Note di offseason 2020: il draft si fa, piaccia o no.

Godell Draft

Nel bel mezzo dell’emergenza COVID e con le voci che iniziano a circolare di un possibile rinvio, se non cancellazione della stagione 2020, una cosa che sembra sempre più sicura è che il draft si terrà normalmente, malgrado i mal di pancia di più di un front office.

Roger Goodell ha mandato alle squadre un memo molto esplicito, al limite del minatorio, alle squadre dove ribadisce che il draft si svolgerà nelle date previste (23-25 Aprile); ovviamente sarà a porte chiuse e alle squadre viene richiesto di attrezzarsi per comunicare tra di esse e con la Lega. Non saranno tollerate critiche pubbliche alla scelta della Lega, pena multe e squalifiche.

Questa scelta, appoggiata da proprietari e Lega, non piace a tutti i GM (anzi…) che temono non ci siano le stesse condizioni per tutte le squadre partecipanti. A causa della variabilità del contagio e delle politiche dei vari stati, alcune squadre potrebbero avere la possibilità di sfruttare le sedi con tutti le strutture connesse mentre altre potrebbero essere costrette a lavorare da casa con airpod e telefonino sulla mensola.

Sarà compito della NFL, si spera, di livellare il campo di gioco ed evitare questi problemi.

Ai problemi organizzativi già detti si aggiunge un ulteriore livello di rischio (ed intrigo) nel fatto che molti prospetti non hanno la possibilità di impressionare i vari executive e/o chiarire la situazione medica. Secondo alcuni, questo potrebbe spingere diverse squadre ad evitare rischi, magari scambiando pick per pick futuri o evitando prospetti di università minori o junior che hanno lasciato la scuola in anticipo.

Dal punto di vista competitivo, le squadre sono tutte nella stessa barca ma non è sicuramente una situazione piacevole per scout o GM sotto pressione per un motivo o un altro (tipo una ultimatum “Playoff o a casa”).

Perché la NFL sta seguendo questo percorso? In pratica, anche il draft non richiede necessariamente dei contatti e può avvenire in condizioni di sicurezza. In più, con tutto il resto del mondo dello sport fermo e la gente affamata di distrazioni, il draft potrebbe catalizzare l’attenzione come non mai. La recentissima Free Agency può essere portata a modello di questo ragionamento.

  • Se volete saperne di più su Reggie Ragland, Lionswire ha un bel profilo su di lui che mette in evidenza come Ragland abbia rischiato seriamente di essere tagliato per il cambio di DC a Kansas City e abbia risalito gradualmente tutta la scala durante l’anno: prima inattivo la domenica, poi alcuni snap negli special team per poi tornare alla difesa e esser titolare nel Super Bowl. Diciamo una resilienza impressionante anche se non aiuta a capire come i Lions vogliano giostrare quattro giocatori simili come Davis, C. Jones, Tavai e Ragland stesso durante l’anno. Il mio parere è che Jones non sarà nel roster quando la stagione inizierà, estensione o no.

  • Duron Harmon viene dai Patriots ma questo lo rende un brutto acquisto? Il suo film, che non vede le maglie e non mente, fa pensare davvero di no.

  • Sam Martin saluta tutti e, come previsto, lo fa con classe. Buona fortuna a quello che resterà sempre uno dei miei giocatori preferiti (si sa, sono uno aficionado degli special team).

https://twitter.com/PrideOfDetroit/status/1243709037763592192?s=20

  • Due chiacchere con il nuovo QB di riserva, Chase Daniel. Non sono un gran fan del suo gioco ma ciò non mi impedisce di apprezzarlo come un bel tipo.

  • Quali sono le prime necessità dei Lions dopo la prima ondata della free Agency? Dave Birkett le identifica e non deve faticare molto perché non sono cambiate per nulla. (Cosa scrivevo alcuni giorni fa?)

E ora vi lascio a dibattere nella vostra mente di Okudah Vs Young questo Aprile.


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