Notizie da Green Bay: gli ego ed i Packers

Questo è il periodo per me meno interessante dell’offseason: mock draft su mock draft, ognuno pù improbabile dell’altro (“Cosa farei se fossi il GM di 32 squadre”, “Cosa faranno 32 GM con stili differenti” fino al classico mock “mettiamo un po’ di nomi in un cappellino e facciamolo random! LoL!”) e, come tale, ho sempre difficoltà a trovare qualcosa di buono da scrivere, specie perché i Lions non fanno (fortunatamente) notizia.

Infatti, fare notizia in questo periodo dell’anno di solito non è buon segno.

E, infatti, l’articolo che Bleacher Report ha pubblicato sulle disfunzioni che hanno piagato i Packers negli ultimi anni npn è propriamente una bella pubblicità per il passato regime ed un buon viatico per l’anno che entra.

Riassumendo (ma vi consiglio di prendervi il vostro tempo ed una confezione grossa di pop corn per leggerlo), l’articolo si inoltra nelle dinamiche che hanno impedito a Green Bay di conquistare più di un anello con quello che viene definito da qualcuno come il QB più talentuoso dei nostri tempi.

Fin dal principio, il Divo Aaronne avrebbe avuto risentimento per McCahrty che lo aveva lasciato ad aspettare nella sala verde e che poi aveva avuto il coraggio di dichiarare che Alex Smith era un prospetto migliore di lui; questo per i primi tempi non era stato problematico ma con l’emorragia di talento della squadra (dovuta alla scelta di essere spesso silenti in FA e di lasciar andare alcuni veterani tipo Sitton e Lang) e l’aumento continuo del freelancing di Rodgers in campo (secondo l’articolo Rodgers durante il 2018 ha cambiato il 30% delle chiamate che riceveva dalla sideline) è diventato impossibile da gestire per il buon Mike.

A ciò va aggiunto il conflitto di personalità con MCcarthy spesso visto come disinteressato e pieno di autocompiacimento (secondo voci, saltava le riunioni finali del team per farsi un massaggio anche se lui nega con forza)e l’assenza di una figura forte nella società con Ted Thompson già malato e non in grado di mettere i due intorno ad un tavolo e dire “ora parlate e vi chiarite”, la tendenza di AAron ad evitare il confronto diretto (“Passivo-agressivo” all’estremo) solo per rimuovere in via pratica dall’attacco chi non faceva esattamente quello che diceva lui o che gli risultano un po’ così, questo specie nell’ultimo anno ma anche con altri giocatori in periodi precedenti della sua carriera, tipo Greg Jennings che parla diffusamente della sua esperienza nell’articolo.

Certo, molte sono voci (alcune smentite) e come tale c’è da fargli tara ed i tifosi Lions sono gli ultimi a poter deridere pubblicamente qualcuno (anche se negli ultimo due anni siamo 4-0 contro i Packers) tuttavia la situazione ereditata da Matt LaFleur su a Nord non sembra essere ideale, specie con un Rodgers fresco di firma e che si sente ancora di più l’Eletto; vedremo come si evolverà la situazione ma i prossimi anni saranno sicuramente interessanti e potrebbero presentare più di un’occasione.


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