Divisional recap: anche le corazzate affondano. (Commanders 45-Lions 31)

Jared Goff a terra durante la sconfitta durante il divisional round contro i Commanders (19/1/25) . Via USATODAY.

Uno dei corollari alla legge di Murphy afferma che, quando le cose vanno storte, tendono a farlo tutte insieme.

Purtroppo, la fine della stagione dei Lions conferma che questi assiomi celano più di un fondo di verità quando, da grande favorita, la squadra ha riservato una delle sue peggiori prestazioni stagionali ad una partita ad eliminazione diretta, molto più importante degli scontri di regular season.

Praticamente, niente è stato sui livelli abituali. A partire dal play calling offensivo che ha cercato qualche trick play di troppo e non solo.

Jared Goff ha messo insieme una prestazione da quattro intercetti (QBR 59.7) che ha ricordato in peggio quella di Houston, senza il lieto fine e senza riprendersi nel secondo tempo.

La difesa ha subito un’altra raffica di infortuni, iniziando da Amik Robertson che si rompe un braccio al primo snap, il che ha indubbiamente facilitato la vita a Jayden Daniels e compagni che hanno potuto fare il bello e cattivo tempo contro una secondaria decisamente in affanno.

I Lions non mai riusciti a far uscire gli avversari dal campo, riuscendo ad ottenere un punt ed un turnover on down in sessanta minuti di gioco. I Commanders hanno convertito quattro quarti down su quattro tentativi a cui bisogna aggiungere quindici iarde regalate in una situazione critica da Josh Paschal che spiana un Daniels ormai senza palla, così perché ha la palle girate [cit.], e l’assurdo twelwe men on the Field su un quattro e due che ha regalato altri quattro tentativi a Washington, come se ce ne fosse bisogno.

Anche l’idea di mandare pressione via blitz non ha portato i benefici sperati con Daniels che ha regolarmente punito Detroit quando ha provato a metterlo in difficoltà. Purtroppo anche il normale pass rush era totalmente inefficace (qualcuno ha notizie di Za’Darius Smith?) ed Aaron Glenn si è trovato in una posizione insostenibile.

https://x.com/LRiddickESPN/status/1880996897382420989

(zero sack e due hits per la D-Line. /Ykes.gif))

In generale, i Commanders hanno messo a segno uno dei più grandi upset della storia della NFL semplicemente giocando meglio e più pulito dei Lions che non possono pretendere di andare da qualche parte regalando cinque volte il pallone agli avversari, specie se non possono difendere una squadra di flag football.

La prima palla persa della partita è stata sul 7-3 quando i Lions hanno deciso di giocare un terzo ed uno con il backfield vuoto, malgrado il run game stesse girando bene con Gibbs, e Goff è stato blitzato perdendo la palla (Glasgow, insufficiente ieri, si dimentica il blocco). Invece che un rassicurante 14-3 i Lions si sono trovati sotto ed hanno continuato ad imbarcare acqua, sprecando davvero troppo nel primo tempo.

Il sanguinoso pick six nella propria metà campo (ingiustificabile ma comune nella meccanica) e l’intercetto in endzone sono fondamentalmente responsabilità di Goff ma una zampa ce la mettono alcune decisioni di play calling int po’ zoppicanti, che riaffacceranno il capo nel secondo tempo.

Andare al riposo sul -10 non dà buone vibrazioni ma rientrare in campo forzando l’unico tre e fuori della partita e seguire il tutto con un ennesimo Touchdown di Jahmyr Gibbs riaccende le speranze.

Ma il lunghissimo drive di risposta culmina in un Touchdown per Washington e, nel drive successivo, i Lions si lanciano in un improbabile trick play che culmina in un lancio di Jameson Williams. Nemmeno malaccio come lancio ma Williams non è Goff ed il gioco si dispiega così lento che il difensore recupera e lo intercetta.

Praticamente, il colpo finale per le speranze di recupero dei Lions che devono subire un altra segnatura prima di perdere definitivamente le forze ed avviarsi mestamente verso il finale e l’uscita dai playoff.

Un’uscita mesta ed inattesa ma, del resto, il bello ed il brutto dello sport è la sua imprevedibilità, amplificata dalla brutale natura dei playoff NFL che ammettono cali.

I Lions sono arrivati bene al primo traguardo, la fine della regular season ma sono stati sorpresi da un avversario più fisico, aggressivo e determinato di loro.

I Commanders hanno seguito il consiglio di Mike Tyson (“Tutti hanno un piano fino a che non li prendi a pugni in faccia”) ed hanno vinto con pieno merito, al di là dei singoli episodi.

Del resto, DC aveva avvisato che quest’anno sarebbe stato cento volte più difficile raggiungere i risultati dello scorso anno ed il prossimo anno le cose non saranno più facili. I Lions hanno sprecato un’occasione d’oro e loro sono i primi a saperlo, a partire proprio da Campbell che si è assunto la responsabilità degli errori fatti (in particolare, il mancato TIme out sulla penalità difensiva e pienamente su di lui come HC) e da Jared Goff che ha ammesso di non aver giocato al meglio e, probabilmente, è costato la partita alla squadra.

La vittoria ha molti padri ma, di solito, la sconfitta è orfana. Il senso di responsabilità, di fraternità dimostrato durante la stagione non è evaporato con la doccia fredda e questo resta, probabilmente, la chiave di volta su cui basare la prossima stagione.

Ci sarà tempo per queste e altre riflessioni.

Tuttavia, prima di chiedere cambi drastici in panchina o al centro, inghiottiamo l’amarezza e ricordiamoci in che condizioni eravamo solo alcuni anni fa.

Tra una free agency e coach diretti altrove, avremo anche troppo ricambio con cui venire a patti.

Per adesso, la cosa importante da fare è assorbire questo shock.

Parliamo di una sconfitta devastante ma, del resto, tutte le sconfitte ai playoff lo sono.

Se sei favorito, come in questo caso, hai sprecato il vantaggio.

Se vieni distrutto da sfavorito, è palese la strada fa fare e c’è da mettere in questione il lavoro fatto.

Se ti manca un punto o due, è crepacuore.

Potrei continuare con la casistica ma penso di aver chiarito la mia opinione: nessuna sconfitta è mai indolore in post season ed è meglio così. Le sconfitte indolori sono quelle che subisci quando non hai niente in gioco e sei apatico.

I Lions pensavano di poter andare fino in fondo ma evidentemente il serbatoio era più scarico di quanto potessero pensare ed il bye non è bastato a ricaricare le energie, specie contro una squadra carichissima come questi Commanders. Tutto si è sommato per una vera e propria tempesta perfetta che ha travolto i ragazzi di Dan Campbell malgrado i loro migliori sforzi.

Una volta assorbita la delusione (e ci vorrà) bisognerà capire cosa è andato storto, al di là delle apparenze, e effettuare le opportune correzioni.

Brad Holmes e Dan Campbell avranno molto da fare se vogliono, e lo vogliono, confermarsi a questi livelli.

Purtroppo, serviva di più e lo si sapeva. Quello che avevamo non è bastato.

Vi metto il tabellino qui.

Nella mediocrità generale, note di merito per Jameson Williams e Jahmyr Gibbs.

A presto per un altro paio di considerazioni e sempre, comunque, oggi più che mai:

ONE PRIDE!!


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