Il borsino del training camp 2023: la difesa

Dopo lo scrimmage di ieri, i Lions avranno un paio di allenamenti leggeri per rifiatare (del resto, HCDC fa mettere le protezioni prima della media) e poi sarà il momento degli allenamenti congiunti con i Giants, quindi il momento è buono per vedere chi sale e chi scende dopo le prime due settimane di training camp.

Ovviamente, con il roster di 90 uomini non posso essere esaustivo ma farò del mio meglio. Se non trovate il vostro preferito, aggiungetelo mentalmente sotto “stabili”, grazie per la comprensione.

Si parte con la difesa per una miglior leggibilità.

Chi scende

  • Malcolm Rodriguez: l’aumento della concorrenza tra i LB potrebbe portare ad una riduzione del suo impiego in difesa. Sicuramente, avrà modo di recuperare negli special team.

  • Christian Covington: in primavera sembrava sulla strada per superare Isaiah Buggs ma il training camp lo ha visto tornare mestamente con le terze linee.

  • Ifeatu Melifonwu: non è colpa sua, non è colpa di nessuno ma l’ennesimo infortunio potrebbe mettere in discussione lo status di riserva primaria come Safety. Lo status al draft lo protegge fino ad un certo punto, ormai.

  • Emmanuel Moseley: ha il posto in squadra assicurato ma ci sono dei giovani che stanno sfruttando la sua assenza (prevista dai più) per catturare l’attenzione dei coach e Jerry Jacobs non ha nessuno intenzione di mollare il suo posto da titolare.

  • Julian Okwara: non riesce a trovare costanza, come notato da DC stesso, e con tutta la concorrenza che ha come EDGE potrebbe facilmente ritrovarsi sulla bolla questa fine mese.

Chi sale

  • Jack Campbell: da quasi una settimana è stabilmente al fianco di Alex Anzalone. Sembra pronto per il posto da titolare.

  • Derrick Barnes: a Maggio sembrava sulla bolla, ora potrebbe essere la prima riserva nel ruolo.

  • Brodric Martin: il ragazzone è grezzo, gioca troppo alto e quello che volete ma impara in fretta ed ha già messo a sedere Frank Ragnow. Preparatevi a vederlo in campo orima del previsto.

  • Brian Branch: ripeto quello che molti han detto post draft: qualcuno mi deve spiegare come diamine fosse disponibile alla 45. I Lions dovranno inventarsi qualcosa per mandarlo in campo questo autunno ed è un buon problema da avere. Grazie a chi ha deciso di preferire la 159 a prenderselo (e sapete di chi parlo).

  • Aidan Hutchinson: dice che viva nel backfield, il che per un difensore è una buona cosa. È anche più forte fisicamente, garantisce Penei Sewell, tra i tanti. Con i miglioramenti attorno a lui, Hutch potrebbe avere un secondo anno molto notevole.

  • La profondità della DL: Romeo Okwara e Charles Harris sono sani e attivi, James Houston sta imparando ad essere un giocatore più completo ma ha già dimostrato cosa può fare ad un QB. Zach Paschal sta prendendo il suo posto nel ruolo “ibrido” che lo ho scorso anno era stabilmente di John Kominsky (sempre a roster). Alim McNeil ha perso 22 chili per essere più un 3T senza sacrificare la forza ed accanto a lui restano Buggs, Martin e Paschal. Non ci dovrebbero essere problemi per Scott a generare pressione.

  • Starling Thomas V e Steven Gilmore: due UDFA CB che stanno facendo rumore, il secondo con un cognome importante. Due casi opposti, il primo con misurabili eccellenti ed il secondo con un’intelligenza sul campo notevole, ma che potrebbero trovare un posto a roster per non essere esposti ad un eventuali furto sullo wire.

Stabili

Il resto della banda. Il che non vuol dire che vadano male (CJ Gardner-Johnson mi viene a cercare a casa se lo sostengo) ma che stanno andando più o meno secondo le aspettative. Jerry Jacobs, Cam Sutton, CJGJ, Anzalone, Kerby Joseph (per esempio) saranno colonne di questa difesa e niente fa dubitare di questo. Altri lottano per un posto di riserva e lì siamo.

Tutto questo ricordando che sono molto più importanti le tendenze che le singole highlights e che la tendenza per l’unità di Aaron Glenn sembra positiva: dopo una brutta partenza, si sta facendo valere, dando vita a quell’alternanza attacco/difesa in cui davvero si cresce.

A presto per l’attacco.


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