
Torniamo ad occuparci del minicamp della scorsa settimana ed, in particolare, delle varie dichiarazioni del nostro vulcanico Head Coach, il quale non cerca mai di passare inosservato.
La prima cosa che ha tenuto a chiarire è il mindset dei giocatori scelti al draft: dopo l’enfatico proclama di non volere "turds" dello scorso anno, quest’anno ha messo a dura prova le mie meningi spiegando che nel campo non ci sono "draft floaters" che dopo, attenta e ponderata analisi, decido di tradurre come "spersi", aiutato dalle parole stesse del boss.
A floater is a guy who gets here and he’s just kind of, there he goes, he’s just in the open ocean. We want guys that are highly competitive and they love ball.
un floater è uno che arriva qui e è proprio, ecco, è nel mare aperto. Noi vogliamo gente che sia molto competitiva e ami il gioco.
Missione compiuta, a giudicare dai primi riscontri.
Un altro argomento che è stato toccato da HCDC è stato il calendario: come ampiamente notato, i Lions non hanno nessuna partita in prima serata ma a Campbell va più che bene. Anzi non ha esitato a definire "stupenda" la situazione e ne ha ben donde. Come ha spiegato in questo modo può instaurare un routine fissa tutte le settimane, senza variazioni dovute a permanenze più o meno prolungate in Hotel o vari walktrough per risparmiare tempo.
In aggiunta, la percepita mancanza di rispetto può essere facilmente trasformata in desiderio di rivalsa da un coach creativo. Anche se questo lui non lo ha detto esplicitamente, il ricordare che le partite possono essere sempre spostate al sunday night se c’è un buon motivo dimostra che DC è pienamente consapevole della possibilità, se i suoi ragazzi dovessero superare le aspettative.
Veniamo ad un aspetto più vicino al football giocato: i cambiamenti dell’attacco.
Il primo tema è stato un classico chi chiamerà i giochi d’attacco. Il buon Dan non si è fatto pregare: se non sarò io, ha detto, potrete giurare che sarà Ben Johnson. Non capirò mai il perché ci tenga tanto a mantenere il segreto (lo scorso anno di questi tempi era la stessa storia con Anthony Lynn) ma la risposta è proprio tipica.
Passando alla carne al fuoco, DC e soci contano di poter controllare meglio il ritmo del gioco dopo che lo scorso anno i Lions hanno guidato la NFL nella non invidiabile classifica delle squadre con più penalità presnap, tra delay of game e false partenze.
Campbell e Johnson hanno sfoltito la nomenclatura, che lo scorso anno arrivava anche a 18 parole per un gioco e contano di poter usare il tempo come mezzo per mettere sotto stress le difese avversarie, impedendo le sostituzioni e sfiancando i giocatori avversari.
Da notare che Goff nella parte finale della scorsa stagione non è andato per niente male nelle situazioni di no huddle e con il cronometro che corre, vedasi la vittoria all’ultimo drive contro i Vikings.
Sicuramente, visti i risultati non lusinghieri dello scorso anno si spera che i cambiamenti portino ad un notevole aumento dell’efficienza offensiva.