
Con il draft che incombe, è il momento di sparare in rete il primo (e magari unico visti i tempi) mock draft del 2026.
Al solito, le avvertenze: non è una guida sicura per quello che faranno i Lions, quali siano i prospetti giusto ma essenzialmente un modo per ragionare su giocatori, necessità e tendenze nonché misurarsi con le voci dal sen fuggite dei vari insider NFL.
La seconda avvertenza è che i Lions sotto Brad Holmes hanno sempre avuto la tendenza di infischiarsene di un sacco di valutazioni e fare come credevano (avendo ragione loro più sì che no, come provano i cinque All Pro draftati da questo regime).
Per questa simulazione ho usato il motore di AtoZsport senza trade, il che rende ancora meno probabile che il risultato abbia una qualche somiglianza con quello che accadrà realmente tra una settimana circa. Tenete conto che ho provato ha non fare di testa mia e/o produrmi in voli pindarici ma di seguire un po’ le voci e le scelte che i vari esperti attribuiscono ai Lions.
Iniziamo quindi:
1. Kadyn Proctor, OT, Alabama.
I Lions possono gradire un rinforzo per la linea offensiva che faccia da contraltare a Penei Sewell e, non solo per come era caduta la board, nessun prospetto disponibile è più adatto allo stile di Brad Holmes che Proctor. Parliamo di un giocatore enorme fisicamente, ancora da rifinire sia dal punto di vista stilistico che caratteriale ma che, a differenza di Giovanni Manu, ha giocato per un college importante. Se si dovesse sviluppare come si può sperare, i Lions in breve tempo riavrebbero una linea offensiva in grado di rivaleggiare con quella di alcuni anni fa, con due tackle giovani ed eccezionalmente atletici. Ovviamente, c’è un elemento di rischio ma quello vale sempre (per la cronaca, Proctor non sarebbe la mia prima scelta.)
50. Gabe Jacas, EDGE/LB, Illinois
(Per la cronaca, la J è muta quindi le battute possiamo saltarle a pie’ pari). Alla cinquanta, un rinforzo di fronte ad Hutch con Jacas un giocatore versatile in grado di produrre in vari allineamenti e con gli intagibili (carattere, football IQ eccetera al posto giusto). Stenta un po’ contro le corse ma ha la capacità di farsi sentire nella tasca malgrado un arsenale di mosse non sviluppatissimo. Vi sfido a trovare qualche analisti che non preveda per lui un lungo futuro da titolare in NFL.
118. Billy Schrauth, IOL, Notre Dame.
Una guardia non può mai mancare in un draft, no? No, in realtà. Ma stavolta c’è visto che Schrauth si distingue (oltre per il cognome più da osservare con attenzione che da pronunciare) per essere un ottimo pass protector, in grado di salire agevolmente al secondo livello nel gioco di corsa quando ce ne sia necessità. Ottimo comunicatore, potrebbe seguire tranquillamente anche un corso da centro per le necessità qualora sia necessario. Problemi di durata a lungo termine, nove gare saltate negli ultimi due anni, ne abbassano un po’ il valore ma al terzo giorno è un rischio che mi sentirei di correre.
128. Zakee Wheatley, Safety, Penn State.
Malgrado i dubbi sui titolari, i Lions hanno fatto un gran lavoro per solidificare il reparto in free agency ma questo non vuol dire che non si debba aggiungere nessuno qualora si presentasse l’occasione. Wheatley è un giocatore ancora in ascesa, con del potenziale da sviluppare ma già così sembra essere una safety versatile ed in grado di coprire un sacco di campo, con buoni angoli e buoni tackle. Deve diventare più costante in tutti gli aspetti del gioco ma, mentre lo fa, sicuramente può contribuire agli special team. Al quarto giro, sarebbe un affarone.
157. Dallen Bentley, TE, Utah.
Drew Petzing ama i TE, Dan Campbell ama i TE ed anche io amo i TE, quindi al quinto giro un Tight End ci sta benissimo. Bentley è un late bloomer, scoppiato ad Utah dopo anni di mancata produzione ma se le quarantotto ricezioni del 2025 sono un indicatore, prenderlo al quinto giro non sarebbe affatto male. Ha la capacità di bloccare a vari livelli del campo ed è un efficace arma contro la zona, con l’immancabile QI elevato per quel che riguarda il gioco. Mettiamolo in campo contro le squadre zone heavy e guardiamolo lavorare.
181. Caden Curry, EDGE, Ohio State.
Dalla “The” university, peschiamo Curry, un giocatore con bei mezzi fisici ed un sacco di lavoro da fare per sbloccare il potenziale ad un livello adatto a giocare tra i pro. Curry è un altro che può contribuire, e bene alla terza fase del gioco appena arrivato, quindi supera alla grande il mio test “è un giocatore su cui spenderei una scelta dopo la 150?”. Il fatto che giochi con il massimo dello sforzo ogni snap e sia, in proiezione, estremamente versatile aggiunge solamente colore al quadro.
205. Kaelon Black, RB, Indiana
Se non credete che Isiah Pacheco possa essere la sola risposta alla partenza di David Montgomery ma non volete svenarvi per un RB ai giri alti, vi propongo Black un classico corridore nord-sud in grado di prendere quello che la linea gli dà e poco ma altro. Ma, attenzione!, è già eccellente in pass protection. Solo quest’ultima caratteristica merita una chance a questo punto del draft. L’età e una storia medica non ottimale, per usare un eufemismo, ne deprimono il valore ma siamo alla 205, non possiamo mica pretendere tutto.
213. Quintayvious Hutchins, DE/EDGE, Boston College.
E il terzo EDGE perché sì e perché Hutchins è un consumato, avete indovinato?, special teamer in grado di contribuire alla terza fase anche se i misurabili abbastanza scarsi ne limitano l’impatto in difesa. Il fatto, però, che abbia un buon arsenale di mosse in pass rush e l’intelligenza per usarle bene, nonché un buona tecnica come tackler lo mettono in corsa anche per uno spazietto in rotazione, aumentabile sperabilmente. Ah, per quanto leggero è veloce. Quanto tempo è che i Lions non hanno un giocatore veloce da scatenare nelle situazioni di passaggio sicuro?
222. Eric McAlister, WR, TCU.
Parlando di velocità, Eric McAlister è un giocatore che punta tutto sulla velocità. Deve maturare, imparare a correre le tracce, superare i blocchi eccetera ma non puoi insegnare la velocità e lui ne ha da vendere. In Practice squad a Settembre e vediamo come va.
Riassumendo.
Un compagno di avventure per Penei Sewell, con una certa percentuale di rischio ma immenso potenziale. Una guardia per aumentare ulteriormente la concorrenza nel ruolo. Talento e, soprattutto, concorrenza per la DL che lo scorso anno è bullizzata nei momenti critici della stagione. In più, la solita selezione di special teamer ed esperimenti nonché Zakee Wheatley, probabilmente la mia selezione preferita del mazzo. Non mi lamenterei per niente, se il risultato finale fosse qualcosa di simile. (Spoiler: non lo sarà.)