
Premessa delle premesse: nessuno si aspetta un grande spettacolo in preseason (i commentatori non facevano che ripetere “vedremo un sacco di giallo in campo stasera” ed hanno avuto ragione).
Seconda premessa: le vittorie fanno sempre piacere ma, in definitiva, queste partite servono più per capire qualcosa dei giocatori e provare situazione quindi la sconfitta è decisamente ininfluente.
Detto questo, lo spettacolo è stato più incoraggiante (vorrei scrivere “dignitoso” ma non vorrei esagerare) dello scorso anno quando l’attacco Lions, guidato da Hendon Hooker, non riusciva a muovere palla nemmeno contro le terze linee. La partita è stata fondamentalmente decisa da un fumble di Jacob Saylors (bella partita per il resto, la sua) vicino alla propria goal line che ha permesso un agevole TD ai Bengals e ha dato a Cincinnati un vantaggio di due possessi. Malgrado ciò, Detroit è riuscita a restare competitiva fino ai secondi finali quando il secondo intercetto lanciato da Luke Altmyer (non malaccio per l’esordio assoluto tuttavia) ha spento le relative speranze di un comeback finale.
Ovviamente, siete tutti incoraggiati a guardare la partita (come detto, relativamente godibile) per farvi un’idea della situazione. Personalmente penso sia più importante mettere sotto la lente le prestazioni individuali più importanti, partendo dalle varie battaglie pozionali:
- su Blake Miller non ho niente da segnalare, il che vuol dire che ha giocato sufficientemente bene per un esordio assoluto. Nel secondo tempo non ha giocato quindi deduco che anche lo staff condivida la valutazione.
- Seth McLaughlin: troverete valutazioni miste sul centro UDFA. Per qualcuno ha retto l’impatto contro Dexter Lawrence in uno snap e già questo basta per metterlo nella hall of fame; per altri ha giocato come il terza fascia che è. Personalmente l’ho visto spinto quasi tra le braccia di Altmyer in uno snap e meglio in altri. Sicuramente è andato meglio di Michael Niese, suo concorrente per la serata che ha messo a terra due palloni che potevano essere pesantissimi.
- Christian Mahoghany ha avuto una serata così così e, se arriverà ad avere il ruolo di guardia titolare, lo dovrà più alla concorrenza che ai propri meriti. A proposito, Miles Frazier si è visto fischiare tre penalità in un drive.
- Ennis Rakestraw sembra essere scampato ad un infortunio importante (pare una contusione al braccio per lui) ma la sua prestazione precedente era stata decisamente poco incoraggiante. Al contrario, Nick Whiteside si è mosso bene (ottima una PBU nel secondo tempo in cui ha recuperato sul ricevitore designato dopo una brutta partenza).
- Ahmed Hassanein ha iniziata la sua preseason con un sack su Joe Burrow, per gradire. Per lui poi un altro sack, un fumble recuperato, 4 tackle di cui 2 for loss. Nonché la nomina player of the week, Se il 2024 sembra essere l’annus horribilis per Brad Holmes, i primi ritorni del 2025 sembrano decisamente più positivi.
- Keith Abney, Skyler Gill-Howard e Erick Hunter sono tre giocatori che si sono guadagnati uno scatto in avanti per rep e, magari la depth chart. Tutti e tre devono crescere ma hanno mostrato segnali incoraggianti.
- Isaac TeSlaa sta continuando a vivere un inizio di 2026 da dimenticare: due bersagli. Il primo passaggio gli passa tra le mani, lo colpisce sul caso e vola a diventare un’intercetto. Il secondo è un quarto down che non riesce a trattenere. Con Greg Dortch che ha giocato giusto il tempo di un caffè ed un ritorno, il posto di WR3 potrebbe scivolargli tra le dita.
- A proposito di ricevitori: Tay Martin è un interessante candidato alla Practice squad a questo punto, mentre non sono sicuro che la caterva di snap giocati da Dominic Lovett sia un segnale positivo per lui.
- Jackson Meeks ha avuto una pregevole ricezione da TE. Anche lui, per ora, è un candidato per la Practice squad.
In linea generale, l’attacco è stato limitato da una linea decisamente ballerina (e fallosa) ed è andato meglio sulle corse che in ricezione. Per la difesa, buono l’inizio ma quando in campo sono arrivate le terze linee spesso non c’è stato modo di uscire dal campo per lunghi tratti, con i Bengals che convertivano terzi down a nastro.
A fare la differenza è stata la maggiore pulizia dei Bengals che hanno perso un singolo fumble senza subire intercetti mentre i Lions hanno perso un fumble nella peggiore posizione possibile e ucciso un drive promettente ad inizio partita (l’intercetto finale è abbastanza ininfluente).
L’ultima nota di demerito è per DAZN ed il gamepass che si perdono gli ultimi 38 secondi del primo tempo nella versione evento completo senza pubblicità. Nel periodo saltato, i Bengals ricevono, giocano quattro down offensivi restituendo palla ai Lions che si portano in posizione per calciare, calciano, hanno una penalità a favore, mandano fuori l’attacco, chiamano timeout e rimandano Jake Bates. Io mi sono trovato semplicemente con i Lions con tre punti in più magicamente sul tabellone ed inizio secondo tempo ed ho dovuto recuperare il tutto dal sintesi in quaranta minuti, questa completa. Immagino siano i miracoli dell’intelligenza artificiale.
One Pride!