Zero giorni al draft: In attesa della prima notte.

draft 2021 Cleveland

Finalmente ce l’abbiamo fatta e, tra un mock ed una voce, stanotte si aprirà il draft 2021.

Rant: Il draft è una pessima cosa (per i giocatori).

Prima di concentrarci sulle cose importanti dal punto di vista sportivo, è il momento del mio rant più o meno annuale (dipende dall’umore) su come il draft sia un mezzo totalmente ingiusto e padronale di assumere professionisti. Se non vi interessa non so darvi torto e potete passare direttamente al prossimo paragrafo.

Lo so quello che state per dirmi, è per la bilancia competitiva. Serve a mettere le squadre sullo stesso piano. Giocare in NFL è un onore ed un traguardo, non importa la maglia che si veste. Ma ugualmente come vi sentireste voi se dopo aver lavorato quattro cinque gratis per pagare i conti delle vostre università (perché gli studenti/atleti questo fanno: pagano i conti alle università nella speranza di guadagnare poi quando saranno professionisti), non aveste nemmeno la chance di scegliere il datore di lavoro più adatto a voi o che ritenete migliore ma dobbiate adattarvi a trasferirvi in un posto che magari vi fa schifo (Cleveland, Baby!) per aiutare un’organizzazione disfunzionale che, molto probabilmente, ucciderà la vostra carriera in quattro anni per manifesta incompetenza?

Infatti, la ricompensa di tanto duro lavoro per essere il migliore tra i migliori, l’eletto tra gli eletti è… finire in un’organizzazione così disfunzionale che pesca in continuazione nei posti altissimi, brucia talento a quintali e resta sempre lì da una vita tranne l’annata fortunata (tipo i Jaguars o, ebbene sì, i Lions).

Quanti prospetti, ringraziando questa formula, sono stati privati della possibilità di aver successo, non per propria colpa ma solo perché finiti dove l’allenatore non li voleva nemmeno in foto ma il GM o il proprietario sì (Johnny Manziel) o perché lo stile di gioco era sbagliato per lui (ed il numero di vittime del fit è talmente alto che non cerco l’esempio) o perché la squadra in realtà non sapeva bene cosa farsene di lui (Kyle Van Noy anyone?).

Alcuni grossi nomi possono aver avuto un certo successo nel dirigere le loro carriere (tipo Eli Manning) ma sono casi rari e di giocatori così importanti e già santificati al punto da poter fare una piazzata simile senza troppe conseguenze. Per il grosso della truppa, la norma è firmare, ingoiare il rospo, sorridere e spiegare alla stampa quanto siano entusiasti di essere finiti in un squadra che ha nell’ambiente la stessa fama dell’aglio tra i vampiri.

Ok, fine del rant.

Un paio di considerazioni e di scenari sul draft 2021

Abbiamo già detto ad nauseam che il draft è normalmente volatile e giova ripetere che questo draft in particolare ha un tasso di rischio ancora più elevato del solito. Molto più elevato del solito.

Ci sono un sacco di fattori che contribuiscono:

  • Mancano tutte le valutazioni mediche della combine.
  • Mancano dei dati atletici ottenuti in maniera controllata e affidabile (anche mia nonna avrebbe corso le 40 iarde in 5.72″ al pro day quest’anno. E lei è morta nel 2009).
  • Un sacco di giocatori ha deciso di optare per saltare la stagione 2020. Il che è rispettabile ma costringe le squadre a basarsi sul film del 2019 e sul lavoro individuale svolto (che, magari, può essere fatto appositamente per migliorare le prestazioni diciamo estetiche del soggetto senza un reale beneficio sul campo).
  • Un sacco di giocatori ha deciso di sfruttare l’annata aggiuntiva concessa dalla NCAA e restare all’università, svalutando la classe del 2021.

Non è una condizione ideale e davvero, a quel che leggo in giro un sacco di valutazioni divergono in maniera notevole.

Prendiamo, non casualmente, la posizione di tackle offensivo: molti vi diranno che Penei Sewell è il numero 1 ma un paio di big board che ho visto lo vedono dietro Rashawn Slater.

Pesa, nel caso particolare, la versatilità, la decisione di entrambi di optare lo scorso anno che offusca la prospettiva ed alcuni punti interrogativi dal punto di vista atletico.

Discorsi simili possono essere fatte per altri giocatori e per certi ruoli (tipo i DT davvero pochi e poco valutati) e più si procede verso i giri bassi più la situazione peggiora, con molte squadre che cercheranno (secondo i bene informati) o di salire nel terzo giorno, impacchettando pick rischiosi per una posizione migliore, oppure di cercare di accumulare risorse per il draft 2022.

A ppeggiorare le cose è stata indotta dai media una vera quarterback frenzy che sta portando le tifoserie a ipervalutare quello che, in realtà, è un gruppo medioalto di passatore, gabellato per mille sicuri hall of farmer da un giornalismo prigioniero dei click. Fidatevi se vi dico che qualcuno perderà il posto nei prossimi anni se cede alla pressione, e questi qualcuno non saranno i giornalisti che hanno montato tutto questo.

