
Ci vuole un certo non so che per prendere il coordinatore offensivo di una squadra che è seconda per punti segnati e dirgli che sarebbe il caso di fare un passo indietro e di smettere di chiamare i giochi.
Vuol dire non solo rischiare di provocare una frattura nel tuo staff ma anche saper riconoscere un proprio errore e volerlo correggere immediatamente, invece di aspettare che le cose si sistemino, del pensare che son dolori crescita, ingoiando l’orgoglio e chi più ne ha.
Ed è quello che ha fatto Dan Campbell per la seconda volta in cinque anni (la prima fu con Anthony Lynn) e la cosa che spicca di più, oltre i quarantaquattro punti segnati senza sforzo e l’attacco tirato a lucido, è che, in entrambi i casi, tutto è stato trattato senza clamori, con i due allenatori parzialmente silurati che hanno accettato di mettersi al servizio della squadra malgrado la degradazione e conseguente amarezza. Questo ci dice molto sulla statura non solo di Campbell ma anche degli uomini di cui si circonda, gente che è in grado di capire le scelte del loro allenatore capo, anche quando li vanno a toccare sul vivo.
Campbell, sempre onesto e diretto, ha detto di aver parlato dell’argomento con Johnny Morton dopo la sconfitta con i Vikings e di avergli chiesto di restare a bordo perché ha bisogno delle sue conoscenze nel gioco di passaggio e Morton ha accettato.
https://x.com/E_Woodyard/status/1987684841396052257?s=20
Ieri notte davvero non c’è stato tempo di notare che Dan Campbell aveva con se gli occhialini da lettura che si è subito visto una musica diversa in attacco: drive che scorrono tipo orologio, jumbo package con Skipper che si sgancia e va a correre una traccia da ricevitore (poesia in movimento), palla sparsa come il verderame nei campi. Sarà come sarà ma anche i blocchi della OL sembrano più efficaci.
Detroit segna su tutti i drive tranne l’ultimo (quando Kyle Allen si inginocchia dietro una linea piena di riserve) muovendo la palla praticamente a piacimento, con Jahmyr Gibbs indiavolato, Amon-Ra St. Brown sempre lui, Sam LaPorta che fa caccia grossa sulla media e Jameson Williams che ritorna ad esser coinvolto nei vari livelli dell’attacco per la soddisfazione di tutti (esclusa la difesa dei Commanders).
La difesa è a due facce: nel primo tempo consente ai Lions di portarsi su un agevole 22-3 prima di concedere una ricezione importante di 41 iarde e farsi piccionare per un TD agevole. Ma è soprattutto nel secondo tempo, complice l’infortunio di un Terrion Arnold che stava tenendo ancora un ottimo livello, che la difesa perde un po’ di smalto ma il vantaggio dato dal martellante attacco dei Lions (e dal tempo che ogni drive dei ragazzi di DC mangia sull’oroglio) vuol dire che non ci sono particolari patemi se non la paura di infortuni ai titolari.
Nota ancora stonata restano gli special team: Jake Bates si fa aprire una causa di beatificazione salvando ancora un touchdown su un ritorno (terzo caso per lui), le coperture restano abbastanza scricchiolanti pure negli altri casi e un extrapoint viene bloccato nelle fasi finali della partita. Se volete il bicchiere mezzo pieno, Sione Vaki azzecca un ritorno di 39 iarde che, per gli standard di quest’anno, sembra lungo come una tappa del giro d’Italia.
In definitiva, una decisa dichiarazione che, come d’uso con HCDC, sarà risuonata forte e chiara nella NFL e nelle sedi della diretta concorrenza. I Lions sono e restano una contender (e Dan Campbell non è solo una cheerleader ma questo, noi, lo sapevamo già.
Varie
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Jared Goff: 25/33 con 75,8% di completi (!), 320 iarde (9,7 di media), 3 TD e zero intercetti. Rating di “appena” 135,9.
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Jahmyr Gibbs: 3 TD (due su corsa) e 172 iarde da scrimmage.
https://x.com/NFL/status/1987676696183746677?s=20
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Jameson Williams guida le ricezioni con 116 iarde su 6 prese e 7 bersagli. L’incompleto è un droppone classico con Kyle Allen in mop up duty.
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Con ARSB a 58 iarde e Sam LaPorta a 53, è il momento del ritorno del Kalif con Ryamond che mette a referto 49 iarde tutta sostanza. In più, TeSlaa mette in carniere una ricezione per un primo down.
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In difesa, 1.5 sack per Brian Branch e 0.5 per Ruy Lopez. Ancora incerta la situazione di Tyleik Williams. Al momento in cui scrivo sto cercando ancora di determinare se sia entrato in campo oppure no (il che è mediamente preoccupante).
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Niente sack per Aidan Hutchinson ma varie pressioni ed un passaggio difeso nel backfield avversario che richiede una certa duttilità, fisica e mentale.
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Thomas Harper è un buon safety ma mi manca Kerby Joseph.
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Rivedibile la difesa in redzone con i Commanders che vanno 3 su 3 nelle ultime venti iarde.
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Situazione infortuni: Terrion Arnold ha subito una commozione cerebrale verso la fine del primo tempo e non è detto che rientri contro le Eagles. Per il resto, pare che Sewell e Glasgow se la siano cavata solo con un grosso spavento.