Ebbene sì, i giorni scorrono ma non ci sono grandi notizie. Anzi…
A parte dell’ufficialità che i minicamp quest’anno saltano e che diverse squadre stanno terminando il programma online in anticipo perché i coach ritengono di aver raggiunto il massimo possibile, le notizie arrivano col contagocce.
Una cosa che avrete notato è che anche i draft pick vengono firmati ad un ritmo molto inferiore rispetto agli anni precedenti: questo non solo per la difficoltà per le squadre ed i prospetti di finalizzare i contratti con visite mediche e quant’altro ma anche per una ritrosia delle squadre a spendere in questa situazione.
Non dovrebbe essere una situazione che si protrae ma va tenuta d’occhio.
- Secondo Albert Breer di SI.com, molti coach hanno espresso riserve sui protocolli anticovid, trovandoli contraddittori: il primo è stato John Hairbough ma diverse voci (anonime) sono riportate nell’articolo. Appare in particolare incomprensibile come si possa lavorare sul campo assieme, fare huddle e tutto il resto per poi avere meeting contingentati a massimo cinque persone appena tornati al chiuso, o dover indossare le mascherine dentro le strutture mentre sul campo si suda, si fanno tackle e ci si dà il cinque.
Decisamente, le trovo obiezioni sensate. -
nella stessa colonnna, Breer nota le dichiarazioni, decisamente positive, di Kerryon Johnson sull’arrivo di D’Andre Swift. Oltre a vedere un giocatore già affermato che dà il benvenuto ed offre supporto ad un nuovo venuto, cosa non scontata come nota l’articolista, questo segnala il cambio di paradigma avvenuto sulla posizione di RB negli anni. Mentre fino ad alcuni anni fa, c’era un chiaro leader nel backfield e gli altri si prendevano le briciole (o avevano ruoli specifici come i terzi down), oggi l’approccio comunitario è molto più diffuso; il vantaggio è sia per le squadre (meno dipendenti da un giocatore specifico) che per i giocatori di una posizione particolarmente usurante. In questo modo possono sperare di arrivare al secondo contratto con meno acciacchi e più benzina in corpo. Per finire, Breer scrive
And good for the Lions, now carrying two players that I believe have the potential to be centerpiece backs.
Vediamo se, per il gioco di corsa, è davvero l’anno buono dopo ventordici tentativi.
- Nick Williams è stato insignito del Brian Piccolo Award dai suoi ex-compagni (assieme a David Montgmomery).
Questo premio, come recita la pagina di wikipedia, è consegnato ad un rookie ed un veterano i quali hanno
Hanno meglio esemplificato il coraggio, la lealtà, lo spirito di squadra, la dedizione ed il senso dello humor del fu Brian Piccolo.
La storia di Brian Piccolo, morto giovanissino di carcinoma, si è meritata anche un film, incentrato sul rapporto di amicizia che lo ha legato al suo compagno Gayle Sanders e deve essere conosciuta. Complimenti a Nicholas Williams che sicuramente ha meritato il riconoscimento e complimenti all’organizzazione dei Bears per continuare ad omaggiare la memoria di Brian Piccolo.
- Ogni anno, nell’eccitazione dei nuovi arrivi, alcuni giocatori che parevano promettenti solo l’anno scorso spariscono dai riflettori, forse immeritatamente: alcune settimane fa, abbiamo ricordato Austin Bryant. Stavolta, è il caso di parlare di Amani O., che forse potrebbe avere un roseo futuro accanto a Jeffrey Okudah. Magari non nel 2020, solo.
