
A quanto pare, malgrado che il Coronavirus continui ad infuriare negli Stati Uniti e malgrado i contrasti economici tra giocatori e società, i training camp dovrebbero aprirsi in orario. I Texans e i Chiefs che avranno l’onore di aprire la stagione nella notte di giovedì 11 Settembre (salvo contrordini) già lunedì accoglieranno i propri rookie ed un gruppo selezionato di veterani per i test covid e la ripartenza, poi il 27 tutte le squadre avranno accolto i giocatori nelle proprie strutture (magari a turno per rispettare i protocolli anti Covid).
Quindi, lasciamo i discorsi sul salary cap e sulle misure di protezione per un po’ e concentriamoci sull’aspetto più puramente sportivo di questo prossimo mese. O almeno proviamoci visto che la prima cosa da seguire riguarda la situazione contingente.
Quanti saremo ad Allen Park?
Ebbene, dopo che il nuovo CBA aveva ulteriormente aumentato le penalità per gli holdout dei giocatori e con pochi malcontenti rimasti in squadra dopo la dolorosa normalizzazione dello spogliatoio nel 2019 sembrava che sotto questo fronte saremmo potuti stare tranquilli.
Invece, l’emergenza sanitaria sta rendendo praticamente sicuro che i giocatori avranno l’opportunità di optare per non partecipare alla stagione. Gli ultimi report danno come data limitE per questa scelta il primo Agosto e non sono ancora chiare le conseguenze finanziarie e contrattuali che avrebbe una simile scelta.
Alcuni giocatori possono avere condizioni pregresse (come asma o diabete) che possono aumentare il rischio in caso di contagio Cocid e/o avere in famiglia persone a rischio a loro volta (bimbi piccoli, immunodepressi, asmatici, molti altri) e potrebbero, loro malgrado, dover rinunciare a giocare in attesa di tempi migliori. Non me la sentirei di biasimarli ma questo aspetto va tenuto presente per il futuro.
Come si sistemerà la linea offensiva
In attacco, l’incognita più grossa è indubbiamente la linea offensiva.
Ci sono diverse certezze, in particolare Frank Ragnow al centro e Taylor Decker come tackle sinistro; in più, sarebbe davvero una sorpresa se Big V. Vatai non prendesse possesso del posto di tackle destro visto l’investimento fatto su di lui.
Per le guardie la situazione è molto più incerta.
In una stagione normale non esiterei ad indicare come Jonah Jackson come la futura guardia destra al posto di Kenny Wiggins mentre a sinistra il posto potrebbe essere ancora di Joe Dahl visto che Logan Stenberg ha decisamente bisogno di smussare gli angoli prima di poter giocare regolarmente in NFL.
Il problema è che giocare nella OL richiede molta chimica e quest’anno, complice la mancanza di tutto il programma primaverile e con un training camp molto ridotto, svilupparla specie sul lato destro con due nuovi giocatori da miscelare non sarà facile e questo potrebbe dare, almeno ad inizio stagione, un vantaggio per i veterani.
Potrebbe anche darsi che Bevell e Fraley decidano di ripetere l’esperienza dello scorso anno e ruotare le guardie, forse su un solo lato (il destro, a naso) o addirittura su entrambi.
Inoltre, ci sarà da vedere se Joe Dahl può uscire dalla stallo in cui era entrato a fine 2019 e riprendere a migliorare e come impattterà il passaggio tra Davidson e Fraley e il previsto spostamento verso una corsa più power.
I movimenti ed il numero di snap durante il campo daranno una prima, preziosa indicazione di come tira il vento.
Tanta gente nel backfield
Non è detto che avere tante possibilità nel backfield sia una cosa negativa (anzi) ma sicuramente, da tifosi Lions, non ci siamo abituati e sarà interessante vedere come la situazione si evolverà.
Il primo punto di interesse è sicuramente la ripartizione degli snap tra Kerryon Johnson e D’Andre Swift.
Al di là delle scappellate di rito e delle dichiarazioni di rispetto reciproco, entrambi i giocatori potrebbero avere ruoli ed impieghi simili, quindi lo staff dovrà decidere su chi appoggiarsi in certe situazioni chiave (diciamo nei terzi down o vicino alla linea di meta).
Non sarà una cosa assoluta sia chiaro, a meno di un disastro, ma una scelta dovrà essere fatta.
