Uno sguardo alle off season altrui: Chicago Bears

È tempo d’estate e, quindi, il tempo di dare un’occhiata alle altre squadre della NFC North in vista della prossima stagione.

In ordine alfabetico, iniziamo dai Bears.

Chicago è, notoriamente, in rebuild ed ha seguito una strategia simile a quella dei Lions con un anno di ritardo.

Il 2022 la nuova generazione di Matt&Ryan (Poles ed Eberflus dopo Pace e Nagy) ha fatto pulizia di veterani e contratti, sacrificando i risultati a breve termine per garantirsi una tonnellata di spazio salariale ed una posizione invidiabile al draft.

Il piano ha funzionato visto che i Bears si sono presentati a questo Marzo con oltre cento milioni di spazio sotto il cap e la prima scelta assoluta nel 2023.

Tuttavia non basta avere le risorse: queste vanno anche investite bene.

Non credo che nessuno possa criticare la decisione di scambiare la prima assoluta con le Panthers in cambio di scelte future e, soprattutto, di DJ Moore, ricevitore molto sottovalutato che è regolarmente riuscito ad ottenere buone prestazioni malgrado la pochezza del reparto QB di Carolina post 2015.

Altre mosse sia in free agency che al draft sono sicuramente migliorative (del resto, il roster aveva molto bisogno di talento, in tante posizioni ed era praticamente impossibile peggiorarlo senza metterci impegno) ma non è detto la strada scelta per ricostruire sia considerata da tutti la migliore possibile.

Senza metterci a seguire tutte le mosse (del resto, si parla di undici scelte solo al draft più svariate mosse in free agency), seguiamo quelle che forse sono le più importanti a partire da una che, forse, sposta l’asticella nei dibattiti: la gestione della posizione di Linebacker.

Posto che nella difesa di Matt Eberflus il MLB è un componente fondamentale, pagare 72 milioni in quattro anni per Tremaine Edmunds e 19,5 milioni per T.J. Edwards è una strada davvero migliore che limitarsi a non scambiare Roquan Smith con i Ravens solo per vederlo andare ai playoff ed prendersi un rinnovo milionario mentre tutta l’organizzazione ne canta le lodi?

Qualcuno punterà il dito sul “fit non perfetto” di Smith per quello che vuole Eberflus nel ruolo ma davvero non era possibile modificare un tantino lo schema per sfruttare un giocatore di simile talento?

(Che, poi, Smith lo scorso anno guidava la NFL con 83 tackle al momento della trade. Di che problemi di ruolo stiamo parlando esattamente?)

In aggiunta, i Bears hanno rinforzato la parte centrale della difesa nel draft con Gervon Dexter e Zacch Pickens, classica coppia run stopper/3-tech ma non hanno fatto molto per la posizione di DE o, in generale, aumentare la pressione sul QB.

L’unico giocatore con più di 3 sack lo scorso anno che sarà in squadra nel 2023 è Jusquan Brisker che era un safety, per di più rookie. Senza pressione, il gruppo della secondaria avrà una stagione difficile, malgrado gli investimenti.

In attacco, tutto dipende da Justin Fields. Il QB da OSU ha sfruttato lo schema di Luke Getsy per produrre una quantità di Highlight tale da far pensare i malinformati che i Bears siano stati un team da playoff invece di uno che ha perso le ultime dieci partite di fila.

Fields sicuramente beneficerà dei rinforzi nel reparto: non solo DJ Moore ma anche un RT con ampi margini di successo come Darnell Wright dovrebbero aiutare fornendo velocità ed un bloccaggio migliore delle porte automatiche del supermercato.

I Bears contano che Chase Claypool abbia un impatto maggiore che nel 2022 (non ci dovrebbe voler molto) e nei ritorni di Darnell Mooney e di Cole Kmet ma la verità è che tutto dipende da quanto possa migliorare Fields come passatore.

Sicuramente i Bears continueranno ad appoggiarsi pesantemente sulla corsa, non solo di Fields ma anche di Roschon Johnson (“giocava con Bjian ma era lui quello bravo” sembra la versione aggiornata al 2023 del classico “Darnell Mooney è il miglior ricevitore nella NFC North” che ogni tifosi Bears sparava nel 2022), tuttavia Fields dovrà mostrare dei progressi grandissimi perché lo scorso anno è stato in fondo alla classifica per quasi tutte le statistiche censite.

  • Ultimo per adjusted iard per passaggio (PFR)
  • 28° su 33 come percentuale di tiri sul bersaglio (PFR)
  • 35° su 39 come passing grade (PFF, almeno 400 dropback)
  • Ultimo per distacco nel DVOA di football outsiders.

Questo prima di considerare sack (primo) ed altre piacevolezze.

I Bears stanno contando che il danno fatto da due stagioni in cui Fields è stato usato come carne da cannone (vedasi la partita di quest’anno al Ford Field in cui è stato tenuto in campo a lanciare malgrado fosse vistosamente limitato, con il risultato di aver messo 75 iarde sul tabellino) sia limitato e che il QB possa riprendere una traiettoria positiva.

Non è da escludere ma, se non dovesse succedere, i Bears tornerebbero a casa base per la posizione più importante del gioco subito dopo aver passato con la prima assoluta.

Se Fields dovesse avere un’annata decente, i Bears avrebbero solo il quarto anno del suo contratto da rookie per provare a capitalizzare prima di dover discutere con lui un nuovo contratto.

Forse la tempistica del rebuild potrebbe non rivelarsi ideale.

In ogni caso, i Bears sono sulla strada della ricostruzione ed il roster dovrebbe essere migliorato abbastanza da tenerli competitivi nella maggior parte delle partite. Ma, loro ancora più che gli altri team, potranno crescere solo quanto crescerà Fields.


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