Note 2023: Smaltire gli arretrati

Una coincidenza tra un periodo impegnato nel mondo reale e la pausa dell’off season possono portare ad un notevole rallentamento degli articoli (con un po’ di fortuna, metto su il resto della NFCN prima del training camp. Spero.) ma questo non vuol dire che non ci sia nulla da scrivere, anzi tende a voler dire solo che ci sono diverse cose che restano indietro.

Iniziamo da un articolo che mette sotto i riflettori un coach che davvero si sta facendo notare, Kelvin Sheppard.

Coach Shep si trova molto bene nello staff di Dan Campbell che gli sta dando la possibilità di crescere gradualmente ed è ben instradato verso un ruolo da coordinatore (o anche di più) per la sua capacità di allenare in maniera moderna, spiegando i perché dei movimenti difensivi senza mai ricorrere al frusto “perché te lo dico io”.

You’ll never hear Sheppard utter, “Because I said so,” to his players. He despises the phrase, which he heard far too often during his playing days.

Inoltre Sheppard ha la rara capacità di “tenere” la stanza, veicolando la giusta intensità alla platea come testimonia Ben Johnson ricordando quando, dopo la vittoria interna contro Green Bay che aveva messo i Lions sul 2-7, Coach Campbell lo aveva invitato a parlare alla squadra per provare a dare un minimo di inerzia alla sua truppa.

Un personaggio da seguire nei prossimi anni, come del resto si potrebbe dire per un sacco del resto dello staff.

  • Al riguardo i Lions hanno pubblicato una videointervista con Wayne Blair, attuale quality control coach difensivo

Blair spiega il suo ruolo che non è particolarmente chiaro al pubblico né molto definito internamente, visto che fa un po’ di tutto dal lavoro informatico a quello sul campo. Blair ha anche modo di approfondire il ruolo di John Cominsky nella difesa, rifutando di prendersi alcun merito per la crescita del giocatore ex-Falcons ma dando, al contrario, tutto al giocatore, al suo impegno. Un altro coach da tenere d’occhio.

  • Un aspetto che spesso non apprezziamo abbastanza di questi nuovi Lions è la gestione del cap, clamorosamente migliore di tutte quelle recenti messe assieme. Tanto di cappello a Mike Disner, il terzo componente della triade dirigenziale. Forse quello più defilato ma non certo il meno importante.

  • Jerry Jacobs non crede di essere abbastanza apprezzato nell NFL. Visto come si è guadagnato per due volte di fila un posto da titolare, la seconda volta rientrando da un ACL non me la sento di dargli torto e di puntare contro di lui nella battaglia per un posto in campo nel prossimo training camp (anche se la concorrenza sembra decisamente più di livello degli scorsi anni, in particolare Emmanuel Moseley).

  • Sam LaPorta non ha perso tempo e si è subito guadagnato un invito alla TE University ideata dal suo ex-compagno di università George Kittle e dove incontrerà una vecchia conoscenza come TJ Hockenson. Sicuramente un’esperienza molto utile.

Direi che è un buon riepilogo, al netto delle polemiche un po’ naif.


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