Dietro di loro, una competizione annunciata sarà quella traTy Johnson e Jason Huntley: i due back hanno molte caratteristiche simili, dalla velocità alla posizione di scelta al draft ed è molto probabile che, per parafrasare Highlander, ne resterà soltanto uno in rosa questo Settembre, con l’altro in pratice squad come assicurazione.
Bo Scarbough dovrebbe mantenere un ruolo come bruise back dopo i buoni risultati nel 2019 ma non è detto che il numero di portate non cali per la concorrenza aumentata.
Sicuramente, molto da chiarire là dietro e da chiarire sul campo.
La secondaria dopo Slay (e Diggs).
Di Darius Slay e Quandre Diggs e dei loro problemi con Matt Patricia ne abbiamo parlato fino allo sfinimento per tutto l’inverno e oltre ma la loro partenza potrebbe essere duramente avvertita il prossimo anno.
Bob Quinn ha fatto il possibile per ovviare al problema, firmando Desmond Trufant e Duron Harmon e scegliendo **Jeff Okudah* *alla terza scelta assoluta ma il reparto sarà sotto scrutinio rigoroso.
Se questa nuova versione della secondaria dovesse continuare a stentare mentre Diggs dovesse confermarsi una pedina fondamentale di Seattle (si parla già dell’impatto che ha avuto e di una sua eventuale estensione) e Slay avesse un ottimo anno a Philadelphia, come probabile, tutta la gestione Quintricia tornerebbe sotto accusa, non solo dal punto di vista tecnico ma, soprattutto, per la gestione della squadra.
In più, ci sono da considerare un altro paio di variabili. La prima è Amani O.; il giovane corner ha fatto vedere cose interessanti lo scorso anno ma sembra chiuso nella sua posizione naturale; in ogni caso, un annetto di scuola dietro Trufant non dovrebbe fargli male. E qualora Okudah dovesse stentare in qualche punto della stagione (sempre di un rookie si parla), potrebbe essere una risorsa importante.
Poi c’è Justin Coleman che ha avuto una prima metà di stagione ottima per poi vedere il proprio rendimento crollare nella seconda metà. C’è molto da dire sul perché (e un po’ ho provato a farlo) ma dal suo contributo nello slot dipendono molte cose.
Il training camp dovrebbe permetterci di dare una prima occhiata, anche se relativa, al reparto e, in particolare, di farci un’idea del downgrade che dobbiamo aspettarci passando da Slay a Trufant (con tutto il rispetto per quest’ultimo).
La linea difensiva è abbastanza profonda?
Lo scorso anno eravamo tutti, esperti compresi, soddisfatti della situazione della linea difensiva dei Lions. Snacks! Mike Daniels! DaShawn Hand! Trey Flowers! Zap! Bang! Pow! L’arma segreta del 2019! WoW!
Poi sappiamo com’è finita.
Quest’anno malgrado un arrivo decisamente solido come Danny Shelton in FA e di Julian Okwara al draft, più altre mosse meno impegnative, l’atmosfera è decisamente meno entusiasta tanto che i tifosi discutono fin da Marzo sulla possibilità di un ulteriore arrivo di peso come Jadewon Clowney, Everson Griffen o ancora Mike Daniels.
Per ora, Bob Quinn non ci ha dato ascolto, forse per le implicazioni finanziarie di un’annata con introiti ridotti, ma se durante il training camp i limiti dei giocatori subito dietro i titolari dovessero diventare evidenti, anzi più evidenti di quanto giù siano o se ( Dio non voglia) ci fosse da rimediare ad un qualche infortunio, il GM potrebbe decidere di rimediare in quello che è un anno decisivo per lui e la sua gestione.
Anche se non è da sottovalutare che la dirigenza e gli allenatori contino sulla crescita di alcuni giovani come John Atkins e Kevin Strong e temano l’innesto tardivo di un giocatore con una situazione così delicata. Nel caso, possiamo sperare che sappiano meglio di noi quello che hanno in dispensa.
Ovviamente, non è tutto qui.
Ci sono un sacco di decisioni da prendere e di storie da scoprire in questi due mesi circa che ci separano dall’inizio della stagione, oltre naturalmente a tutti i possibili cambiamenti e mutazioni che questa subirà per cause di forza maggiore. Ma, secondo me, molto del futuro prossimo della squadra si gioca su queste questioni.