Cinque temi per il training camp 2026.

Dan Campbell

Con il training camp che bussa alle porte, è il caso di fare un attimo mente locale su quali saranno i temi caldi (le storyline sarebbe più in sintonia con lo spirito dei tempi, lo so) del prossimo training camp, un momento dell’anno dove si definiscono le scelte e le tendenze che decideranno la prossima stagione.

Ovviamente, molti di questi argomenti non sono una grossa novità visto che hanno fatto la parte del leone durante le discussioni e le notizie di questi mesi ed infatti il primo che mi viene in mente è…

Come si sistemerà la secondaria?

Dopo il taglio di Terrion Arnold le cose non sono cambiate rispetto a quando ne avevo scritto, in più i Lions hanno due punti interrogativi a safety per iniziare l’anno. Certo, probabilmente le preoccupazioni per Kerby Joseph sono un po’ esagerate ma l’unica certezza è che uno dei CB titolari dovrebbe essere DJ Reed. Per il resto, ogni ruolo è lì, disponibile per chi dovesse fare la migliore impressione nel training camp. Ovviamente ci sono dei favoriti, come Roger McCreary che dovrebbe essere il nuovo nickel o Ennis Rakestraw come possibile altro CB esterno se riuscirà a superare Rock-Ya Sin e a restare disponibile. Thomas Harper potrebbe riprendere dove aveva interrotto lo scorso anno ma Chuck Clark ha esperienza da vendere nel ruolo. C’è un sacco di competizione, grazie agli arrivi in free agency, e la competizione dovrebbe essere il mantra dell’anno quindi prepariamoci ai fuochi di artificio nonché a qualche sorpresa.

Questo senza nemmeno considerare qualche trade, ormai improbabile ma non impossibile.

La nuova OL sarà abbastanza coesa?

Realmente, le offensive line possono essere delle bestie un po’ particolari perché i loro membri devono spesso operare all’unisono perché le cose filino lisce (si applica il principio secondo cui il risultato è superiore alla semplice somma delle parti). Quando devi mettere insieme tante novità, anche di talento spesso è necessario del tempo perché la linea ritrovi il giusto amalgama. Sul piano puramente teorico, la linea del 2026 dovrebbe essere migliore di quella del 2025: Cade Mays dovrebbe essere ben superiore al povero Glasgow dello scorso anno mentre se Penei Sewell è un rimpiazzo più che accettabile (eufemismo) per Taylor Decker, guerriero ferito, Blake Miller ha i mezzi per non far rimpiangere Sewell stesso a destra.

Il problema è che Miller è un rookie, Mays è appena arrivato a Detroit e Sewell dovrà tornare alla sua posizione originaria. Qualora Patrick Mahogany dovesse perdere la competizione (e due) per il posto di guardia sinistra, l’unico reduce dello scorso anno nella sua posizione originaria sarà Tate Rateledge.

Un sacco di cambiamenti da gestire per Hank Fraley ed il suo nuovo accolito, Dan Skipper. La buona notizia? Sia lo staff che i giocatori hanno talento sufficiente per gestire la transizione. Il training camp ci dovrà dire quanto rapidamente lo faranno.

La difesa resta LB-centrica?

Lo scorso anno i Lions hanno usato una difesa molto anomala per gli standard NFL, usando un sacco di base unita alla copertura ad uomo. Il fatto che non sia la via comune ha fatto storcere il naso a più di qualcuno ma i risultati della prima parte di stagione, prima che gli infortuni rovinassero tutto, non erano affatto da buttare via. Sheppard ha già abbondantemente parlato di voler aumentare la variabilità della propria difesa, usando più nickel e diversi pacchetti, quindi sappiamo già che ci saranno cambiamenti e la partenza di Alex Anzalone fa pensare che filosofia di Shepp potrebbe iniziare a dare più importanza alla linea difensiva (specie con l’arrivo di Derrick Moore) e alla secondaria.

Nel caso, spero solo che non si butti via il proverbiale bambino con l’acqua sporca perché non sempre la via più battuta è automaticamente l’unica e non tutto quello che avevo visto lo scorso anno era da buttare.

Bonus: da seguire la sfida tra Malcolm Rodriguez e Jimmy Rolder per il posto di terzo titolare (o prima riserva, a seconda di cosa succederà nella difesa, appunto).

