
Rod Wood continua il suo tour di addio dicendo la sua opinione senza preoccuparsi troppo di come appare ai tifosi.
Prendiamo le sue ultime dichiarazioni: i Lions vogliono raggiungere rinnovi pluriennali con i quattro giocatori scelti nei primi due giri del draft 2023.
Il primo acronimo che viene in mente è GAC: la classe 2023 è stata fantastica e i quattro giocatori in questione sono Jahmyr Gibbs, Capitan Jack Campbell, Sam LaPorta e Brian Branch.
Le estensioni per Gibbs e Campbell, in particolare sembrano essere prioritarie.
Gibbs è diventato uno dei giocatori più pericolosi della NFL (non dico Running back volutamente) ed il suo contratto resetterà, giustamente, quello del suo reparto visto che nessuno vuole lasciarlo arrivare nemmeno in odore di free agency o di tag.
Per Campbell, l’uso della opzione del quinto anno è problematico visto che, per le bizantine regole della NFL, è calcolato sulla base degli EDGE rusher e risulta quindi proibitivo, essendo oltre i ventun milioni di dollari.
Anche qui, un’estensione al top di gamma potrebbe rendersi necessaria.
Due rinnovi cosi pesanti possono voler dire una cosa sola: un sacco di soldi da trovare.
Vista la situazione non rosea sotto il cap, molto pensano che sarebbe meglio aspettare a rinnovare immediatamente Sam LaPorta e Brian Branch visto che rientrano da infortuni importanti, rispettivamente una discopatia operata ed un ACL rotto, per evitare brutte sorprese.
Wood non è d’accordo e dice che non è necessario vederli giocare per finalizzare un rinnovo, paragonando la situazione a quella di Aidan Hutchinson lo scorso anno.
Capisco il ragionamento: anche quello di Hutch era un bruttissimo infortunio e abbiamo visto come è tornato ma per una squadra che sta venendo accusata dai suoi tifosi (o almeno una rumorosa parte dei medesimi) di concentrarsi troppo sui propri giocatori, la dichiarazione sembra decisamente uscita con il tono sbagliato.
Ma Wood è mai sembrato preoccupato di come le sue dichiarazioni vengono accolte. Da un certo punto di vista lo rispetto per questo ma da un altro, una leadership più cauta sotto il punto di vista dei rapporti con il pubblico forse non guasterebbe.
Sul piano strettamente pratico, vedremo se Mike Disner riuscirà in questa difficile quadratura con tantissime bocche da sfamare o dovrà ripiegare su più miti disposizioni, malgrado le preferenze di Wood.