
L’unica costante della vita è il cambiamento, diceva il saggio, e la NFL, con il suo costante turnover di giocatori e coach lo sa benissimo. Essere preparati ai cambiamenti nel gioco, nel roster e nei propri schemi è quanto può dividere una franchise di successo da una relegata nei bassifondi.
Come tifosi Lions abbiamo visto in prima persona cosa possa portare la testardaggine ma non siamo i soli. In ogni caso, è bene ricordarlo quando una squadra cambia molto modo di fare affari e, per dirne una, dà la priorità a rinnovare i propri veterani invece di cercare più verdi pascoli nella free agency.
Anche se questo vuol dire dare un’ulteriore chance ad un giocatore che non ha propriamente brillato nel suo inizio di carriera ed è sempre stato bersaglio della tifoseria (compreso me) come Will Harris.
La safety sta entrando nel quarto anno ed ha sempre avuto una tendenza ad entrare nelle highlight. Quelle dell’attacco avversario, purtroppo. Tuttavia, nel finale dello scorso anno gli infortuni lo hanno costretto a giocare come CB esterno. Harris ha accettato la sfidsa e tra la sorpresa generale (forse non quella dei coach), non ha demeritato forse per i compiti più definiti e per la possibilità di sfruttare meglio le sue doti atletiche senza dover processare troppo campo.
Intendiamoci, nessuno lo scambierebbe per Jalen Ramsey ma ha difeso la sua porzione di fortino mentre i Lions mettevano a segno le migliori prestazioni stagionali e tanto è bastato perché DC, Aaron Glenn gli abbiano rinnovato la fiducia per il 2022. Secondo Big Dan, ci sono discussioni sulla possibilità di spostarlo definitivamente in questa nuova posizione o sfruttarlo come ibrido S/CB, al punto che Campbell lo ha definito una "Cafety". (Vedo con piacere che non sono l’unico umorista senza complessi in giro.)
Non è detto che il futuro sia roseo per Will Harris in blu ed argento: può essere che non riesca a sfruttare questa possibilità ma il cambiamento in uomo dovunque e riserva di tutti potrebbe prolungare molto la carriera (e aiutare la squadra). Non mi aspetto miracoli.
-
Uno degli argomenti di dibattito più caldi di questo tempo che ci separa dal draft è sicuramente quello sui QB. È conoscenza comune che quasi nessuno sia in grado di essere messo al centro questo settembre con una speranza di successo (come Trevor Lawrence o Zach Wilson lo scorso anno). Non è una questione di dare live rep per far maturare un soggetto, il problema è proprio che il grosso dei QB di quest’anno (possiamo mettere in una categoria a parte Pickett) non sarebbe in grado di affrontare consapevolmente una difesa NFL senza mettere a rischio il proprio futuro assieme a quello della squadra. Sarà necessaria la difficile strada del draft&develop, quella cosa più facile a dirsi che a farsi. Qualora la possibilità si materializzasse ad Allen Park, secondo Dan Campbell i Lions hanno gli uomini giusti per far crescere un QB. DC si è riferito specificamente al QB coach Mark Brunell, con la sua lunga esperienza in tutte le sfumature del ruolo ma soprattutto al nuovo/vecchio OC Ben Johnson, definito direttamente una rockstar. Vedremo se c’è arrosto sotto il fumo (ma penso che ci sia poca ciccia al fuoco).
-
Nel caso, ed è il momento dell’hot take, più di un analista sta puntando forte su Desmond Ridder. Questo articolo sostiene che il QB di Cincinnati potrebbe avere una carriera migliore di quella di Mallik Willis. Non che abbia il ceiling più alto ma il pacchetto iniziale sembra più completo, in una parola, e più adatto a quello che la NFL richiede.
-
Restiamo con la testa sul draft: se con tutti i nomi e l’incertezza non sapete più come raccapezzarvi, non vi do torto. Qui, per fortuna, una pratica guida con pregi e difetti di ogni possibile candidato alla seconda assoluta. Utilissima anche per sapere di cosa lamentarsi qualora il vostro prospetto preferito non sia scelto tra due settimane.
-
Uno sguardo alle selezioni alla seconda scelta assoluta della storia più o meno recente, lista in cui i Lions spiccano con Ndamukong Suh e Calvin Johnson.
-
Se continuate a sperare che Brad Holmes aggiunga qualche rinforzo prima o dopo il draft (più probabile dopo), ancora ci sono giocatori di talento in attesa della giusta occasione in abbondanza:
Vedremo cosa ci riserverà il futuro.