Un’occhiata ai draft della NFC North: Chicago Bears.

Del draft e dell’off season dei Lions abbiamo parlato e continueremo a parlare nei prossimi mesi ma, tra una OTA e l’altra , è il caso di dare un’occhiata a quelli della diretta concorrenza, in rigoroso ordine alfabetico.

Il che ci porta in Illinois, più precisamente dai Chicago Bears per i quali potrei limitarmi ad una sola osservazione: Meh.

Ovviamente, non ci si poteva aspettare miracoli da una squadra con pochi pick e nessun primo giro. In più, non è che abbiano fatto delle scelte pessime, se le prendi una per una e ti disinteressi del quadro generale. Kyler Gordon, preso alla 39, è un CB che sarebbe potuto essere stato scelto al primo giro e nessuno avrebbe avuto da ridire, Jaquan Brisker era una delle miei safety di alto bordo che vedevo bene per i Lions già con la 32/34 (il che non vuol dire molto, sia chiaro).

Del resto, quando hai appena cambiato totalmente dirigenza e direzione e fare fare pulizia per riprendere a costruire, il piano è noto: passi la prima offseason a recuperare risorse spedendo via veterani costosi (tipo Mack), tagli i giocatori più anziani con contratti costosi e così via. Da tifosi Lions abbiamo vissuto una situazione simile nel 2021.

Tuttavia dopo che hai fatto tutto questo e sei tornato alla proverbiale tabula rasa, perché non dare, per una volta, la priorità all’attacco visto che lo scorso anno hai portato a Chicago un prospetto di rango per cui hai investito pesantemente?

Del resto, un offensive Lineman è per sempre, lo scrivevo lo scorso anno parlando appunto dei Lions: rimandare i lavori in difesa al prossimo anno e rinforzare la trincea offensiva fa sempre comodo a breve, media e lunga scadenza. Avrebbe lo stesso sistemato una necessità importante e protetto uno dei pochi talenti di prima fascia rimasti alla squadra, cioè Justin Fields.

Non credo proprio che qualcuno ad Halas Hall abbia interesse a veder fallire Fields (spero per loro che non siano così idioti) ma sicuramente la priorità pare essere quella di tornare ai vecchi tempi dei Bears (difesa forte, attacco che è già tanto se non gli va tra i piedi) più che mettere il loro (possibile) franchise QB nella condizioni di riuscire.

Aggiungere Velus Jones JR mostra un’attenzione agli special team che manca a Chicago da un po’ ma come ricevitore richiederà tempo per prendere le misure tra i pro (ed ha 25 anni al primo anno). Idem la pletora di lineman presi ai giri bassi grazie a varie trade down; potranno forse diventare utili tra un anno o due ma non spostano all’asticella nel breve periodo.

Probabilmente, i tifosi blu e arancio apprezzeranno la visione visto che tornare al 1984 pare sia l’obbiettivo più o meno dichiarato per la maggioranza dei supporters dei Monsters of Midway che citano il 1986 come se fosse l’altro ieri ma, onestamente, credo che la priorità nel 2022 non dovrebbe essere quella di riportare le lancette indietro quanto di non essere più l’unica franchigia NFL di cui nessun QB ha lanciato per più di 4000 iarde e più di 30 TD in una sola stagione.

Ma, se Poles ed Eberflus vogliono così fortemente restare nel secondo millennio, non credo siamo noi a doversene lamentare; probabilmente il piano richiederà un po’ di tempo per andare a regime e i Lions sembrano aver un anno di vantaggio e più risorse per implentarlo. Spiace umanamente per Fields ma, in un momento di massima mobilità per i QB, magari avrà una seconda chance dove lo sanno apprezzare.


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