Ebbene sì, contro le mie migliori aspettative ci ritroviamo anche quest’anno ad affrontare le lamentele di Calvin Johnson in relazione al suo ritiro ed al modo con cui è stato gestito da lui e dalla sua ex-squadra, con contorno di opinionismi primaverili su Twitter.
Il ricevitore più forte della storia della franchigia, infatti, aveva preferito seguire le orme di Barry Sanders a fine 2015, ritirandosi invece di continuare ad offrire il suo corpo in olocausto per una squadra che non sembrava sulla giusta traiettoria.
Ed i Lions, esattamente come per Barry, gli hanno richiesto indietro una parte del signing bonus al che il buon Calvin si è adontato, rompendo i rapporti.
Quest’anno Rod Wood aveva annunciato di aver intenzione di fare tutti gli sforzi per riportare a casa il figliol prodigo e Calvin ha spiegato che l’unico modo resta quello di restituirgli i suoi soldi.
Al suo campus per giovani giocatori ha dichiarato alla Free Press:
The only way they’re going to get me back is they put that money back in my pocket. Nah, you don’t do that. I don’t care what they say. They can put it back, then they can have me back. That’s the bottom line.
Il solo modo in cui mi possono riavere è che rimettano quei soldi nelle mie tasche. No, non dovevano fare così. Non mi importa quello che dicono. Possono ridarmeli, poi possono riavermi. Questa è l’ultima parola.
Come nota argutamente Mike Florio di PFT, per i giocatori ritirati, non si può certo parlare in termini di cap space e non si possono dare soldi a fondo perduto.
Quindi, il modo più semplice per sistemare la pendenza sarebbe quello di assegnare a Megatron un ruolo di paid ambassador (in pratica, uomo delle PR) come quello che ha già Barry Sanders con il team (accidenti, oggi le similitudini si sprecano. Chissà poi perchè…).
Guarda caso questo ruolo è proprio quello che i Lions, nelle parole del loro presidente, avrebbero in mente per CJ (a meno che non accetti un ruolo da dirigente o nello staff, anche solo formale) quindi spazio per un accordo ci potrebbe pure essere, in modo da chiudere una volta per tutte questa telenovela che ci accompagna dal 2016 e che fornisce pubblicità negativa sulla franchigia e sul giocatore, che non è che ci stiano facendo entrambi questa gran figura in questa gara a chi appare più venale.
Florio fa anche alcune interessanti considerazioni su come si sia giunti a questo punto, arguendo che invece di ritirarsi CJ avrebbe dovuto mettere i Lions di fronte alla scelta se tagliarlo, assorbendo un cap hit di 24 milioni, oppure ricercare un accordo consensuale per favorire il ritiro, spostando i soldi in altro modo per ottenere spazio sotto il cap senza toccare il bonus contrattuale; si potrebbe arguire che se sei in posizione contrattuale è meglio non ritirarsi ma sfruttare questo per negoziare la propria uscita di scena in un modo più favorevole per entrambe le parti1.
Del resto, in quel periodo i Lions erano davvero con le famose pezze sul posteriore grazie alla gestione Lewan dei contratti e con la strategia delle ristrutturazioni facili e anche quel milione fu utile per firmare Marvin Jones (che, tra parentesi, era proprio al campo di Johnson insieme ad altri compagni testimoniando che i problemi di Megatron con la squadra si limitano alle alte sfere) ma andare a frugare nelle tasche del loro simbolo non è stato
sicuramente un bel momento.
Personalmente, capisco un po’ entrambe le posizioni e soprattutto spero che i Lions e Megatron si accordino in qualche maniera, mettendo decisamente in soffitta questo argomento che ci ha preso anche troppo tempo e consentendoci di parlare d’altro durante le nostre offseason per quanto capisco che sia un ottimo acchiappaclick per la stampa.
- purtroppo, la maggioranza dei giocatori viene ritirata forzosamente, con i tagli e senza compenso economico vista la natura dei contratti NFL. Proprio per questo non sono mai irritato (nemmeno in questo caso) dai giocatori che richiedono un giusto compenso; semmai è la durata della storia a rendermela stantia. ↩
