Un tetto salariale per i quarterback?

Chiunque segua la NFL non può aver fatto a meno di notare un trend: i QB vengono pagati sempre più e sempre meglio.

Nel 2021 il contratto di Jared Goff era considerato pesantissimo, al punto che secondo molti i Rams avevano pagato un terzo giro addizionale ai Lions per farsene carico ed era un contratto con una media annua di circa 26 milioni di dollari annui.

Nel 2024, gli stessi Lions non si sono peritati nel garantire allo stesso giocatore una media annuale di 47 milioni di dollari (170 milioni garantiti).

Certo, c’è molto da dire sulla crescita del giocatore e sulla sua (inattesa) importanza nell’ambito dell’ecosistema di Detroit ma è abbastanza chiaro che l’impatto di un buon QB al secondo o terzo contratto è sempre più importante e questo malgrado l’aumento continuo e importante del salary cap.

Se volete una controprova, prendiamo Trevor Lawrence che [si è portato a casa] 200 milioni garantiti ed un salario medio di 55 milioni di dollari a fronte di una buona stagione nel 2022 coronata da una singola vittoria ai playoff (con il contributo dei Chargers mai così masochisti). Anche qui si può parlare dell’investire sul futuro, il potenziale e quant’altro ma tant’è… i quarterback si pagano sempre più e sempre meglio (o si tagliano senza pietà ma qui si apre un altro filone completamente).

In più, sembra certo che alcuni QB (con i relativi agenti) abbiano provato a risolvere il problema con un meccanismo abbastanza semplice: legando il valore del proprio contratto ad un percentuale del cap stesso (Kirk Cousins pare abbia discusso questo meccanismo) ma la NFL ha sabotato attivamente queste idee che renderebbero praticamente obsoleto l’attuale meccanismo di rinnovi, almeno per i giocatori più importanti (magari anche qualche WR e CB potrebbe cercare di sfruttare un meccanismo se la diga dovesse cedere).

Ovviamente, i proprietari (nelle cui mani resta fondamentalmente il pallino per questo genere di questioni. E anche per le altre, ad onor del vero) non hanno nessuna intenzione di cedere anzi… secondo le parole di Tom Pelissero alcuni di loro avrebbero discusso di mettere un tetto agli stipendi dei QB.

Visto che diverse squadre si sono appena svenate per i loro QB, volevo dire: hanno appena rinnovato i loro registi offensivi (come detto sopra), la proposta non ha trovato molto sostegno ma potrebbe tornare di moda in futuro.

Soprattutto perché pare che non dovrebbe essere una regola ufficiale, tipo il max contract della NBA, quanto un accordo informale tra le squadre (che tanto sono già conniventi in questo ed altri ambiti) a non superare una certa cifra annuale quando si tratta di pagare un quarterback.

In questa maniera, si renderebbe inutile per un QB di prima forza farsi strada fino alla free agency puntando su se stesso come ha fatto, per esempio, proprio Kirk Cousins nel 2018, prendendosi pure il rischio di giocare due anni sotto franchise tag. Non servirebbe più a niente perché non ci sarebbe nessuna asta al rialzo ma una serie di offerte maxate tutte praticamente uguali.

Da notare che Pelissero lavora per NFL Network, quindi in ultima analisi proprio per la stessa NFL che potrebbe non gradire il fatto che abbia accennato ad una tale possibilità che puzza di collusione, dopo che i proprietari hanno già isolato il contratto completamente garantito di DeShaun Watson come un’eccezione e non un modello e hanno affossato il tentativo di sondare il mercato da parte di Lamar Jackson evitando del tutto di contattarlo quando era sotto il tag non esclusivo.

Va notato pure che la NFL sta praticamente smobilitando NFLN, quindi può darsi che Pelissero sappia già qualcosa che noi ancora ignoriamo sul suo destino professionale e voglia togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Se la NFLPA potesse provare che esiste davvero un qualche tipo di accordo contrario alla concorrenza tra le squadre (o almeno avere in mano carte abbastanza buone per arrivare in giudizio) allora sì che la situazione potrebbe farsi interessante visto che i proprietari temono più di ogni altra cosa la possibilità di essere trascinati in tribunale e soggetti al circo mediatico che si genererebbe.

(Detto tra noi: non vedrei l’ora).


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