Jahmyr Gibbs non ha firmato un rinnovo.

Personalmente speravo che la situazione sarebbe già stata risolta a questo punto dell’anno, specie dopo il maxirinnovo di Jack Campbell che pareva aver spianato la strada per sistemare i ragazzi del ’23.

Invece stiamo arrivando al training camp con gli altri tre pezzi grossi della classe ancora da sistemare. Se per la Sam LaPorta e Brian Branch possiamo pensare che gli infortuni giochino un ruolo nel ritardo nel rinnovo (e, forse, è più logico fare esercizio di prudenza che prendersi ulteriori rischi a questo punto del ciclo), i Lions hanno fatto capire chiaramente il ruolo che prevedono per il loro RB quando hanno scaricato David Montgomery per sostituirlo con Isiah Pacheco: questo è il backfield di Gibbs ed il resto è contorno.

Questo lo sa benissimo anche lo sto stesso Gibbs nonché, forse più importante, pure il suo agente ed è prevedibile che entrambi stiano puntando ad un contratto che superi quello di Bijan Robinson ed è pure logico.

Se Brad Holmes e Mike Disner non sono in grado allo stato attuale di assecondarne le richieste, le cose potrebbero farsi spiacevolmente interessanti con il giocatore che potrebbe semplicemente esprimere scontento fino ad arrivare ad un hold-in, presentandosi regolarmente in ritiro ma adducendo dei problemi fisici che gli impediscono di allenarsi con la squadra fino alla firma del nuovo contratto (o, in altri casi, la cessione), una tecnica di mettere pressione sulla squadra che non abbiamo mai visto applicare ad Allen Park ma che non troverei ingiustificata.

Un giocatore ha pochi anni per massimizzare il suo valore (e questo vale doppio per i running back) e gli allenamenti non sono mai del tutto esenti da rischi, quindi azzerare i medesimi non è una scelta da criticare in momenti di svolta come questi.

OVVIAMENTE, non spero che si arrivi a tanto ed, in realtà, non ci credo nemmeno molto: prendetelo come un modo per mettere le mani avanti ma, qualora un rinnovo non si materializzasse nei prossimi giorni la situazione va tenuta d’occhio.

Come sarà l’attacco di Drew Petzing?

Rispetto allo scorso anno, tutti speriamo che l’attacco non passi da prestazioni ottime a totali delusioni ma che abbia almeno una base affidabile da una settimana all’altra. Molto dipenderà dalle prestazioni della linea di attacco (vedi sopra) ma sarà fondamentale l’approccio scelto da Drew Petzing. L’attacco dei Cardinals è stato molto flessibile e Petzing ha dimostrato di saper cucinare una cena con quello che era avanzato in frigo. Ora che ha disposizione abbondanti ingredienti di primissima scelta, potremo scoprire se quanto può fare davvero.

Personalmente sono abbastanza ottimista e le prime notizie che arrivavano questa primavera erano confortanti ma ho imparato che, fino a che non metti almeno le protezioni addosso, non puoi avere certezze. Anche qui, il training camp ci darà qualche notizia in più anche perché non ci saranno allenamenti congiunti…

A proposito:

Bonus: i cambiamenti nell’offseason sono stati sostanziali. Troppo?

Lo scopriremo, ovviamente, solo vivendo ma i Lions hanno fatto un sacco di cambiamenti importanti al modo in cui vivevano l’offseason gli scorsi anni. Brad Holmes che salta l’incontro dei proprietari a fine marzo per focalizzarsi sul draft, la decisione praticamente inaudita di evitare il rookie minicamp, il nuovo calendario delle OTA… uno stile che è arrivato fino alla presentazione del calendario.

Praticamente, Holmes e Campbell hanno avvitato l’avvitabile nel tentativo di recuperare la magia degli anni 2023 e 2024 migliorando ulteriormente la ricetta. Alcune decisioni sembrano essere immediatamente comprensibili, altre (tipo la scelta di evitare gli allenamenti congiunti) meno.

A questo punto della gestione, B&D si sono guadagnati il beneficio del dubbio e si fa per parlare ma se i risultati dovessero essere inferiori alle attese, cosa vorrebbe dire?

Speriamo di non doverne discutere. La stagione sta per avviare i motori ed i Lions si vogliono far trovare pronti.

Per il resto ci sarà tempo.

One pride!


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