
Siamo a metà Luglio e il momento di aprire i training camp si avvicina a grandi passi, quindi non c’è momento migliore per dare un’occhiata a come si sono comportate in questi mesi le rivali di Division, partendo dai freschi vincitori, nonché attuale volto pubblico della NFL (evidentemente, le altre alternative erano troppo riviste): i Chicago Bears.
La squadra allenata dal nostro ex-OC Ben Johnson che abbrevieremo in Giuda BJ per brevità. I Bears sono entrati in offseason con diversi punti interrogativi in difesa ma hanno dovuto affrontare una crisi in attacco quando il centro Drew Dalman si è ritirato improvvisamente dopo aver giocato solo il primo anno del proprio quadriennale. I Bears hanno usufruito di un tempismo meno pessimo di quanto toccato ai Lions l’anno prima con il ritiro di Frank Ragnow ed hanno subito tamponato la falla con il centro ex-Patriots ed ex-Vikings Garrett Bradbury che, però, ha delle potenzialità limitate (ricordate medioman? Ecco, solo fatelo giocare centro in NFL), quindi Chicago ha pensato bene di raddoppiare scegliendo al secondo giro Logan Jones. Probabilmente è un lieve overdraft ma, vista l’importanza del ruolo, la mossa risulta abbastanza comprensibile.
Dicevo prima dei problemi in difesa: i Bears probabilmente non potranno contare sulla quantità di turnover generata lo scorso anno (è una delle statistiche più difficili da ripetere di anno in anno) quindi hanno deciso non di rinforzare ma di sostituire in blocco il reparto safety, aggiungendo Coby Bryant in free agency e poi di scegliere al draft Dillon Thieneman, che qualcuno ha paragonato a Brian Branch.
I Bears devono dimostrare sul campo che la stagione dello scorso anno non è stata un’eccezione ma che i progressi sono reali. BJ ha abbracciato l’alta varianza nelle prestazioni di Caleb Williams, capace di giocate spettacolari ma anche poco costante e spesso fuori misura. Con DJ Moore spedito ai Bills, un giocatore che potrebbe diventare fondamentale è Luther Burden che ha già dimostrato lo scorso anno di avere una certa intesa con il suo QB mentre continueranno ad essere utilizzati spesso e volentieri i TE a Roster, Sam Roush (terzo giro 2026) e soprattutto Colston Loveland.
La difesa dovrà continuare ad essere solida per coprire le eventuali defaillances di Williams e le aggiunte sembrano andare in questa direzione, del resto lo show pare saldamente nelle mani di BJ che sarà molte cose ma non è uno stupido.
In tutto questo, bisogna almeno accennare alla situazione stadio: i Bears vogliono lasciare il Soldier Field per uno stadio nei sobborghi ma il governo dell’Illinois non sembra intenzionato a soddisfare tutte le loro richieste quindi la proprietà (nota per essere, diciamo, frugale) sta minacciando di trasferirsi armi e bagagli nella vicina Hammond, sito industriale nello stato dell’Indiana.
Visto che il sito prescelto è pure vicino ad un deposito di scorie tossiche,sarei ben contento di poter accesso ad una sacco di nuove e gustose battute (“I Bears hanno un vantaggio in prima serata perché i giocatori brillano nel buio”; “Se Caleb continua a lanciare intercetti, non dovranno fare tanta strada per disfarsene almeno”, “Indiana Bears”, “Derby con i Colts”). Il fatto che eventualmente rinuncerebbero per vil denaro ad anni di storia sarebbe solo la ciliegina sulla torta.