
Ora che la polvere del draft inizia lentamente a posarsi possiamo prenderci un momento per contemplare il grande lavoro fatto da Brad Holmes durante questi giorni nel leggere le varie esigenze, sue e della concorrenza per posizionarsi al meglio e massimizzare il valore delle sue scelte al draft. Visto che l’attività è stata mozzafiato e ho perso più di un passaggio sul campo, agevolo un riassunto.
Si è partiti subito forte, scegliendo di lasciare la sesta e la 81 assolute ai Cardinals per la 12 e la 34 più la scelta 168. La scelta si è trasformata in Jahmir Gibbs alla 12 assoluta e in Sam Laporta alla 34. Il destino della scelta 168 non era ancora scritto. Gibbs era sul radar di diverse squadre nel raggio 15-20 (il che dovrebbe farvi chiedere perché si parla tuttora di reach).
Senza alcuna paura di parlare dentro la propria division, nel secondo giorno, Brad Holmes spedisce ai Packers la 48 più la 159 (quinto giro) per salire di tre posizioni e selezionare Brian Branch alla 45.
A questo punto, Holmes ha continuato a seguire la sua board mettendo in cantiere altre due trade a scendere, prima mandando a Kansas City (Missouri) la 55 e la 194 (sesto giro) in cambio della pick 63, 122 (quarto giro) e 249 (settimo giro). I Lions non sceglieranno in nessuna di queste tre posizioni.
La 63 verrà inviata a Denver assieme alla 183 per la 68 (che diventerà il QB Hendon Hooker immediatamente) e la scelta n° 139.
Questa, poveretta, non nemmeno il tempo di prendere un caffè che viene inviata subito in Arizona, sponda Cardinals assieme alla 168 (altro quinto giro) e alla 122, confermando che Brad Holmes ha un odio personale per scegliere nel quarto. Le tre scelte vengono scambiate per rientrare nel terzo giro, con la scelta 96, che porta a Detroit il DT Brodric Martin.
Da notare che subito dopo anche i Browns scelgono un DT, portando a Cleveland Siaki Ika ben più chiaccherato di Martin in questi mesi ma per cui, evidentemente, i Lions avevano meno interesse.
Per finire, Holmes ha mandato DeAndre Swift nella sua città natale, Philadelphia, per uno scambio di settimi giri che ha spedito i Lions fino (sarcasmo) alla 249, seconda scelta del settimo giro per selezionare Antoine Green; in più, Holmes potrà contare da un quarto giro nel 2025 da scambiare visto che scegliere all’inizio del terzo giorno pare vietato dalle regole interne.
Ora, la storia del pick 249 merita un attimo di attenzione visto che spiega molto come le cose possano andare in NFL ai giri bassi: la scelta in origine era di Houston che la ha scambiata con Minnesota che l’ha passata Philadelphia per poi approdare in via definitiva ai Lions. Ben quattro cambi di proprietà.
Un movimento continuo che sicuramente ha tenuto svegli i fan e che Holmes ha potuto effettuare per l’aumentata fiducia ottenuta grazie ai risultati degli scorsi anni, in particolare nella sua capacità di leggere le situazioni e fare le chiamate agli eventuali partner al momento giusto.
Per quanto si possa disquisire su alcune scelte, sicuramente la sicurezza e l’aggressività di Holmes in questi giorni sono un’ottima notizia, visto che troppo spesso i GM trattano le proprie scelte come l’argenteria della nonna, non solo senza rendersi conto di quanto sarebbe conveniente vendere o comprare ma, peggio, non provandoci nemmeno.
L’attività di Holmes è la prova di quanto questi creda nel proprio reparto di scouting nello scegliere i prospetti adatti e di quanto sappia leggere le tendenze altrui per assicurarsene i servigi.
Un’ottima cosa.
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