I Lions sono in una buona posizione per un pessimo motivo (che si riallaccia al rant di inizio posto): chiunque scelgano o qualsiasi scelta facciano è un miglioramento rispetto allo status quo.

Anche fosse la scelta peggiore tra quelle che si prospettano, il serbatoio è talmente vuoto che chiunque arrivi è un upgrade.

Detto questo e per fare una cosa un po’ diversa dagli altri anni vi pongo alcuni scenari fermo restando che anche le alternative che mi sembrano meno allettanti sono sempre dei miglioramenti:

Lo scenario più realistico: un tackle alla sette

Un sacco di gente vuole una trade back (tipo me, ovvio) ma è più facile dirlo che farlo, specie con tanta concorrenza in giro. Qualora non ci fosse la possibilità, ci sono serie possibilità che i Lions optino per uno dei tackle top della classe quindi Penei Sewell o Rashawn Slater, questo a seconda che si preferisca il potenziale a lungo termine o la versatilità immediata. Entrambi sono più che degni della selezione. Un ricevitore darebbe sicuramente più interesse intorno alla squadra ma un tackle di alto profilo che solidifichi immediatamente il lato destro della linea migliorerebbe istantaneamente le possibilità di Goff di giocare al meglio, il gioco di corsa e agevolerebbe la vita ai bersagli a tutti i livelli. Come bonus, tra gli uomini di linea, le bust grandiose sono più rare che in altri reparti e, quindi, la nuova gestione partirebbe con un pick relativamente sicuro.

Lo scenario che mi piace meno: salire per un QB

Non è che sono contrario ad uno scenario simile: se Holmes e Campbell vogliono prendersi il loro uomo, è giusto spendere per andarlo a prendere. Solo è una scelta rischiosa, molto rischiosa: rende precario l’investimento fatto in Goff (che avrebbe tutto il diritto di sentirsi preso in giro), lega indissolubilmente il nuovo regime al nuovo QB e investe nell’unica posizione del roster che pare decente come profondità e talento. Ovviamente, se il QB si rivelasse quello giusto, tutti questi ragionamenti passerebbero in secondo piano e si parlerebbe di colpo di genio. Ma quante possibilità ci sono che l’uomo giusto sia il quarto/quinto QB ad essere scelto? Un 20%? Con tutto il rispetto per i prospetti, penso anche meno. Ma se ci credono ai piani alti, è giusto sparare la cartuccia, invece di aspettare. Ovviamente, la notizia che per un eventuale salita alla quarta il bersaglio fosse JaMaar Chase toglie un po’ di mordente all’idea ma potrebbe essere anche una arguta cortina fumogena.

Lo scenario da sogno: Trade down. Con i Bears

Ebbene sì, il mio scenario da sogno sarebbe scassettare i Bears di una caterva di pick (comprese le parti nobili del 2022) per scendere fino alla ventesima e prendere il BPA che sperabilmente sarebbe il tackle di OSU Teven Jenkins, uno che per fare il tackle destro a tempo indeterminato sembra nato per poi prepararsi al prossimo ciclo con tre primi giri in saccoccia. Con tutte queste risorse scegliersi il QB del futuro o quello che si vuole non dovrebbe essere un problema. Nel frattempo, i Bears si troverebbero con il portafoglio svuotato e, probabilmente un QB che il prossimo anno rischia seriamente di dover ripartire con un nuovo staff ed un nuovo front office. Uno staff che, come usa dire, non ha investito in lui. Ovviamente, c’è la possibilità che Ryan Pace azzecchi il QB giusto al ventesimo tentativo ma me la sentirei di correre il rischio. Full disclosure: se succede, rischio la denuncia per disturbo della quiete pubblica e/o rottura del coprifuoco. Irrealistico lo so ma si può pur sognare.

L’unica certezza:

Sia ESPN che NFLN andranno in pubblicità mentre sta per essere annunciato il pick dei Lions. Anche se è una trade.

Per concludere:

Gli altri scenari hanno vari gradi di realismo e gradimento chi più chi meno e non li analizzo tutti perché senza sapere cosa faranno le tre squadre immediatamente precedenti nell’ordine di scelta, ci sono davvero troppe variabili.

Vedremo stanotte cosa succederà e che strada è stata scelta da Brad Holmes e compagnia bella.

Per full disclosure: non credo proprio che riuscirò a vedermi il draft in diretta come lo scorso anno ( mi sono svegliato presto e non ho più l’autonomia). Se mi sveglio all’ora giusta grazie alla voce del cuore, un’occhiata al telefono ci scappa di sicuro e forse pure un commento rapido sui social ma per un ragionamento un minimo sensato dovremo probabilmente aspettare la mattina e la colazione.


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