Recap 1/26: Emozionando, pure troppo. (Saints 30-Lions 31)

Jahmyr Gibbs (0) in azione contro i New Orleans Saints (2026)

Negli ultimi anni, le partite tra Lions e Saints sono sempre state a tinte forti e quella di ieri sera non ha fatto decisamente eccezione. risolvendosi proprio all’ultimo gioco del supplementare, una conversione da due fallita dai Saints che ha assegnato ai Lions la prima vittoria della stagione.

Una vittoria non facile, anche proprio per la tendenza dei Lions a complicarsi la vita quando possibile. Dopo un primo tempo in cui non sono riusciti a sfruttare la totale bambola dell’attacco Saints per andare oltre ad un mesto 7-0 ( che poteva essere sette pare, se non per la bizantina puntigliosità del regolamento NFL nel regolamentare cose che dovrebbero essere ovvie), i Lions sono andati 21-0 sfruttando un paio di giocate difensive e delle ottime posizioni di campo.

A questo punto, quale che sia la causa non è dato saperlo ma in brevissimo tempo Detroit ha concesso agli avversari 17 punti consecutivi trovandosi con l’acqua alla gola ed arrivando allo scadere dei regolamentari con 24 punti pari e la palla ai Saints per un calcio vincente dalle 62 iarde.

Per fortuna di Dan Campbell e soci (nonché dei fegati dei tifosi Silver and Blue), il calcio di Danny Carson è finito fuori ed i Lions hanno imbastito un buon drive nel supplementare. La difesa, completamente gassata (94 snap in campo per lei) non è riuscita a fermare un attacco Saints lontano parente di quello del primo tempo (e a cui ogni cosa sembrava andare per il verso giusto).

(Nella fattispecie: DJ Reed toglie la prima lettura, cioè Olave. SpiderBarnes copre il flat mentre la pressione interna di Tyleik Williams azzera il tempo disponibile per Shough per liberarsi del pallone. Sarebbe stato piacevole non dover aspettare così tanto ma la prendo anche così.)

Non fino alla decisione di Kellen Moore di giocarsi tutto con una conversione da due senza accontentarsi del pareggio, decisione che appoggio e che avrei appoggiato anche in caso di altro, spiacevole, esito. A questo punto, la difesa Lions ha raccolto le ultime forze e difeso correttamente il tentativo consegnando a Detroit una vittoria davvero al cardiopalmo in una partita che non è stata scontata come molti si aspettavano.

Qui trovate le Highlight e il tabellino per chi apprezza la statistica.

Considerazioni

Se non si soffre da queste parti non si sta bene, a quanto pare. Come già scritto, i Lions hanno fatto tutto il possibile per rovinarsi l’esordio casalingo e molto può essere dovuto anche ad una certa ruggine, specie in attacco. Guardando le highlights non si vede tutto ma abbiamo avuto un drop profondo di Jamo, un reverse con palla a terra di Jamo (in entrambi i casi, con ampie praterie davanti), una inutile penalità di holding che ha reso complicatissimo un TD che sembrava sicuro ed invece si è traformato in un semplice field goal.

Questo per tacere di due conversioni concesse su quarti down, ciascuna delle quali avrebbe chiuso la partita senza tanti patemi.

In tutto questo, esattamente come due anni fa, i Lions non sono stati in svantaggio nemmeno per un secondo (anche se il calcio finale avrebbe potuto rendere la notizia del tutto insignificante) ed è il caso di ricordare che i Lions hanno sempre avuto l’abitudine di cacciarsi in situazioni simili. La differenza fondamentale rispetto ai tempi dei Same Old Lions è che, più si che no, questa squadra esce dal casino con la W in mano ed è una grande, fondamentale differenza.

Prendiamo Jameson Williams: in più di un momento è stato. senza mezzi termini, deludente ma d’altra parte ha avuto due ricezioni fondamentali, specie quella nel supplementare che ha spianato la strada al TD di ARSB. Dal punto di vista della mentalità, un segnale importante per una squadra che non è lasciata demoralizzare da un collasso possibile (forse pure meritato per i motivi di cui sopra) ma ha tenuto la testa salda sulle spalle fino all’ultimo fondamentale momento.

Bene la linea d’attacco (il sack subito da Goff è stato causato da un involontario ed imperdonabile chip block di Sione Vaki su Penei Sewell) e molto bene quella difensiva. Più preoccupante la situazione nella secondaria ma siamo ad un classico “dimmi qualcosa che non so” visto che le perplessità vengono da inizio preseason e sembrano destinate ad accompagnarci almeno fino al bye, sperando in un rientro di Brian Branch (Certo che 405 iarde concesse per aria sono un po’ troppe, davvero).

Jamhyr Gibbs ha risposto “presente” alle difficoltà portando il peso della squadra con ben 29 portate (e due TD, certo). Non so se può reggere questo ritmo per il resto della stagione ma spero proprio che non sia necessario; Vaki decente come RB due ma tragico in pass protection. ARSB sempre monumentale (riguardate come rimbalza il difensore sul secondo TD) e Aidan Hutchinson fondamentale in difesa, senza dimenticare Derrick Barnes.

5️⃣0️⃣ in 5️⃣0️⃣ for Jahmyr Gibbs

Detroit Lions (Unofficial) (@notlions.bsky.social) 2026-09-14T14:10:42.623Z

[PR]Lions EDGE Aidan Hutchinson has 10-career games with at least 2.0 sacks.The only player with more 2.0-sack games in franchise history is Robert Porcher (20).#OnePride

Detroit Lions (Unofficial) (@notlions.bsky.social) 2026-09-14T13:32:59.234Z

Concludendo, non direi che c’è tutto da buttare: i Saints hanno fatto una bella partita e, onestamente, ad un certo punto sembrava che tutto gli girasse per il verso giusto. Ma c’è un sacco di lavoro, specie dietro, da fare per esprimere meglio il potenziale di questa squadra.

Ah, sì… grazie, Coach: mi stavo dimenticando di Tay Martin e Eric O’Neill, due UDFA che hanno pestato come fabbri nella terza fase. Non sottovalutatela mai.

Già questo giovedì ci dirà qualcosa di più ma prima di esprimere giudizi apodittici, ricordate che è meglio arrivare almeno al bye.

Intanto, testa immediatamente ai Bills.


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