
Passato il bye, preso anche dal blog per motivi tecnici (principalmente scarsa voglia di scrivere in maniera più strutturata rispetto ad una battuta su Telegram), riprendiamo la normale programmazione con un punto sulla situazione in NFC North.
La division sembra decisamente in mano ai Lions forti del loro 6-2 e con un calendario che sembra favorevole, anche se infarcito di Divisional che, scaramantici o no, tendono a fare storie a sé.
Certo, affrontarli da favorite e non da spoiler arrabbiati dà tutta un’altra vibrazione alla cosa ed è innegabile.
La situazione, però, si è parzialmente mossa domenica.
I Packers hanno regolato con un secco venti a tre i Los Angeles Rams, orfani di Matthew Stafford e si sono portati sul 3-5, non proprio gli antichi fasti ma sufficienti per restare ai margini del discorso playoff.
I Vikings hanno vissuto una settimana da ricordare. Orfani del tanto malignato Kirk Cousins, fuori per la stagione per un ACL, hanno dato preso dai Cardinals il veterano Josh Dobbs ma, vista la mancanza di tempo, hanno dato la partita contro i Falcons al rookie Jaren Hall che, purtroppo, si è infortunato alla fine del primo quarto per una concussion in redzone.
Catapultato in campo, Dobbs ha condotto i suoi neo compagni (di cui, per sua stessa ammissione, ignora per lo più i nomi) ad un’inattesa vittoria in rimonta propiziata da alcuni adrenalinici scramble nel drive finale.
Onore al merito, suo e di Kevin O’Connell per una storia degna di un film, con il QB giramondo alla terza squadra in quarantacinque giorni. Solo che, come ha detto lo stesso Dobbs, non ci crederebbe nessuno.
Con questa vittoria, i Vikings sì portano su un record positivo di 5-4, decisamente inatteso al momento dell’infortunio di Justin Jefferson e ritenuto totalmente impossibile dopo quello di Cousins il che li tiene in corsa per la division ma soprattutto per la wildcard.
Domenica negativa, invece, per i Bears. L’interregno di Tyson Bagent si è probabilmente concluso con una prestazione da 4 intercetti e Chicago sul 2-7 è già impegnata a preparare il 2024, come testimonia il rinnovo monstre concesso al neoarrivo Montez Sweat, e gli elementi più importanti saranno completare la valutazione di Justin Fields e cosa fare con il duo Poles/Eberflus (io lo saprei ma spero che i Bears facciano il contrario).
In questa situazione, gli avversari diretti più pericolosi sembrano essere i Vikings che stanno riprendendosi dopo un terribile avvio di stagione. Il fatto che siano riusciti ad andare in striscia vincente malgrado assenze pesante dovrebbe far riflettere sulla capacità di reazione della squadra e le capacità dell’allenatore. Tuttavia, non credo onestamente Dobbs sia in grado di dare continuità alla squadra dopo l’adrenalina della prima partita e del tributo a Capitan Kirk (davvero spiacevole che due persone così rispettabili siano finite in Division) e non penso che, a meno di inspiegabili e ripetuti cali di tensione da parte della capolista (cioè, i Lions), le due partite di svantaggio saranno facilmente recuperabili (ed infatti lo scostamento di probabilità nell’accesso ai playoff per la North calcolato con il noto DVOA è stato minimo rispetto alla settimana scorsa).
Certo, abbiamo visto cose più strane ma, se la squadra dovesse stentare nella seconda parte di campionato, Dan Campbell e soci saprebbero benissimo di chi è la colpa: loro e loro soltanto.
Da un certo punto di vista, anzi, avere un avversario credibile in casa, per così dire, potrebbe essere utile per non abbassare la guardia e restare concentrati fino alla diciottesima di regular season. E non solo.