
Dopo alcuni giorni in cui non ho avuto tempo e voglia, nonché notizie ci sono sviluppi da commentare. Iniziamo dalle cose serie: non è usuale che un GM si conceda per un’ora alla stampa al di là degli impegni obbligatori o, al massimo, con le fonti ufficiali della squadra tuttavia Brad Holmes si è concesso ai microfoni del Lions collective, un podcast regolarmente tenuto da quattro giornalisti specializzati tra cui Justin Rogers (ex-Mlive e ex-Detroit News, ora indipendente) e Coulton Pouncy (TheAthletic). Non certo l’ambiente più ostile dell’universo ma, sicuramente, meno castrato di un appuntamento regolato direttamente dalle PR della squadra.
Holmes ha affrontato un sacco di punti, senza scoprire troppo le carte ma dando diverse informazioni dirette più altre deducibili tra le righe.
Intanto, per chi volesse cimentarsi e fare esercizio di inglese, vi posto il video completo direttamente qui. L’ho travato decisamente facile da seguire, specie con i sottotitoli.
Dicevamo che Holmes da diverse informazioni e, del resto, una delle parole che usa più spesso è “trasparenza” specie verso i giocatori. Sia per la trade di David Montgomery che per la decisione di tagliare Taylor Decker che, in generale, parlando di contratti e prospettive, Holmes usa spesso questa parola assieme a “comunicazione”.
L’altro leit motif dell’intervista è la parola “ristrettezze” (Constraints) dal punto di vista finanziario: i Lions hanno un sacco di soldi impegnati in contratti già in essere o che sono previsti per le estensioni future.
Holmes nota del resto che i Lions hanno dovuto impegnarsi su un sacco di fronti tipo non solo i primi giri del 2021 e 2022 nonché del 2023 ma che anche diversi giocatori scelti ai giri più alti (due nomi che mi vengono in mente: ARSB e Kerby Joseph) hanno richiesto rinnovi onerosi per la squadra. In più nel 2023, i Lions hanno trovato praticamente quattro giocatori da primo giro che vogliono rinnovare. E questo senza considerare il franchise quarterback da pagare…
In queste condizioni, bisogna selezionare le priorità e la priorità è stata, oltre ai rinnovi, la linea offensiva che, guarda caso, vede gli unici due contratti pluriennali firmati.
Non posso fare a meno di notare che nessuno degli intervistatori abbia fatto notare ad Holmes che sarebbe stato possibile creare più spazio con altre ristrutturazioni più aggressive ma, come notato, un podcast più puntiglioso del mondo ma, del resto, i reporter locali con i buoni rapporti con la squadra ci vivono, visto che non possono contare sul brokeraggio di favori gli agenti come gli insider e non hanno la rete di protezione della notorietà di alcuni reporter nazionali.
Restando appunto a parlare della OL, bisogna notare, oltre ai complimenti di rito a Mays, che BH ha detto e ribadito il suo apprezzamento per le capacità di Larry Borom come possibile RT titolare (fossi in Penei Sewell mi preparerei per un ritorno alle origini1).
Questa decisione ha avuto diversi riverberi, tra cui la difficoltà ad investire in rusher di peso, in particolare AQM. Holmes spiega proprio che dopo le spese in attacco, aveva già la sensazione di dover dire addio a Muhammad per motivi finanziari. Di DJ Wonnum, Holmes ricorda la permanenza ai Vikings2 ma soprattutto il fatto che lo scorso anno in Carolina ha ampliato il repertorio, andando anche spesso in coverage quando richiesto. Inoltre ne loda la capacità di “setting the edge” contro la corsa, oltre alla capacità di arrivare al QB quando possibile. Holmes reitera che serve equilibrio tra l’arrivare al QB ed evitare di essere eviscerati su corsa su base regolare.
Già, può non piacere ma la difesa dei Lions sarà sempre “stop the run first” ma non è una brutta filosofia per partire visto che sento parlare della necessità di rendere monodimensionale l’avversario fin dal 2014 almeno. Ah, Holmes è fiducioso nella capacità di questa difesa di diventare un comparto di elite ed è importante che ci creda almeno lui, visto che ne capisce decisamente più di me.
A proposito, l’aggiornamento su Kerby Joseph è: se ne riparla tra un po’, sta curandosi ed è di buon umore. (della serie: tutto va ben, madama la Marchesa. NdR).
Un ultimo aspetto che Holmes ha sottolineato più volte: non è che la fase di acquisizione dei giocatori finisca con la free agency e non finisce nemmeno con il draft. Dopo il draft ci sono un sacco di ragazzi giovani (UDFA) e di veterani (rilasciati) che possono venire introdotti nella squadra. Il processo è continuo ed i numerosi arrivi, anche dall’UFL o dalle practice squad a metà campionato, che si sono guadagnati un posto in squadra e/o un cospicuo rialzo altrove lo provano.
Ovviamente, non è tutto qui. Ci sono un sacco di particolari e temi che ho tralasciato per mettere l’accento su quello che mi premeva mettere in evidenza. Potete tranquillamente ascoltarvi il podcast che è, ripeto, molto interessante.
Per concludere, in un mondo di GM che vivono su torri d’avorio o giocano al controspionaggio non posso che ringraziare per la disponibilità e la tendenza a parlare (relativamente) chiaro dell’attuale gestione dei Lions. Il football non è questione di vita o di morte e trattarlo seriamente ma senza isterie è probabilmente la cosa migliore.