarsi ora.
(Magari ci saranno in futuro ma: in primis /sgrat, in secondo luogo ne parleremo se e quando capiterà).
Per ora teniamo d’occhio il draft e ricordiamo che l’edificio ha fondamenta solide.
Dan Campbell ha sempre detto ai suoi giocatori che li tratta come uomini e non da bambini da badare: in queste condizioni, qualcuno che farà una scelta sbagliata ci sarà sempre.
Questa può essere un’occasione per crescere o un errore abbastanza grave da finire la tua carriera ma preferisco ancora un approccio del genere a nascondere la polvere sotto il tappeto e poi venire ricompensato da gesti molto peggiori in futuro.
Gli analisti lo sanno e, se seguite le notizie in lingua originale, non è che il discorso sia poi cambiato molto tra gli esperti perché i motivi non ci sono.
One Pride.