Note 2022: Divertiamoci un po’

Dopo tanto penare ed in attesa di un’altra partita impegnativa, è il momento di concederci un po’ di relax.

O questo deve aver pensato il buon Dan Campbell, ospite per la prima volta in due anni nella tribuna settimanale del Divo Aaronne, o se preferite al Pat McAfee Show.

In questo spirito, il buon Dan ha raccontato di essere stato distratto dalla ola del Ford Field subito prima del passaggio per Penei Sewell e aver sentito solo Ben Johnson nell’auricolare che diceva "Allora coach, che ne dici se blah blah?" e lui ha risposto "Ok" per poi vedere passare la palla a Penei con relativo "cosa <beep> stiamo facendo?"

Clip:

Ovviamente, come ha chiarito subito dopo, si parlava a scherzo in un ambiente rilassato e la boutade non va presa sul serio: come già riferito subito dopo la partita dallo stesso Campbell e Sewell, l’idea di mettere questo gioco nel pacchetto dei giochi da redzone era di giovedì mentre venerdì il gioco era stato provato tre volte in allenamento.

In più, Colton Pouncy di TheAthletic ha rivelato che durante la sessione del giovedì da questa estate, tutti i lineman fanno pratica di correre e ricevere in previsione di situazioni simili.

Il siparietto di oggi è, appunto, un boutade, il modo con cui HCDC attribuisce il merito della scelta a Ben Johnson e agli altri assistenti.

(Anche se bisogna ricordare che per autorizzare e solo pensare una cosa del genere richiede sferoidi non prolati di acciaio).

Non fate come la stampa americana e non prendetelo sul serio.

  • Votare Jared Goff per giocatore della settimana sta diventando un impegno fisso per i tifosi Lions e per chi apprezza il bel gioco. Quarta nomination della stagione e seconda consecutiva. Tra la concorrenza c’è pure KirK Cousins, ergo dobbiamo essere ancora più carichi.

  • Nel nostro paese, playitusa punta i riflettori, tra l’altro, sul grande ritorno sulle scene di Jared Goff (il quale, probabilmente, risponderebbe di non essersene mai andato). Visto che non devo tradurre, cito volentieri:

Caro Jared Goff, scusami se a più riprese ti ho dato della parodia di un quarterback, però capiscimi, per favore. Per anni sei stato la personificazione dell’apatia, un quarterback assolutamente nella media con tutto il necessario per essere costantemente fra i migliori cinque che incappava ripetutamente in errori marchiani e che, quando contava veramente, non era mai in grado di fare quello che fa un buon quarterback, ossia il necessario per vincere. Poi abbiamo vissuto l’ultimo mese e mezzo.

Goff fa quello che in un mondo più semplice dovrebbe essere l’unico compito di un quarterback, ossia mettere nella miglior posizione possibile i propri compagni di squadra e sfruttarne, esaltarne le peculiarità. […] Goff è riuscito a ricavare il meglio da una situazione nata sotto i peggiori auspici e con la silenziosa tranquillità che lo contraddistingue ci ha dimostrato di avere ancora un futuro da titolare in questa lega.

Vi invito a leggervi il resto, ovviamente.

  • A proposito, e per chiudere la parte dedicata a quello che sarà al 99,9% lo starter del 2023: Sport Illustrated ha dato la cover story di lunedì a J.G. con il titolo abbastanza ironico di "Goff clap". Molto da leggere, compresa un’analisi da parte di Goff di alcuni dei tiri chiave della partita contro i Vikings, compreso quello per Sewell. Estrapolo dal finale alla domanda se abbia soddisfazione personale nell’essere in questa situazione due anni dopo essere stato ceduto dai Rams:

The best way to answer that, it’s so much more personally satisfying to be doing it with the group of guys that we’re doing it with, That’s regardless of what I’ve been through in the past. Like sure, yeah, it’s great. We’re playing well, and I’m doing some good things. But being able to do it with the same group that was here last year, Dan, a lot of the same coaches, a lot of the same players that have been here the last couple of years, and to be able to see them, see the switch flip and then be a part of that as the quarterback, that’s the most satisfying thing by far.

La maniera migliore per rispondere, è che è molto più soddisfacente a livello personale di fare questo con il gruppo di ragazzi con cui lo stiamo facendo, indipendentemente da quello che ho vissuto in passato. Tipo, certo, è grande. Stiamo giocando bene e sto facendo delle cose buone. Ma essere in grado di farlo con lo stesso gruppo che era qui lo scorso anno, Dan, un sacco degli stessi allenatori, un sacco degli stessi giocatori che sono stati qui l’ultimo paio di anni ed essere in grado di vederli, vedere premere l’interruttore ed essere parte di questo come quarterback, questa è la cosa che dà di gran lunga più soddisfazione.

Non mi stupisce che nello spogliatoio sia così apprezzato, onestamente.

  • Parlando di divertimento, nel dopo partita Taylor Decker ha spontaneamente ricordato a Jalen Reagor che la sua garanzia di vittoria contro i Lions non era stata corretta.

A tal proposito:

Saluti.

  • Per finire, questa settimana probabilmente posterò un po’ meno del solit. Tanto per parlare di Lions, c’è sempre attivo il gruppo telegram (vedi homepage).

One Pride.


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