Arriva il minicamp ma ci saranno tutti?

Snacks Harrison

Questo martedì sarà il primo giorno del mandatory minicamp dei Lions.

E devo ammettere che non sono mai stato così curioso di vedere cosa ci porterà; quest’anno infatti la scadenza non è solo accademica ma, per la prima volta da un po’ di tempo, c’è la seria possibilità che due pezzi grossi della squadra segnalino il loro scontento per la loro situazione attuale saltando questa prima scadenza obbligatoria per la squadra.

Sia Darius Slay che Damon “Snacks” Harrison, infatti, hanno saltato la fase volontaria della preparazione, preferendo allenarsi in altra maniera; Slay ha fatto ben presente che la sua assenza è proprio legata al suo contratto.

Slay è stato il leader della secondaria in questi anni, con due pro-bowl all’attivo e tutto il rispetto che lega può tributare, anche dopo un anno non propriamente esaltante per i suoi standard; a 28 anni, un nuovo contratto sarebbe un ottimo modo per entrare nella seconda parte della sua carriera con un importante impegno con la sua attuale squadra.

Il mercato non lo aiuta troppo, visto che Chris Harris ha appena firmato con i Broncos un contratto non molto migliore del suo, questo a 29 anni.

L’assenza di Snacks, secondo le parole di Aprile di Bob Quinn, non è legata al contratto ma, avendo anche lui cambiato agente, scegliendo Drew Rosenhaus lo stesso di Slay, noto per alcune tattiche di negoziato abbastanza agressive.

Snacks è stato palesemente infastidito dalle chiacchere ed ha reagito più volte su twitter, per completare oggi con una dichiarazione abbastanza criptica:

Promettendo “grandi novità” per i prossimi giorni e che tutto verrà chiarito.

Nel suo caso, sicuramente una parte del suo appeal erano i due anni di contratto che erano compresi nella trade ma il front office dei Lions e lo staff di allenatori hanno in più di un’occasione professato incondizionato amore per il loro DT (in questo accompagnati dal sottoscritto) e Damon Harrison continua ad interagire con i compagni via social media con tutto il carisma di cui è dotato il che può essere rassicurante.

Per entrambi, il contratto ha ancora due anni di validità e Bob Quinn non hai mostrato interesse nel prolungare contratti così ancora longevi né di negoziare estensioni prima del training camp; sempre in entrambi i casi, se quest’anno non viene trovato un accordo sarà molto probabile che alla scadenza le parti decidano di separarsi (è rarissimo che i negoziati di più di un anno si concludano positivamente, vedasi il caso Ndamukong Suh nel 2015).

Personalmente, ragiono da tifoso e spero che, complice l’ampio spazio sotto il cap, si possa trovare un accordo che testimoni l’importanza data dai Lions ai giocatori simbolo e la volontà dell’organizzazione a vincere a breve termine. In entrambi, i casi probabilmente un accordo ragionevole potrebbe essere trovato.

In entrambi i


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