Centro! Arriva Cade Mays.

I Lions hanno deciso di agire in free agency per coprire il buco lasciato dal ritiro di Frank Ragnow lo scorso anno che li aveva lasciati, anche per il tempismo, in pessime pezze per la scorsa stagione costringendoli a schierare Graham Glasgow al centro malgrado la posizione non fosse quella preferita dal veterano (che, lo ricordo, aveva firmato per un posto di Guardia destra e non è riuscito a giocarci neanche uno snap).

Per evitare di costringere Tate Ratledge a giocare centro (o essere costretti a schierarlo per mancanza di alternative), Brad Holmes ha riportato la sua attenzione su un giocatore che i Lions avevano apprezzato già ai tempi del draft 2022 (anche se avendo Frankone in casa, un centro non era all’ordine del giorno).

Ora i Lions si assicurano i servigi di Mays per un triennale da 25 milioni di cui 14 garantiti. Considerato che i Raiders pagheranno Tyler Linderbaum 28 milioni annui, non un brutto affare.

Ovviamente, Mays non è Linderbaum ma è un giocatore solido (zero sack concessi su 750 pass snap è decisamente solido) e con la mentalità che piace a Dan Campbell e compagnia che potrà fornire una base affidabile per le protezioni di Jared Goff e che ha già esperienza nel diagnosticarle.

Inoltre, il suo arrivo solidifica due posizioni immediatamente visto che Tate Ratledge può restare guardia destra, ruolo che ha svolto molto bene già nella sua stagione di esordio.

Un motivo che può aver limitato le quotazioni di Mays è la sua storia infortunistica: Mays ha sofferto diversi problemi alle gambe, in particolare le caviglie e lo scorso anno ha dovuto saltare tre partite per una distorsione. Da notare che Mays non ha mai giocato una stagione completa nei suoi anni in Carolina.

Tuttavia l’ultima stagione è stata sicuramente la sua migliore: i Panthers hanno ampliato il suo ruolo e lui ha risposto molto bene, specialmente in pass protection. Mays, inoltre, ha un ottimo record riguardo le penalità offensive ed è un aspetto da non sottovalutare per un’unità che lo scorso anno ha sofferto per false start e altri problemi, anche per una certa mancanza di coesione.

In definitiva, un arrivo molto importante per quella che era una delle unità più preoccupanti entrando avvicinandosi al draft. Resta ancora (molto) lavoro da fare ma l’interno della OL lo scorso anno aveva dato un brutto spettacolo, costringendo il povero Jared Goff a fare i salti mortali in più di un’occasione per combinare qualcosa con la pressione in faccia quasi immediatamente.

Questa firma è un passo importante per rimediare questa situazione e ritrovare quell’identità che lo scorso anno era predicata solo a parole.


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